LA GUERRA DEL POLITICAMENTE CORRETTO CONTRO DOSTOEVSKIJ, LA VODKA E LO ZAR

Il politicamente corretto miete vittime nei campi liberi dell’arte, della cultura, dello sport. Le prime perdite sono Paolo Nori e Fëdor Dostoevskij. Il talento vale meno della vita? Il docente del dipartimento di studi umanistici dello Iulm, autore del libro Sanguina ancora. L’incredibile vita di Fëdor M. Dostoevskij, avrebbe dovuto tenere alla Bicocca di Milano un corso sull’autore russo in quattro lezioni, “gratuite a tutti”. Qualche giorno prima, con un groppo alla gola, ha annunciato su Instagram che il corso era stato cancellato, “per evitare ogni polemica”. Così gli hanno scritto dal prorettorato. “Come? – ha subito reagito lui –. Bisognerebbe parlare di più oggi di Dostoevskij!”. Gesto “volgare e indegno del sapere”, ha chiosato. Controffensiva.

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LA TERZA CRISI UCRAINA (PARTE 1)

Quando ancora esisteva l’Unione Sovietica, l’Ucraina era la terza repubblica federata quanto ad estensione (oltre 600mila km quadrati) e la seconda per popolazione. Nel mese di dicembre del 1991, i rappresentanti delle repubbliche di Russia, Bielorussia e Ucraina, riuniti vicino Minsk, decisero di continuare a condividere un destino comune, in quanto le tre repubbliche erano accomunate dal fatto di essere la patria di tre nazioni slave. Alla fine dello stesso mese di dicembre del 1991, venne istituita la “Comunità degli Stati indipendenti”. In aggiunta alla Russia e alle altre due repubbliche slave, aderirono altre repubbliche dell’ex Unione Sovietica.

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VACCINI, NON È UN PROBLEMA DI BREVETTI, MA DI PRODUZIONE

Se la pandemia fosse una guerra, l’Italia la starebbe decisamente perdendo. Mentre la Gran Bretagna e gli Stati Uniti si avviano verso l’immunità di gregge, nel nostro paese iniziano a montare le rivolte sociali come dimostrato dalle manifestazioni organizzate da #ioapro. Per poter finalmente assicurare le riaperture ed evitare l’escalation di tensione sociale, è imperativo accelerare la campagna vaccinale dando priorità alle categorie più a rischio (cosa finora non fatta perché in Italia la fascia d’età tra i 70 e 79 anni è la meno vaccinata e la penultima in Europa).

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Brigatisti rossi estradati dopo 40 anni di attesa

Sette brigatisti rossi, già condannati a gravi pene carcerarie in Italia, sono stati arrestati ieri in Francia. Altri tre sono tuttora latitanti. Saranno estradati nel nostro Paese. La vera notizia è perché non siano stati mai estradati finora. Per più di quarant’anni, infatti, hanno potuto vivere in Francia, nella maggior parte dei casi in libertà.

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