Categoria: Cultura

Incontro con Enrico Costa

In vista delle prossime elezioni del 25 settembre, abbiamo avuto il piacere di incontrare Enrico Costa, capolista al collegio plurinominale Lombardia 1 di Azione – IV – Renew Europe

 

Durante l’incontro con gli amici liberali, introdotto da Carlo Scognamiglio e Edoardo Croci, l’On. Costa in particolare ha affrontato il tema della riforma della giustizia.

Clicca QUI per guardare il video dell’incontro

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L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA FONDATA SUL DEBITO PUBBLICO

Italia no per ricchi

La sfida del futuro: le circostanze impongono allo Stato nuovi compiti. È sensato pensare che ciò possa avvenire senza che si ragioni anche su quali sono i compiti di cui si può alleggerirlo?

L’Italia è una Repubblica fondata sul debito. In euro di oggi, dopo la seconda guerra mondiale la spesa pubblica era di circa venti miliardi. Quest’anno arriveremo a mille miliardi. In settantaquattro anni, è aumentata di cinquanta volte. Nello stesso periodo, il PIL è cresciuto da circa 150 a 1800 miliardi: grosso modo di dodici volte. Si dirà: siamo più ricchi e possiamo permetterci più Stato. Verissimo, ma il suo peso è passato da poco più del 10% a oltre la metà del prodotto.

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L’UCRAINA, LA GUERRA E IL ‘REALISMO’ SENZA REALTÀ

Orsini, come Conte, Salvini, Travaglio, Santoro, una buona metà del Gruppo Mediaset, La 7/Kabul, e la “fascia berlingueriana”, con qualche varietà di accenti ma, nella sostanza, all’unisono, affermano di ispirarsi ad un criterio grosso modo “realista”, nel presentare le ragioni di Putin rispetto a quelle ucraine. Aggressori sì, i russi, ma provocati dalla iattanza americana, incurante delle legittime aspirazioni di Mosca al suo “estero vicino”.

Ne consegue che la difesa ucraina non è una difesa, ma, a ben vedere, la prosecuzione di un’offesa, quale sarebbe senz’altro la citata “spinta verso est”, di pretto e vieto stampo imperialistico occidentale. Si tratta, peraltro, di opinioni, diciamo, di seconda mano, in quanto ricalcano gli enunciati di alcuni politologi statunitensi, il più considerato dei quali è John J. Mearsheimer, e a cui si può accostare Jeffrey Sachs, che ieri in una intervista al Corriere ha riproposto il “canone dell’arroganza americana”.

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MISURARE GLI APPLAUSI

Alcuni giorni fa non ho potuto resistere e, in qualità di lettore abituale del Corriere della Sera, ho inviato una lettera al mio Quotidiano di riferimento. Assai breve, come si conviene in questi casi. Il destinatario, l’ottimo giornalista Aldo Cazzullo,…

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La riforma del fisco di Draghi spiegata dall’esperto

Intervista a Nicola Rossi, professore all’Università di Roma Tor Vergata e membro dell’IBL
AGI – Una riforma del fisco a 360 gradi che non si fermerà all’Irpef ma riguarderà anche le tasse sulla casa e gli sconti fiscali e sarà orientata alla crescita. È questa la strada indicata da Mario Draghi secondo Nicola Rossi, economista e professore ordinario di Economia politica all’Università Tor Vergata di Roma, ex consigliere economico della Presidenza del Consiglio e del Tesoro ed ex parlamentare.

“La parte delle comunicazioni programmatiche del presidente del Consiglio sul fisco è totalmente condivisibile e ha il grande pregio di essere una dichiarazione di carattere metodologico: Draghi ci ha detto come si fa una riforma del fisco, ha segnalato con chiarezza che il fisco è un’architettura complessa perché non ha il minimo senso incidere su questo o quell’aspetto senza tenere conto di quelli che sono gli equilibri dell’intero sistema fiscale”, spiega Rossi in un colloquio con l’AGI.

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Sull’attenti, come vecchi soldati, a sostegno di Draghi

Il Presidente Mattarella ha conferito a Mario Draghi l’incarico di provare a formare un nuovo governo. Per quanto mi riguarda, ho sempre pensato a Draghi come a un possibile, futuro, Presidente della Repubblica. Mi auguravo, invece, che, nell’immediato, non venisse coinvolto nelle miserie e nelle piccinerie della politica italiana. Il Parlamento che è stato eletto nel marzo del 2018 ha una composizione tale che nemmeno un Cavour, un Bismarck, o un Gladstone, redivivi, potrebbero riuscire a far prevalere un chiaro indirizzo politico.

Consideravo un pericolo ed un errore un coinvolgimento intempestivo di una personalità come quella di Draghi, proprio perché penso il peggio possibile dei nostri sedicenti leader politici, dei nostri sedicenti attuali partiti politici, del nostro ceto parlamentare, considerato nella sua media.

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È uscito “L’abc della politica e del voto”

È uscito “L’abc della politica e del voto”, di Adriano Teso intervistato da Fabio Cesaro, non vuole essere un manuale di scienza politica né tantomeno intende proporre teorie o dogmi in questo ambito. È una semplice risposta a quei cittadini che chiedono come realizzare quanto descritto nel libro “L’abc dell’Economia e della Finanza”, scritto nel 2019 sempre da Teso intervistato da Cesaro. La domanda che Teso si sente rivolgere quasi ogni giorno suona ormai come un disco incantato: come mettere lo Stato e il governo nella condizione di poter funzionare in maniera semplice e corretta, con poche e chiare regole, lasciando ai privati la maggiore libertà possibile per avere finalmente una sana economia e una finanza non predatoria? Ecco allora che in questo nuovo libro si cerca di dare una risposta a questo interrogativo tanto semplice e importante quanto meritevole di risposte articolate e comprensibili.

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IL TAGLIO DEI PARLAMENTARI È LA ‘LEGGE ACERBO’ DEL NUOVO FASCISMO ITALIANO

Il taglio dei parlamentari non è una riforma costituzionale come la legge Acerbo nel 1923 non fu una riforma elettorale. Sono entrambe – mutatis mutandis – le conseguenze di una presa del potere da parte di forze avverse alla democrazia parlamentare e alla libertà politica e le premesse del consolidamento di un “nuovo” regime.

L’assenza di manganelli materiali, nell’abbondanza di quelli immateriali, rende formalmente meno eversivo e non criminale il referendum su Roma, come l’ha definito pertinentemente Fabio Cammalleri, rispetto alla marcia su Roma del 1922, ma non ne rende meno sinistro il disegno e meno torbido il fondo ideologico, da cui i nuovi quadrumviri, Di Maio, Salvini, Meloni e Zingaretti provano a pescare le cosiddette “ragioni” dell’operazione.

In politica comandano le idee, non i dispositivi costituzionali e istituzionali, di cui le idee si rivestono e in cui si dissimulano. Una riforma costituzionale e una legge elettorale si legge a partire dagli attori che la interpretano e dalla cultura che l’agisce e che vi si esprime.

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