Autore: Fabio Cammalleri

L’UCRAINA, LA GUERRA E IL ‘REALISMO’ SENZA REALTÀ

Orsini, come Conte, Salvini, Travaglio, Santoro, una buona metà del Gruppo Mediaset, La 7/Kabul, e la “fascia berlingueriana”, con qualche varietà di accenti ma, nella sostanza, all’unisono, affermano di ispirarsi ad un criterio grosso modo “realista”, nel presentare le ragioni di Putin rispetto a quelle ucraine. Aggressori sì, i russi, ma provocati dalla iattanza americana, incurante delle legittime aspirazioni di Mosca al suo “estero vicino”.

Ne consegue che la difesa ucraina non è una difesa, ma, a ben vedere, la prosecuzione di un’offesa, quale sarebbe senz’altro la citata “spinta verso est”, di pretto e vieto stampo imperialistico occidentale. Si tratta, peraltro, di opinioni, diciamo, di seconda mano, in quanto ricalcano gli enunciati di alcuni politologi statunitensi, il più considerato dei quali è John J. Mearsheimer, e a cui si può accostare Jeffrey Sachs, che ieri in una intervista al Corriere ha riproposto il “canone dell’arroganza americana”.

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