Autore: Alberto Mingardi

L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA FONDATA SUL DEBITO PUBBLICO

Italia no per ricchi

La sfida del futuro: le circostanze impongono allo Stato nuovi compiti. È sensato pensare che ciò possa avvenire senza che si ragioni anche su quali sono i compiti di cui si può alleggerirlo?

L’Italia è una Repubblica fondata sul debito. In euro di oggi, dopo la seconda guerra mondiale la spesa pubblica era di circa venti miliardi. Quest’anno arriveremo a mille miliardi. In settantaquattro anni, è aumentata di cinquanta volte. Nello stesso periodo, il PIL è cresciuto da circa 150 a 1800 miliardi: grosso modo di dodici volte. Si dirà: siamo più ricchi e possiamo permetterci più Stato. Verissimo, ma il suo peso è passato da poco più del 10% a oltre la metà del prodotto.

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La normalità perduta dei cittadini

Nella pandemia, gli Stati godono di straordinaria legittimità: quella che conferisce loro l’eccezionalità delle circostanze. Le persone si aspettano che le autorità facciano «qualcosa» ed esse sono ben liete di farla. È in nome della necessità che si allarga il perimetro dei pubblici poteri.

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Una storia che si ripete

Nel 2008, la cessione a AirFrance venne bloccata dall’allora centro-destra, innamorato dell’idea di consegnarla a un gruppo di capitani coraggiosi battenti bandiera italiana, sia pure digiuni di aerei e aviazione. Nel 2013 fu il governo Letta a riportare lo Stato, almeno con un piedino, in Alitalia, attraverso un investimento da parte di Poste Italiane.

Nel 2017, dopo che sindacati e azienda (allora il socio forte era Etihad) avevano firmato un accordo per un piano pluriennale che riducesse i costi e provasse a rilanciare la compagnia, i dipendenti votarono contro il progetto. Lo fecero con fredda razionalità: visti i precedenti, era legittimo aspettarsi che lo Stato si precipitasse a salvare l’azienda. Così puntualmente è avvenuto, col governo Gentiloni che ha elargito un «prestito ponte» di 600 milioni di euro (e altri 300 dopo qualche mese). Si era messo in moto un meccanismo che ha reso inevitabile il ritorno alla proprietà pubblica.

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