Cinque domande ai partiti sul fisco

Si possono avere molti dubbi sulla campagna elettorale che si sta aprendo. Ma c’è una certezza: l’idea che la spesa pubblica sia la risposta a tutti i problemi sembra essere universalmente condivisa, nonostante la consapevolezza della precarietà delle nostre finanze pubbliche.

C’è però un aspetto interessante, della discussione di questi giorni. A lungo seppellita, sta riaffiorando nel dibattito pubblico la questione fiscale. Il tema del rapporto fra Stato e cittadino, di cui i tributi sono la più autentica cartina di tornasole, non si rassegna a stare sullo sfondo.

L’Istituto Bruno Leoni ha una sua proposta di riforma fiscale, un sistema basato su una aliquota unica del 25 per cento. L’idea è stata ampiamente dibattuta, e alcune tracce riaffiorano anche nelle suggestioni offerte dai partiti. Nei giorni scorsi, abbiamo fatto cinque domande sui social media alle diverse forze politiche, sulle congruità delle loro proposte in materia fiscale. Sin qui non abbiamo ricevuto risposta, ma aspettiamo fiduciosi.

  1. Il cavallo di battaglia del M5S è il reddito di cittadinanza. Si aggiungerà ai tanti trattamenti assistenziali oggi esistenti o li sostituirà? Che ne sarà del Reddito di inclusione appena varato?
  2. Silvio Berlusconi ha completato la proposta di flat tax aggiungendovi il reddito di dignità. Si aggiungerà ai tanti trattamenti assistenziali oggi esistenti o li sostituirà? Che ne sarà del Reddito di inclusione appena varato?
  3. Oltre il 50 per cento delle coperture previste per il reddito di cittadinanza proposto dal M5S sono nuove entrate (tasse). Almeno il 30 per cento delle stesse coperture è, testualmente, quantificabile solo a proposta approvata. In che senso la proposta è diversa dalle scelte degli ultimi vent’anni: più tasse, più spesa, più debito?
  4. Il costo della vita è maggiore, per circa il 30 per cento, nelle centro-nord rispetto al sud. Il reddito di cittadinanza del M5S e il reddito di dignità di FI ne terranno conto? I trattamenti assistenziali saranno diversificati per area geografica? E perché il neonato Reddito di inclusione non ne tiene conto?
  5. Il centrodestra punta sulla flat tax. Il M5S sul reddito di cittadinanza. Qual è la proposta chiave di politica economica del centrosinistra? Il deficit pubblico al 2,9 per cento (checché ne dica l’Europa) di qualche mese fa? O il “sentiero stretto” (qualche bonus, molti rinvii) della “forza tranquilla” di questi ultimi mesi?
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