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Turismo e terrorismo jihadista

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Perché i terroristi jihadisti attaccano i luoghi del piacere (Bataclan, Promenade des Anglais, ecc.)?
Perché vogliono danneggiare l’economia turistica, perché vogliono mostrare potenza e reclutare nuovi adepti, perché odiano la promiscuità dei luoghi turistici in cui si concretizza sul piano ricreativo un principio liberale: la libertà di scegliere e di vivere secondo desideri individuali, praticando, alla Mandeville, i ‘vizi’. I luoghi del turismo diventano, nel momento drammatico della perdita, aspetti di una civiltà che ha rifiutato il proibizionismo dei moralizzatori (preti, marxisti, multiculturalisti ecc.) e ha messo in equilibrio con le ferie pagate tempo libero, consumi e lavoro.

L’Occidente mi disgusta!

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“Un camion e’ piombato ieri sera sulla folla radunata sulla Promenade des Anglais…”

Basta leggere queste parole, vergate da Stefano Montefiori e pubblicate in prima pagina dal Corriere della Sera oggi 15 luglio 2016 per capire che l’Occidente ha perso!

Non si ha il coraggio di scrivere la verita’ e si usano espressioni neutre come “e’ piombato” quasi si trattasse di un incidente e non di un atto voluto e compiuto per ragioni religiose da un musulmano.

Armiamoci e, forse, partiremo

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Sembra questa la tacita parola d’ordine dei vari Governi occidentali in relazione alla gravissima situazione del Nord Africa.
Tutti paiono ormai sempre più convinti della necessità di un intervento armato ma pochi hanno deciso di farlo in maniera massiccia e coordinando le forze.
Sembrano cioè attendere che gli altri facciano il primo passo. Per ora ci si limita ad inviare dei commando.

Bat Ye’ Or: “Verso il Califfato Universale”

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Bat Ye’ Or (in ebraico significa “figlia del Nilo”) è lo pseudonimo di Gisèle Litman, nata al Cairo nel 1933 da una famiglia israelitica, esule in Gran Bretagna, ha poi acquisito la cittadinanza inglese e vive a Londra.

E’ un’esperta delle comunità etnico-religiose nei paesi islamici e di Islam.. Ha, tra l’altro, scritto un saggio, pubblicato prima negli Stati Uniti poi in Francia quindi in Italia(sempre da Lindau), che ha riscosso notevole interesse: “Eurabia. Come l’Europa è diventata anticristiana,antioccidentale,antisemita” (è stato recensito su questo giornale l’8 dicembre 2006 da Roberto De Mattei), in cui, traendo lo spunto dalle furibonde reazioni in tutti i paesi mussulmani alle caricature pubblicate a fine settembre 2005 sul giornale danese “Jyllen Posten”, denunzia la notevolissima pressione, esercitata in varie forme, con la quale il “jhad”culturale cerca d’imporre all’Europa la visione islamica della storia,della civiltà,della politica.

Attacco all’Occidente – Che fare?

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La domanda è di una difficoltà estrema e sta inquietando tutte le Cancellerie. Forse sarebbe utile ,innanzi tutto, conoscere a fondo le basi ideologiche del fenomeno onde prevedere -per quanto possibile- le prossime mosse dell’avversario. Abbiamo l’impressione che questa conoscenza non sia completa da parte delle forze politiche e ,per conseguenza, degli organismi governativi preposti alla sicurezza.

L’ATTENTATO DI TUNISI. QUALI CONSEGUENZE SONO IPOTIZZABILI ?

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La Tunisia sembrava rappresentare fino al 18 marzo del corrente anno quasi un’isola semi-felice nel panorama dei paesi arabi caratterizzato da regimi più o meno dittatoriali o dal marasma politico (v. Siria, Iraq Libia).

La c.d. “primavera araba” iniziò, infatti, proprio a Tunisi e provocò la fine del regime di Ben Alì. Negli altri paesi dell’Africa del Nord non ebbe però successo (come “modestamente e facilmente “ temavamo e scrivemmo, v. “Cartalibera” del 26-10-2011;ibidem del 13- 12-2011). In Tunisia, sia pure con non poche difficoltà, la democrazia sembrava consolidarsi. Il partito d’ispirazione islamica (“Ennahada “= rinascita) aveva, infatti, preferito farsi da parte dopo aver perso le elezioni nell’ ‘ottobre scorso vinte dal partito anti-islamista, “Nidaa Tounes “il cui fondatore, Beji Caid Essebsi, a dicembre è diventato capo dello Stato.

“MEMINISSE IUVABIT” (=GIOVERÀ RICORDARSENE – VIRGILIO, ENEIDE 1,203)

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Riscorrendo, spinto dalla vanità, l’elenco dei miei articoli ho, purtroppo, dovuto constare che i tristi avvenimenti in Francia e Belgio (per ora) erano abbastanza facili da prevedere e da molto tempo.
Basterà a tal fine rileggere i titoli di alcuni miei scritti prestando attenzione alle date di pubblicazione e cioè:
“L’illusione di un Islam moderato e le insidie per l’Europa conciliante ” in “L’Opinione delle Libertà ” del 6-10-2006;
“Cristiani in Iraq, popolo dimenticato e perseguitato”- ibidem del 31-1-2009;
“Bernard Lewis :le origini della rabbia mussulmana” – ibidem del 30-5-2009;