Tag: Russia

Karimov, dinosauro postsovietico

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E’ morto il presidente dell’Uzbekistan Islam Karimov. Uno degli ultimi dinosauri, Karimov era membro della Politbureau del Partito Comunista dell’URSS, governava il suo paese come parte dell’impero sovietico, dal 1989. Poi è diventato il primo capo del nuovo Stato independente. Il primo e anche eterno. Per ben venticinque anni Karimov si è comportato da vero e proprio dittatore, con la copertura di “elezioni” che non potevano ingannare nessuno.
La sua parabola è un paradosso postmodernista: da funzionario tipico sovietico, con un retroterra marxista-leninista, a khan potente e astuto che ha cercato di giocare, destreggiandosi fra loro, con tutti i poteri mondiali. Nel 2005 ha fatto uccidere senz’ombra di dubbio centiniaia di civili durante i i disordini interetnici avvenuti nella città di Andizhan. Il suo clan ha concentrato su di sè quasi tutti i beni principali della nazione, tra cui importanti riserve e strutture estrattive di gas naturale.

La scarsa volontà di lottare

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Crediamo ormai inoppugnabile che una parte del mondo islamico abbia dichiarato guerra all’Occidente (compresi in tale accezione la Confederazione Russa e tutti gli stati considerati alleati dell’Occidente).
Il che non ci meraviglia perchè(immodestamente) l’avevamo detto (v. i nostri numerosi scritti ospitati da questo foglio. V., ad es., da ultimo, “Attacco all’Occidente-Che fare?” del 23-11-2015).
Auspicavamo – a malincuore – un intervento multilaterale in Siria.

SE CON NEMSTOV È MORTA ANCHE LA RUSSIA LIBERALE

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Boris Nemtsov è stato ucciso a due passi dal Cremlino. Non si sa ancora chi abbia spinto la mano del sicario. Di sicuro c’è soltanto che la sua morte ha privato i liberali russi della loro voce più autorevole, la più ascoltata in Occidente. Oggi, come spesso succede dopo un omicidio politico, le speculazioni sul delitto e le teorie del complotto si moltiplicano. Ma il punto è un altro: con Nemtsov muore anche la Russia liberale e la stessa possibilità del popolo russo di farsi ascoltare in Occidente.

LA NECESSITA’ DI UN EUROPA DELL’ENERGIA

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L’incontro di questi giorni a Ginevra fra Ucraina, Russia, Usa e Unione europea rafforza l’idea, se mai ce ne fosse stata l’esigenza, della necessità di una Europa dell’energia.
La CECA, la CEE e l’attuale assetto europeo, che (non casualmente) non comprende la Norvegia, ricca di petrolio e Paese esportatore di energia, furono guidati in primo luogo dal fine comune di una maggior sicurezza dell’approvvigionamento energetico.