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Incidit in foveam quam fecit

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“Cadde nella fossa che egli stesso scavò”.

E’ un antichissimo proverbio mai smentito dall’esperienza.

L’Unione Europea non riesce ad elaborare un piano onde cercare d’interrompere i quotidiani naufragi e le conseguenti morti cui assistiamo lungo le nostre coste.

Su questo foglio “abbiamo osato” indicare una soluzione: intervenire laddove nasce il fenomeno. E’ una difficilissima soluzione ma non ne vediamo altre efficaci.

I Governi europei credono di risolvere il problema accantonandolo, credendo cioè che valga il motto statunitense “non nel mio cortile” ma ormai non c’è più un cortile che sia solo nazionale.

L’esecutivo italiano deve perciò porre “in maniera drammatica” la questione a tutti gli altri Governi e questo anche nell’interesse dei poveri esuli.

Altrimenti l’integralismo islamico troverà molta benzina per i suoi incendi.

Il gravissimo problema europeo attuale: il flusso dei profughi

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La costruzione europea rischia di crollare a causa delle divisioni tra i Governi per quanto riguarda la politica da adottare o, in alcuni casi, già adottata, in questa materia.
Ne abbiamo già scritto su questo foglio alcuni mesi fa intitolando l’articoletto “Finis Europae?”.
Era agevole formulare l’interrogativo che ci sembra stia per avere, purtroppo, una risposta affermativa.

“Ed il massacro continua…”

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Ogni giorno leggiamo di naufragi nel mare prospiciente le coste turche o quelle italiane.
I contrabbandieri turchi o libici continuano ad arricchirsi.
I Governi balcanici e quello austriaco chiudono le frontiere.
Ankara utilizza i poveri fuggiaschi come arma d’ignobile ricatto onde strappare all’Unione Europea ancora aiuti pecuniari e l’adesione alla Comunità Europea forse promessa a quattrocchi dall’ ineffabile Cancelliere in occasione della sua visita nella capitale turca.

Il problema dei profughi. Finis Europae?

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L’esodo di centinaia di migliaia di persone dal Medio Oriente, dall’Africa Settentrionale e dai paesi al sud del Sahara ha messo a nudo le debolezze dell’Unione Europea.
La costruzione di questa organizzazione ha mietuto per un lungo periodo indubbi successi (libera circolazione delle merci, delle persone, dei capitali, aumento dello sviluppo economico dei paesi membri etc.).
Ora, però, i punti di fragilità sono venuti alla luce: ne fanno, infatti, parte troppi paesi aventi strutture economiche, sociali e politiche molto diverse che non sono, per conseguenza, in grado di reagire in maniera concorde ai gravi problemi che li affliggono. E’, invero, difficilissimo fare adottare misure efficaci da ben 28 governi.

L’esodo dei Cristiani dal Medio Oriente. Una sciagura cui l’Occidente è insensibile

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In questi giorni si è levato “il grido di dolore” del Primate dell’antichissima Chiesa Cattolica Caldea (circa un milione di credenti disseminati tra Iraq, Siria e Libano), l’iracheno Louis Raphael I Sako,per l’esodo dei suoi fedeli verso l’Europa.
Il presule ha fatto presente che se tale emigrazione non verrà arrestata tra poco la presenza cattolica in quell’area sparirà. Ha perciò esortato caldamente i suoi fedeli a non emigrare. Analogamente si espresse, nel Natale del 2013, Gregorio III Laham, patriarca greco-cattolico di Antiochia e di tutto il Medio Oriente. Forse non siamo ben informati ma non ci sembra che il Vaticano abbia appoggiato adeguatamente la presa di posizione dei presuli medio-orientali. Figuriamoci i Governi europei o quello statunitense!

Quei figli di cani che parlano di ‘accoglienza’!

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Lo so, ne ho già ed appena trattato.

Ma è un tema imprescindibile.

Sono le 10.04 di lunedì 31 agosto e arrivo in studio dopo avere percorso le vie del centro di Varese.

Ho incontrato almeno quattro mendicanti neri evidentemente in cattive condizioni e so che verso mezzogiorno, dovessi ripassare, ne incontrerei molti di più.

Come sempre, dono loro qualcosa.

A volte, a quelli davvero male in arnese pago un kebab e una coca cola.

“DEUS DECIPIT PRIUS QUEM VULT DAMNARE” (GIOVE FA PRIMA USCIR DI SENNO COLUI CHE POI VUOL PORTARE ALLA ROVINA)

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Questo detto latino ci sembra si attagli perfettamente al’ ignavia che fino ad ora ha caratterizzato i governi Occidentali, segnatamente il nostro, nei confronti della situazione della Libia.

A poche ore di navigazione dalle coste siciliane, grazie al caos che regna in Libia, si sta concretizzando uno stato islamico ferocissimo.

Fino ad ora i Governi europei, segnatamente il nostro, non hanno dimostrato con i fatti di essere consapevoli del mortale pericolo che ci sovrasta.

L’ ISIS, infatti, ha un programma molto chiaro: dalle basi libiche e del Medio Oriente si prefigge l’ invasione dell’ Europa per islamizzarla servendosi del numero.

IL FLUSSO IN AUMENTO DI PROFUGHI DALL’AFRICA. CHE FARE ?

Sbarco Profughi Siriani a Brancaleone 30 Settembre 2013

Da circa due anni assistiamo ad un flusso quasi ininterrotto di profughi di varie etnie che dalle coste nord-africane cercano, a bordo di barconi spesso fatiscenti o di gommoni, di raggiungere le nostre coste.
La nostra marina, debolmente coadiuvata da qualche unità di altri paesi dell’Unione Europea, si sforza di prestare aiuto a quei derelitti.
Talora tali sforzi sono coronati da successo. Frequentemente, però, si debbono registrare naufragi con molte vittime.