Tag: politica

Il gran rifiuto di Joe Biden

22 ottobre 2015 – Alla fine si è tirato indietro: Joe Biden ieri ha formalmente annunciato che non si candiderà per la conquista della nomination democratica.
Una notizia pervenuta in extremis, dopo mesi di rumores che davano l’attuale vicepresidente sempre più prossimo alla discesa in campo.
Eppure tutto si è concluso in un nulla di fatto.

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LA POLITICA DI DUEMILA ANNI FA, DESCRITTA NELLA “CONGIURA DI CATILINA” DI SALLUSTIO NON È DISSIMILE DA QUELLA ODIERNA IN ITALIA

“Tra i politici.. non trovai senso d’onore ma impudenza, non probità ma corruzione, non rettitudine ma avidità” (v.”La congiura di Catilina”, III, 4).
-“I re hanno in sospetto le persone di valore più che le nullità e le doti morali li mettono in apprensione” (v.ibidem VII,1,2) .

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UN ANNO DI GOVERNO RENZI: UN DISASTRO

E’ passato giusto un anno da quando Matteo Renzi e la sua squadra sono al governo; proviamo allora a fare una bilancio dalla parte del cittadino.
Delle tante riforme annunciate ne è andata in porto solo una: il famoso jobs act, o meglio la riforma del lavoro.
E neppure per intero e per tutti.
Le nuove regole si applicano solo ai nuovi assunti, e non a quelli che già lavorano.

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“SIAMO TUTTI CHARLIE” E PER I POLITICI LA SATIRA NON È PIÙ DIFFAMAZIONE

“La satira è l’esame di coscienza dell’intera società; è una reazione del principio del bene contro il principio del male; è talora la sola repressione che si possa opporre al vizio vittorioso; è un sale che impedisce la corruzione”. Così diceva Carlo Cattaneo con un aforisma che, dopo i 12 morti alla redazione di Charlie Hebdo, appare di stretta attualità.
Non solo a Parigi ma in tutta Europa migliaia di persone sono scese in piazza per manifestare la propria solidarietà nei confronti degli uccisi e lo slogan “Je suis Charlie” è diventato un simbolo utilizzato in immagini, post, status e tweet. Ma il dibattito è andato oltre. In molti hanno definito Charlie Hebdo come un giornale anti-Islam, dimenticando che il settimanale prendeva in giro ogni estremismo e fanatismo fosse politico o religioso con provocazioni molto forti e a volte sgradevoli.

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IL BRASILE PERDE AI RIGORI LA PARTITA DEL CAMBIAMENTO

In Brasile è stata lotta all’ultimo voto. E al fotofinish la settima potenza mondiale, ha scelto: Dilma Rousseff è stata eletta presidente per la seconda volta con il 51,4% delle preferenze. Il risultato del ballottaggio è stato incerto fino all’ultimo, ma Dilma – erede di Lula ed ex guerrigliera – ha conquistato il secondo mandato quadriennale. La Roussef ha ottenuto tre milioni di voti in più di Neves, un margine strettissimo per un Paese che conta oltre 146 milioni di elettori. Con questa vittoria sofferta, il Partito dei Lavoratori rischia di rimanere per 16 anni di fila al potere: dal 2002 al 2010 con Lula e dal 2010 al 2018 con Dilma Rousseff.

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NAPOLITANO? MA QUANTE VOLTE HA CAMBIATO IDEA?

Certo, si dice che solo gli imbecilli non cambino mai idea.
Ma come definire quelli che le cambiano tutte (tutte) a seconda di come tira il vento?
Un esempio a caso: Giorgio Napolitano.
Fu fascista in gioventù, ma cambiò appunto idea quando il fascismo cadde.
Fu comunista dal dopoguerra al 1991, ma cambiò idea quando il PCI si sciolse.

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