Tag: politica

NO, IL REDDITO DI CITTADINANZA NON FARÀ CRESCERE I SALARI

Sui social impazza la bufala per cui il Reddito di Cittadinanza (RdC) provocherà un aumento dei salari. La narrazione sovranista può riassumersi così: poiché i lavoratori non saranno più disposti a lavorare per meno di 780€, l’offerta di lavoro diminuirà e le imprese saranno costrette a pagare di più un fattore produttivo scarso. Alcuni arditi si spingono a sostenere che questo processo aumenterà la produttività del lavoro e quindi favorirà l’innovazione. Ma è una truffa:

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Il populismo è il male del popolo

Nella Ricchezza delle nazioni Adam Smith contrappone “la scienza del legislatore, le cui deliberazioni dovrebbero essere governate da principi generali che sono sempre gli stessi, all’abilità di quell’insidioso e astuto animale volgarmente chiamato uomo di stato o politico i cui giudizi sono ispirati dalle circostanze del momento” (UTET 1975, IV, 2). Se dovessimo definire il populismo, che tanti altri hanno definito in vario modo, diremmo proprio che esso consiste nel totale abbandono o nel parziale allontanamento dei governanti dalla scienza del legislatore e nell’affidarsi a insidiosi e astuti uomini politici che sfruttano le circostanze del momento per imporsi affermando disvalori contrastanti con gli smithiani principi generali che sono sempre gli stessi.

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Per creare veri posti di lavoro, più che le misure acchiappavoti bisognerebbe dimezzare le imposte sulle imprese

In questo momento di incertezza nella congiuntura internazionale (Brexit, nuove possibili imposte americane sulle loro importazioni, possibile rialzo dei tassi d’interesse con la fine del quantitative easing, ecc.) il vero azzardo di questo Governo non consiste tanto nella volontà di non rispettare gli impegni presi dall’Italia con la UE, ma soprattutto nell’ignorare le chiare indicazioni provenienti dal mercato finanziario, che valutano il rischio connesso ai titoli di Stato italiani assai elevato con uno spread ormai stabilmente intorno ai 330 punti, più del doppio dei livelli precedenti alla formazione del nuovo governo.

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La demagogia è la forma politica del post-pensiero

Nell’epoca, che ho definito del “post-pensiero”, plasmata dall’intreccio pragmatico di tecnologie comunicative, globalizzazione puramente finanziaria e algoritmi, la democrazia rappresentativa va alla deriva nella “demagogia”. E posso dire, a titolo di premessa di quanto dirò qui di seguito, che il potere finanziario ha uno specifico interesse a liquidare la rappresentanza politica nella demagogia, per consolidare quel potere tecnocratico, che è funzionale ai propri interessi e profitti.

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Il gran rifiuto di Joe Biden

22 ottobre 2015 – Alla fine si è tirato indietro: Joe Biden ieri ha formalmente annunciato che non si candiderà per la conquista della nomination democratica.
Una notizia pervenuta in extremis, dopo mesi di rumores che davano l’attuale vicepresidente sempre più prossimo alla discesa in campo.
Eppure tutto si è concluso in un nulla di fatto.

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LA POLITICA DI DUEMILA ANNI FA, DESCRITTA NELLA “CONGIURA DI CATILINA” DI SALLUSTIO NON È DISSIMILE DA QUELLA ODIERNA IN ITALIA

“Tra i politici.. non trovai senso d’onore ma impudenza, non probità ma corruzione, non rettitudine ma avidità” (v.”La congiura di Catilina”, III, 4).
-“I re hanno in sospetto le persone di valore più che le nullità e le doti morali li mettono in apprensione” (v.ibidem VII,1,2) .

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UN ANNO DI GOVERNO RENZI: UN DISASTRO

E’ passato giusto un anno da quando Matteo Renzi e la sua squadra sono al governo; proviamo allora a fare una bilancio dalla parte del cittadino.
Delle tante riforme annunciate ne è andata in porto solo una: il famoso jobs act, o meglio la riforma del lavoro.
E neppure per intero e per tutti.
Le nuove regole si applicano solo ai nuovi assunti, e non a quelli che già lavorano.

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