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Qualche riflessione sul panorama politico da parte di un osservatore che si sforza di essere distaccato

Politica-Italiana

Il c.d. “renzismo sembra al capolinea. IL suo caudillo, preso da giovanil baldanza, ha tirato troppo la corda e la fune si è spezzata.

Il Partito Democratico sta ora mostrando la sua duplice natura: quella vetero comunista, che tanti danni ha procurato all’Italia, e quella per così dire “social democratica”.
E ciò produce instabilità malgrado le buone intenzioni dell’attuale Primo Ministro Gentiloni.
Quanto all’opposizione non si intravede un partito o un’alleanza idonei ad affrontare autorevolmente i difficilissimi problemi del momento (modestissimo incremento economico, perdurante disoccupazione giovanile, crisi dell’Unione Economica Europea, afflusso di profughi che rischia di stravolgere il nostro equilibrio socio-culturale).
I “CINQUE STELLE”, malgrado i successi elettorali, frutto soprattutto del disgusto di una parte dell’elettorato verso i partiti tradizionali, non sembrano avere un programma ben articolato e di disporre di uomini o donne all’altezza.

“Nec quid nimis” (=Mai il troppo)

epa05660299 The Italian Prime Minister, Matteo Renzi, speaks at the Palazzo Chigi in Rome, Italy, 04 December 2016 after the referendum on constitutional reform, with his wife Angese Landini in the background. Matteo Renzi has announced his resignation after exit polls on 04 December 2016 suggest a 'No' vote victory in a crucial referendum to which Renzi had tied his political future. The referendum is considered by the government to end gridlock and make passing legislation cheaper by, among other things, turning the Senate into a leaner body made up of regional representatives with fewer lawmaking powers. It would also do away with the equal powers between the Upper and Lower Houses of parliament - an unusual system that has been blamed for decades of political gridlock.  EPA/GREGOR FISCHER

Sembra che sul tempio di Delfo fosse scolpito questo ammonimento attribuito ad Apollo
Simile nel contenuto è la considerazione che figura nelle massime de La Rochefoucauld (v.CLIX):”Ce n’est pas assez d’avoir de grandes qualités, il en faut avoir l’économie” (= Non basta avere delle grandi qualità bisogna saperle spendere bene).
In sostanza è l’esortazione alla moderazione. E’ anche l’aurea massima: “In medio stat virtus”.
Venendo ai nostri giorni: la sconfitta referendaria del Primo Ministro Renzi ha molteplici cause ma , a nostro sommesso parere, la principale è individuabile nell’eccesso di presenze in tutti i fori e dall’Alpi alle Piramidi. E questo ha generato fastidio e sospetto -peraltro non infondato-circa le finalità del referendum stesso ovvero accrescere i poteri dell’Esecutivo.

Cossiga mi (ci) manca molto!

Cossiga_FrancescoR375

Ho conosciuto Francesco Cossiga in un momento per lui particolare.
Operato a Varese, la mia città, di quando in quando, nel periodo di convalescenza, si faceva accompagnare alla libreria Pontiggia (all’epoca la migliore in terra bosina) laddove ebbi modo di parlargli e di consegnargli il mio primo libro dedicato a Piero Chiara.
Da lì, una breve conversazione su temi esclusivamente letterari.
Devo averlo colto in uno di quei momenti nei quali i farmaci antidepressivi lo annichilivano. Si vedeva dagli occhi.

STUDI SULLA CLASSE POLITICA: RENZI E CROCETTA

crocetta

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, annuncia un programma pluriennale di riduzione della pressione fiscale. Tra l’altro, sarà eliminata per tutti l’imposta sulla prima casa.
Tenuto conto che non risultano proteste da parte del Ministro per l’Economia e le Finanze, Pier Carlo Padoan, si deve presumere che egli sia, se non entusiasta, quanto meno d’accordo con chi guida il governo di cui è parte. Ciò non era scontato, considerata la situazione dei conti pubblici. In materia, c’è l’esigenza di essere continuamente aggiornati.

UN ANNO DI GOVERNO RENZI: UN DISASTRO

'I mille giorni' di Renzi*

E’ passato giusto un anno da quando Matteo Renzi e la sua squadra sono al governo; proviamo allora a fare una bilancio dalla parte del cittadino.
Delle tante riforme annunciate ne è andata in porto solo una: il famoso jobs act, o meglio la riforma del lavoro.
E neppure per intero e per tutti.
Le nuove regole si applicano solo ai nuovi assunti, e non a quelli che già lavorano.

STOP A VINCOLI E BUROCRAZIA PER FAR TORNARE L’ITALIA A CRESCERE

SQUINZI

Gli elettori non credono più in Renzi. Almeno così dicono gli ultimi sondaggi. Questa settimana, come rivelano gli ultimi numeri di Nando Pagnoncelli, l’indice di gradimento nei confronti del premier è sceso sotto la fatidica soglia del 50%. Ben al di sotto del 54%, percentuale che il premier raggiungeva solamente due mesi fa. A perdere la fiducia nei confronti di Renzi sono le fasce sociali più deboli, stanche delle continue promesse del premier tutte all’insegna del cambiamento e tutte, per il momento, disattese. Sondaggi alla mano per il momento è la Lega la vera alternativa al PD. Matteo Salvini ha visto aumentare i consensi di 5 punti passando dal 28% al 33%.