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l bike sharing a Milano compie 10 anni. Le ragioni di un successo non casuale

10 anni fa, il 3 dicembre 2008 il Comune di Milano ha introdotto il servizio di bike sharing BikeMi. Il servizio, partito con 66 stazioni e 650 bici, si è progressivamente sviluppato fino alle attuali 282 stazioni e 4.650 bici (di cui 1.000 elettriche introdotte per l’EXPO 2015), a cui dallo scorso anno si sono aggiunte le bici cinesi free floating, per un totale di circa 17.000 bici in servizio.
10 anni fa il successo del bike sharing non era dato per scontato. Anzi nei freddi giorni di inizio dicembre in cui BikeMi fu avviato – arrivò anche la neve ad imbiancare le biciclette – dominava un diffuso scetticismo tra i commentatori. In realtà i milanesi dimostrarono subito di gradire l’innovazione e la diffusione di BikeMi è stata un elemento chiave anche nel promuovere l’estensione della rete di piste ciclabili. Questo perché il bike sharing era stato concepito sin dall’inizio come uno degli elementi di una strategia sistemica di sviluppo della mobilità sostenibile a Milano, con forti sinergie  con l’introduzione del road pricing nello stesso anno e lo sviluppo della rete metropolitana.

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EXPO MILANO 2015: LA CERTEZZA DELL’INCERTEZZA DEL POST EXPO

Intervista a cura di orizzontenergia.it – Per la Milano Smart City questo è l’Expo delle occasioni trovate, ma anche di quelle perdute: a parlarcene Edoardo Croci, Presidente di MilanoSiMuove.

A pochissimi giorni dall’inaugurazione di Expo Milano 2015 vi è ancora un grosso interrogativo su ciò che avverrà nell’area dell’esposizione una volta concluso l’evento. L’incertezza sembra regnare e certamente questo non contribuisce a smorzare le perplessità crescenti fra l’opinione pubblica.

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M4: TUTTE LE RAGIONI PER FARLA

È un dibattito male impostato quello che domina in questi giorni sui media in relazione all’opportunità di realizzare la quarta linea della metropolitana di Milano. La tesi che in modo più o meno palese aleggia è che poiché l’amministrazione Pisapia ha ereditato progetti e piani finanziari dalle amministrazioni precedenti, si troverebbe ora a dover portare avanti un’opera pubblica di costo eccessivo e scarsa utilità e quindi farebbe bene a cancellarla.
Per fornire elementi di comprensione e valutazione ai lettori, è bene inquadrare il tema dello sviluppo delle infrastrutture per la mobilità milanese, mettendone in evidenza le tappe fondamentali.

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