Tag: Libia

Armiamoci e, forse, partiremo

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Sembra questa la tacita parola d’ordine dei vari Governi occidentali in relazione alla gravissima situazione del Nord Africa.
Tutti paiono ormai sempre più convinti della necessità di un intervento armato ma pochi hanno deciso di farlo in maniera massiccia e coordinando le forze.
Sembrano cioè attendere che gli altri facciano il primo passo. Per ora ci si limita ad inviare dei commando.

La scarsa volontà di lottare

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Crediamo ormai inoppugnabile che una parte del mondo islamico abbia dichiarato guerra all’Occidente (compresi in tale accezione la Confederazione Russa e tutti gli stati considerati alleati dell’Occidente).
Il che non ci meraviglia perchè(immodestamente) l’avevamo detto (v. i nostri numerosi scritti ospitati da questo foglio. V., ad es., da ultimo, “Attacco all’Occidente-Che fare?” del 23-11-2015).
Auspicavamo – a malincuore – un intervento multilaterale in Siria.

“DEUS DECIPIT PRIUS QUEM VULT DAMNARE” (GIOVE FA PRIMA USCIR DI SENNO COLUI CHE POI VUOL PORTARE ALLA ROVINA)

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Questo detto latino ci sembra si attagli perfettamente al’ ignavia che fino ad ora ha caratterizzato i governi Occidentali, segnatamente il nostro, nei confronti della situazione della Libia.

A poche ore di navigazione dalle coste siciliane, grazie al caos che regna in Libia, si sta concretizzando uno stato islamico ferocissimo.

Fino ad ora i Governi europei, segnatamente il nostro, non hanno dimostrato con i fatti di essere consapevoli del mortale pericolo che ci sovrasta.

L’ ISIS, infatti, ha un programma molto chiaro: dalle basi libiche e del Medio Oriente si prefigge l’ invasione dell’ Europa per islamizzarla servendosi del numero.

IL FLUSSO IN AUMENTO DI PROFUGHI DALL’AFRICA. CHE FARE ?

Sbarco Profughi Siriani a Brancaleone 30 Settembre 2013

Da circa due anni assistiamo ad un flusso quasi ininterrotto di profughi di varie etnie che dalle coste nord-africane cercano, a bordo di barconi spesso fatiscenti o di gommoni, di raggiungere le nostre coste.
La nostra marina, debolmente coadiuvata da qualche unità di altri paesi dell’Unione Europea, si sforza di prestare aiuto a quei derelitti.
Talora tali sforzi sono coronati da successo. Frequentemente, però, si debbono registrare naufragi con molte vittime.

PACATO DISCORSO AI GUERRAFONDAI

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L’Italia sollecita l’Organizzazione delle Nazioni Unite ad autorizzare un intervento militare in Libia, per ricondurre sotto controllo quel Paese. L’Italia si dichiara pronta a dare un proprio contributo in termini di soldati da schierare nel teatro di guerra; si fanno anche le prime quantificazioni e si parla di cinquemila unità dell’Esercito.
Ci sarebbe una terza affermazione, che si fa fatica a riportare perché esagerata: l’Italia è pronta ad assumere la guida dell’eventuale intervento internazionale.
Proviamo a valutare razionalmente il significato di queste frasi, che ritroviamo nei quotidiani cartacei, nei periodici on-line, e che sentiamo ripetere nei telegiornali e nelle trasmissioni televisive.

A PROPOSITO DELLA LIBIA, MA NON SOLO

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Dove sono finiti i milioni e milioni di imbecilli – uomini politici e giornalisti ‘democratici’ in prima linea – che tre anni fa inneggiavano per tutto l’occidente e in Italia soprattutto alla ‘Primavera araba’? Qui sotto, quanto a proposito in specie della Libia ebbi a scrivere sul Corriere. Correva il mese di marzo del 2011 e ancora speravo(speravo!) in una vittoria di Gheddafi. Così, lo sapete, non è stato. Oggi colà si combatte mentre l’estremismo islamico un tempo contenuto da quanti abbiamo fortemente contribuito ad abbattere avanza e, alla lunga, ci sommergerà.