Tag: LEGGE

Ritorno al passato in nome dell’acqua pubblica

È stato presentato in Parlamento un disegno di legge che si propone di “attuare il referendum del 2011”. Se approvato, capovolgerebbe l’intero assetto della riforma dei servizi idrici del 1994. Proprio ora che se ne incominciavano a vedere i frutti.

Il Ddl per “attuare il referendum del 2011”

C’è qualcosa di nuovo oggi in Parlamento. Anzi, d’antico: un disegno di legge con una lunga lista di firmatari, capofila Federica Daga, si propone di “attuare il referendum del 2011”, capovolgendo così l’intero assetto della riforma dei servizi idrici avviata nel 1994.
Il disegno di legge prevede infatti l’affermazione dell’acqua come “bene comune” (concetto ignoto al nostro ordinamento giuridico) e del servizio idrico come privo di rilevanza economica, erogato secondo una logica di puro bisogno, come la sanità o l’istruzione; il ritorno alle aziende speciali di diritto pubblico, senza attendere la scadenza degli affidamenti esistenti, ma subito, grazie a un “fondo per la ripubblicizzazione” finanziato dalla fiscalità; il ritorno di ogni decisione in capo ai consigli comunali; manager di nomina politica; il ritorno degli investimenti alla fiscalità generale; l’erogazione gratuita di 50 litri al giorno pro-capite, anche a chi non ne ha bisogno; l’abolizione delle autorità di regolazione indipendenti e il ritorno delle competenze in materia tariffaria al ministero dell’ambiente; la fiscalizzazione dei debiti sin qui contratti.

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LEGGE ELETTORALE E REFERENDUM COSTITUZIONALE

Il “disegno deformatore” (legge elettorale+riforma costituzionale) del governo non è accettabile perchè sovverte il principio democratico, posto dalla Costituzione a base della Repubblica. Infatti la legge elettorale conferisce necessariamente, nel più che probabile ballottaggio, il governo nazionale ad una minoranza indeterminata dei voti validi, assegnando ad essa un premio pur’esso indeterminato in seggi sebbene determinato nel totale di 340 deputati (55% di 630-12).

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LA LEGGE ELETTORALE, TRA RAPPRESENTANZA E GOVERNABILITA’

…Nell’età classica, greca e romana, invece, il concetto di rappresentanza politica (e cioè collettiva) non esisteva, mentre era ben presente il concetto di rappresentanza individuale-privatistica: i campi sociali erano ristretti, essendo molto limitato il numero dei cittadini che avevano pienezza di diritti, e quindi le scelte della polis, quelle cioè “politico-legislative” avvenivano in modo diretto, nella piazza (agorà) tra i pochi che vi avevano accesso, mentre le scelte esecutive venivano delegate direttamente dai cittadini ai magistrati…

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LISTE BLOCCATE, PREMIO DI MAGGIORANZA E SOGLIE DI SBARRAMENTO, TUTTI I GUAI DELL’ITALICUM

Due ore di incontro a Palazzo Chigi e tra Renzi e Berlusconi la “profonda sintonia” sembra un ricordo lontano. Il patto del Nazareno, che ha dato vita all’accordo sull’Italicum, “scricchiola”, rischia di saltare. Il premier propone modifiche al testo e chiede ai suoi di non perdere tempo, vuole l’approvazione della legge elettorale in commissione Affari costituzionali del Senato entro dicembre. L’ex Cavaliere ha paura che, con una legge elettorale diversa dal proporzionale, Renzi decida di andare a elezioni anticipate. Intanto si fa strada l’ipotesi di un dialogo con il Movimento 5 Stelle, soluzione che metterebbe in minoranza Berlusconi. Lo stallo è totale. Il faccia a faccia di due ore a Palazzo Chigi è stato definito da fonti di Pd e Forza Italia un “incontro interlocutorio”, qualche passo avanti c’è stato ma la fumata bianca è ancora lontana.

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