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La ripresa delle attività – Qualche considerazione

renzi

Il 19 settembre p.v. le attività produttive e politiche dovrebbero riprendere a pieno ritmo. Qual è la situazione? In Italia: l’economia, malgrado le dichiarazioni alternanti del nostro Primo Ministro, è, purtroppo stagnante. Il problema del Referendum incide negativamente sul quadro politico e d ostacola l’adozione delle riforme costituzionali, peraltro male impostate anche se necessarie. Il Governo Renzi rischia di cadere qualora l’esito del referendum fosse per lui negativo aprendo una crisi i cui esiti sono difficili da prevedere con gravi conseguenze sull’economia. Sotto il profilo internazionale si assiste ad un’incapacità dei più importanti paesi a risolvere “il problema” ovvero quello dei flussi di disperati dal Centro Africa, dal Nord Africa e dal Medio Oriente e d il revanchismo islamico. Gli Stati Uniti, a causa dell’imminente fine del mandato di Obama, non sembrano in grado di adottare decisioni di rilievo e, visto i precedenti (v. IRAQ), forse non hann o le capacità di afferrare i termini del complicatissimo problema.L’ Europa sembra anch’essa, divisa al suo interno e stanti le prossime tornate elettorali nei paesi più importanti, appare “molto incerta” sul da fare anche perché non ci sono leader di grande statura. Insomma “MALA TEMPORA CURRUNT” !

L’INSTABILITA’ NEL MONDO DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI

relazioni

Forse dalla crisi economica l’Italia sta lentamente uscendo ma non ci sembra che l’atmosfera in materia di relazioni industriali sia ottimale. E’, infatti, stato proclamato uno sciopero degli addetti ai trasporti urbani di Roma venerdì 4 dicembre che ha paralizzato l’Urbe proprio prima del c.d. Ponte dell’Immacolata.

Non è di buon auspicio per l’imminente Giubileo.
Sorge il dubbio che i sindacati vogliano riaffermare il loro potere forse perché stanno avvertendo la flessione degli iscritti. Il movimento sindacale in Italia ha avuto molti meriti ma, probabilmente, i difetti sono stati nel corso degli anni maggiori.

JOBS ACT, ARTICOLO 18 E SCIOPERO: TANTO RUMORE PER NULLA

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La Cgil annuncia sciopero nazionale per il 5 dicembre e si trascina dietro uno stuolo di polemiche per la scelta della data. Sono gli stessi lavoratori, oltre a politici e osservatori a criticare la scelta del venerdì prima del ponte dell’Immacolata. Su Twitter lo sciopero nazionale diventa #scioperoponte perché consentirebbe a molti di usufruire di un lungo ponte festivo, con ben quattro giorni “di vacanza”. Gli utenti sui social si scatenano, e non è certo la prima volta che gli scioperi coincidono con il fine settimana: “Proclamare uno sciopero di venerdì, prima del ponte dell’8 dicembre… è un grande segno di cambiamento…!”, scrive Paola.