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Un’attentato dopo l’altro farà crollare l’Europa?

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La serie di terribili attentati di matrice islamica che si susseguono in Europa rischia di distruggere le capacità di resistenza psicologica delle nostre popolazioni e, per conseguenza, delle forze governative europee.

L’ultimo, a Manchester, è emblematico.

Il Regno Unito è stato, infatti, fino ad ora, molto tollerante verso la minoranza di fede maomettana tanto da concedere alla stessa l’utilizzo, in vari settori, di norme ispirate al Corano.

Il sindaco di Londra è un mussulmano.

La tolleranza e le possibilità di condure un tenore di vita non del tutto cattivo (certo migliore di quello dei paesi d’origine) non sono, evidentemente sufficienti.

L’Europa diventerà la “Dar-al –Islam” (= la dimora dell’Islam)?

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Secondo la giurisprudenza mussulmana (Fiqh) il mondo è diviso in :”dar-al -islam” (= la dimora dell’Islam) ovvero il territorio dove i Mussulmani governano e,per conseguenza, dove deve essere applicata la legge coranica-la sharia- ed il “dar-al -harb” (=la dimora della guerra) cioè il territorio dove vivono gli infedeli. Secondo la dottrina della “Fiqh”, attraverso la “jihad” (= la guerra santa), tutto il mondo dovrà diventare “dar-al -islam”. Fino ad ora l’Islam non è riuscito a prevalere in Europa attraverso lo scontro armato. Basterà ricordare:

la battaglia di Poitiers (732 d.C);
l’assedio di Malta (1565);
lo scontro di Lepanto (1571);
l’assedio di Vienna (1683).

I pericoli derivanti dall’attuale carenza del livello qualitativo dei principali statistiti occidentali

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Ci pare evidente che il livello qualitativo dei principali statisti occidentali sa, purtroppo, modesto, non si stia elaborando una politica adeguata.
Invero di fronte a quel che appare, anche al più sprovveduto osservatore, l’attacco, forse mortale, in atto da parte del mondo islamico alla civiltà europea che si avvale di due armi: gli attentati, spesso suicidi, e lo spingere migliaia di disperati , moltissimi di fede mussulmana, ad emigrare in Europa sì da sconvolgere l’equilibrio etnico e religioso del nostro continente.
Senza un intervento efficacemente coordinato tra le potenze occidentali la partita è persa perché il numero ci travolgerà come avvenne all’epoca delle invasioni barbariche.

Lo scontro non sarebbe perso se i Governi occidentali riuscissero ad elaborare una strategia sia militare che economico-finanziaria volta ad eliminare le cause del fenomeno.
Forse il costo di una tale strategia sarebbe sopportabile ove si consideri la mole di aiuti profusa, annualmente, a vario titolo dalle potenze occidentali verso i paesi africani e medio orientali.

Turismo e terrorismo jihadista

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Perché i terroristi jihadisti attaccano i luoghi del piacere (Bataclan, Promenade des Anglais, ecc.)?
Perché vogliono danneggiare l’economia turistica, perché vogliono mostrare potenza e reclutare nuovi adepti, perché odiano la promiscuità dei luoghi turistici in cui si concretizza sul piano ricreativo un principio liberale: la libertà di scegliere e di vivere secondo desideri individuali, praticando, alla Mandeville, i ‘vizi’. I luoghi del turismo diventano, nel momento drammatico della perdita, aspetti di una civiltà che ha rifiutato il proibizionismo dei moralizzatori (preti, marxisti, multiculturalisti ecc.) e ha messo in equilibrio con le ferie pagate tempo libero, consumi e lavoro.

L’Islam attacca ovunque dove può

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Se si esaminano gli avvenimenti di questi mesi con occhio acuto appaiono evidenti alcuni elementi:
il diffondersi degli attacchi degli integralisti a tutti gli oppositori;
ìl fanatismo degli attentatori, “a prescindere” dal livello socio-culturale degli stessi;
la cesura esistente tra Sunniti e Sciiti che, peraltro, non fa scemare complessivamente il numero degli attacchi;
la non riduzione del flusso dei profughi dall’Africa e dal Medio-Oriente verso l’Europa;
l’assenza di una politica efficiente in materia ad opera dei Governi occidentali (Stati Uniti compresi).

Adonis, Violenza e Islam

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Si tratta di un saggio, a nostro parere, di notevolissimo interesse, sotto forma di una conversazione tra Ali Ahmad Sai id Esber,pseudonimo “Adonis”, uno dei più importanti poeti ed intellettuali del mondo arabo, nato in un villaggio siriano nel 1930, laureato in filosofia a Damasco, che risiede a Parigi, e Houria Abdelouahed, docente all’Università “Paris Diderot”, psicanalista e traduttrice.

L’intervistatrice pone una serie di quesiti ad Adonis sul problema della violenza nel mondo islamico alle quali l’intellettuale siriano risponde, fornendo indicazioni storiche e testuali tratte dal Corano nonché citazioni letterarie che brillano, secondo noi, per chiarezza e precisione.

Il contributo del governo tedesco all’islamizzazione dell’Europa

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ll Governo tedesco, guidato dalla signora Merkel, sta contribuendo all’islamizzazione dell’Unione Europea.

La gentile Cancelliera, nel tentativo di frenare il flusso di profughi dal Medio Oriente e, nel contempo, onde fugare l’accusa d’insensibilità verso il dramma di quei derelitti, ha pensato bene di promettere al “democratico” Governo di Ankara un aiuto comunitario di 3 miliardi di Euro per aiutare gli esuli ed il sostegno all’adesione della Turchia all’Unione Europea.

Quale sarà il prossimo obiettivo degli attacchi degli integralisti mussulmani?

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Fin dal 2012 (v. Cartalibera del 24 settembre) segnalammo il pericolo.
Analizzammo poi le origini dottrinarie e storiche del fenomeno (v. ibidem del 4-7- 2015 e del 29-11-2015) e non mancammo in altri scritti d’invitare i Governi Occidentali ad interventi decisi laddove infuriava la guerra generatrice dei flussi di profughi e dell’esodo dei Cristiani dal Medio Oriente.
Ma fummo una delle tante “voces clamantes in deserto”.