Tag: isis

Quale sarà il prossimo obiettivo degli attacchi degli integralisti mussulmani?

Fin dal 2012 (v. Cartalibera del 24 settembre) segnalammo il pericolo.
Analizzammo poi le origini dottrinarie e storiche del fenomeno (v. ibidem del 4-7- 2015 e del 29-11-2015) e non mancammo in altri scritti d’invitare i Governi Occidentali ad interventi decisi laddove infuriava la guerra generatrice dei flussi di profughi e dell’esodo dei Cristiani dal Medio Oriente.
Ma fummo una delle tante “voces clamantes in deserto”.

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“Ed il massacro continua…”

Ogni giorno leggiamo di naufragi nel mare prospiciente le coste turche o quelle italiane.
I contrabbandieri turchi o libici continuano ad arricchirsi.
I Governi balcanici e quello austriaco chiudono le frontiere.
Ankara utilizza i poveri fuggiaschi come arma d’ignobile ricatto onde strappare all’Unione Europea ancora aiuti pecuniari e l’adesione alla Comunità Europea forse promessa a quattrocchi dall’ ineffabile Cancelliere in occasione della sua visita nella capitale turca.

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Lettera dall’Iraq (3)

Gentile giorgio, Il viaggio in Iraq della scorsa settimana sembra lontano. Eppure è già il momento, per tutto noi, di fare qualcosa di concreto per tutte le persone che abbiamo incontrato laggiù, persone perseguitate per la loro fede cristiana.
Il Parlamento Europeo, qualche settimana fa, ha deliberato ufficialmente la denominazione di “genocidio” riguardo alle violenze subite dalle minoranze religiose dal cosiddetto “Stato Islamico”. Si tratta di una tragedia che vede migliaia di morti e centinaia di migliaia di rifugiati, oltre che di atrocità quotidiane e disprezzo per i più elementari diritti umani.

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Armiamoci e, forse, partiremo

Sembra questa la tacita parola d’ordine dei vari Governi occidentali in relazione alla gravissima situazione del Nord Africa.
Tutti paiono ormai sempre più convinti della necessità di un intervento armato ma pochi hanno deciso di farlo in maniera massiccia e coordinando le forze.
Sembrano cioè attendere che gli altri facciano il primo passo. Per ora ci si limita ad inviare dei commando.

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Lettera dall’Iraq (2)

Ciao giorgio,

TI scrivo dall’aeroporto di Sulaymaniyya. Tra poco sarò di ritorno in Europa dopo questi 5 giorni di permanenza in Iraq. Ancora una volta, voglio condividere con te e con tutti i nostri iscritti le esperienze più significative di questi giorni. ?

?Venerdì 26 febbraio? ?Arcivescovo Mosa (Mar Mattai)?Il monastero di Mar Mattai (San Matteo) è a 3 km dall’area controllata dallo Stato islamico. Si sentono continuamente colpi di mortaio. Ma i sette monaci ortodossi del monastero non ci pensano proprio ad andarsene: oltre a rappresentare un presidio spirituale e umano, ospitano famiglie di rifugiati e hanno un progetto importante per fornire lavoro ai cristiani della zona, così da non farli andare via. Ancora una volta, la nostra donazione non sembra davvero bastare.

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Lettera dall’Iraq

Ciao, TI scrivo dall’Iraq, dove mi trovo con altri 6 addetti di CitizenGO. Voglio condividere con te alcuni appunti presi durante gli incontri con molti cari amici, persone a cui stiamo portando il sostegno economico e la solidarietà di tutti i nostri sottoscrittori.

Ti invito di cuore a leggere queste nostre esperienze e a farle tue, perché esse sono possibili solo grazie alla partecipazione e all’impegno tuo e di tutti i cittadini attivi di CitizenGO da tutto il mondo.

Mercoledì 24 febbraio

Padre Jens (Sulaymaniyya)

Siamo accolti nel monastero di padre Jens a Sulaymaniyya, nel nord dell’Iraq (regione del Kurdistan iracheno). Padre Jens, membro della comunità monastica di Mar-Musa fondata da Padre Paolo dall’Oglio (ormai da due anni e mezzo nelle mani dell’ISIS) che si dedica al dialogo interreligioso tra cristianesimo ed islam in quest’area.

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Bat Ye’ Or: “Verso il Califfato Universale”

Bat Ye’ Or (in ebraico significa “figlia del Nilo”) è lo pseudonimo di Gisèle Litman, nata al Cairo nel 1933 da una famiglia israelitica, esule in Gran Bretagna, ha poi acquisito la cittadinanza inglese e vive a Londra.

E’ un’esperta delle comunità etnico-religiose nei paesi islamici e di Islam.. Ha, tra l’altro, scritto un saggio, pubblicato prima negli Stati Uniti poi in Francia quindi in Italia(sempre da Lindau), che ha riscosso notevole interesse: “Eurabia. Come l’Europa è diventata anticristiana,antioccidentale,antisemita” (è stato recensito su questo giornale l’8 dicembre 2006 da Roberto De Mattei), in cui, traendo lo spunto dalle furibonde reazioni in tutti i paesi mussulmani alle caricature pubblicate a fine settembre 2005 sul giornale danese “Jyllen Posten”, denunzia la notevolissima pressione, esercitata in varie forme, con la quale il “jhad”culturale cerca d’imporre all’Europa la visione islamica della storia,della civiltà,della politica.

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Attacco all’Occidente – Che fare?

La domanda è di una difficoltà estrema e sta inquietando tutte le Cancellerie. Forse sarebbe utile ,innanzi tutto, conoscere a fondo le basi ideologiche del fenomeno onde prevedere -per quanto possibile- le prossime mosse dell’avversario. Abbiamo l’impressione che questa conoscenza non sia completa da parte delle forze politiche e ,per conseguenza, degli organismi governativi preposti alla sicurezza.

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