Tag: immigrazione

Il problema dell’integrazione

Si discetta da molto tempo, anche nel nostro Paese, del difficilissimo problema dell’integrazione degli immigrati.
“Integrazione” è il reciproco completarsi di due o più elementi.
Sotto il profilo razziale significa l’inserimento in una comunità di una minoranza “razzialmente” diversa.
Affinchè un tale inserimento abbia successo occorre, a nostro sommesso parere, che gli elementi culturali, religiosi e razziali della comunità che vuole inserirsi non si discostino troppo da quelli della comunità di inserimento.
Qualora le differenze siano notevolissime l’integrazione risulta quasi impossibile. La comunità che dovrebbe accogliere respinge, infatti, in tale eventualità i nuovi venuti.
Ci pare quindi molto ardua in generale l’integrazione (“diremmo purtroppo”) dei musulmani nel mondo occidentale.
I credenti in Allah ritengono, infatti, che sia loro “dovere” convertire i non musulmani, con la parola o con la spada, ed organizzare le loro comunità secondo i precetti della “Sharia”, che erano validi per quel mondo, all’origine, di tipo tribale.
Si può, a questo punto, obiettare che i Musulmani in Occidente sono ormai milioni e stanziati da decenni.
Negli ultimi anni però, il loro fanatismo ha dato luogo ad innumeri attentati.
Per far fronte a questo pericoloso fenomeno, occorre, a nostro parere, che i governi dell’Occidente agiscano in questo modo:
• far comprendere, in maniera “drastica”, ai capi di quelle comunità che non saranno tollerate “in nessun modo” violazioni alle nostre regole di convivenza;
• Impedire nuovi ingressi;
• Investire “saggiamente” nei Paesi donde provengono i flussi di immigrazione ovvero non sperperare in aiuti e creare meccanismi rigorosi di controllo in loco degli stessi.

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Il problema dei profughi. Finis Europae?

L’esodo di centinaia di migliaia di persone dal Medio Oriente, dall’Africa Settentrionale e dai paesi al sud del Sahara ha messo a nudo le debolezze dell’Unione Europea.
La costruzione di questa organizzazione ha mietuto per un lungo periodo indubbi successi (libera circolazione delle merci, delle persone, dei capitali, aumento dello sviluppo economico dei paesi membri etc.).
Ora, però, i punti di fragilità sono venuti alla luce: ne fanno, infatti, parte troppi paesi aventi strutture economiche, sociali e politiche molto diverse che non sono, per conseguenza, in grado di reagire in maniera concorde ai gravi problemi che li affliggono. E’, invero, difficilissimo fare adottare misure efficaci da ben 28 governi.

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CHI PIU’ SPENDE MENO SPENDE

E’ questo un antico proverbio che ammonisce gli avari.
Per ottenere buoni risultati è opportuno non lesinare nella spesa perchè la buona qualità si paga e a causa di un eccesso di risparmio si rischia di avere risultati modesti se non negativi.

Ci sembra che di fronte all’enorme problema del flusso di profughi dal Nord Africa e dal Medio Oriente i Governi occidentali vogliano disattendere l’esortazione proverbiale sopracitata.

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IL FLUSSO IN AUMENTO DI PROFUGHI DALL’AFRICA. CHE FARE ?

Da circa due anni assistiamo ad un flusso quasi ininterrotto di profughi di varie etnie che dalle coste nord-africane cercano, a bordo di barconi spesso fatiscenti o di gommoni, di raggiungere le nostre coste.
La nostra marina, debolmente coadiuvata da qualche unità di altri paesi dell’Unione Europea, si sforza di prestare aiuto a quei derelitti.
Talora tali sforzi sono coronati da successo. Frequentemente, però, si debbono registrare naufragi con molte vittime.

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LA DEBOLEZZA DELL’OCCIDENTE ED I FLUSSI DEL MERIDIONE D’EUROPA (Medio Oriente ed Africa)

La storia non si ripete “in toto” ma esistono le similitudini.
La debolezza dell’Impero romano, dapprima d’Occidente poi d’Oriente, consentirono ai barbari germani, seguiti poi dagli Slavi, ed agli Arabi, qualche secolo dopo, di invadere le terre dell’impero.
L’Occidente riuscì a contenere con enormi e cruenti sforzi, prima in Ispagna e in Italia meridionale, quindi nel 600 nei Balcani, l’espansione musulmana guidata, da ultimo, dai Turchi ottomani.

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