Tag: immigrati

L’UNIONE EUROPEA VERSO IL SUICIDIO

I disastri causati dall’ultimo conflitto mondiale spinsero nel dopoguerra i principali paesi dell’Europa occidentale alla creazione della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, prima (1951), e nel 1958 all’istituzione della Comunità Economica Europea (la C.E.E).

Questa, grazie ai successi ottenuti, si è man mano allargata tanto che ora ne fanno parte ben 28 Stati.

Gli indubbi progressi conseguiti si sono tradotti in benessere per le popolazioni degli Stati membri ed in stabilità anche se, in questi ultimi anni, a causa delle differenze economico-sociali presenti tra i paesi aderenti ed al loro numero, che rende macchinoso il processo decisionale, i problemi sono aumentati.

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“Ed il massacro continua…”

Ogni giorno leggiamo di naufragi nel mare prospiciente le coste turche o quelle italiane.
I contrabbandieri turchi o libici continuano ad arricchirsi.
I Governi balcanici e quello austriaco chiudono le frontiere.
Ankara utilizza i poveri fuggiaschi come arma d’ignobile ricatto onde strappare all’Unione Europea ancora aiuti pecuniari e l’adesione alla Comunità Europea forse promessa a quattrocchi dall’ ineffabile Cancelliere in occasione della sua visita nella capitale turca.

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Il problema dei profughi. Finis Europae?

L’esodo di centinaia di migliaia di persone dal Medio Oriente, dall’Africa Settentrionale e dai paesi al sud del Sahara ha messo a nudo le debolezze dell’Unione Europea.
La costruzione di questa organizzazione ha mietuto per un lungo periodo indubbi successi (libera circolazione delle merci, delle persone, dei capitali, aumento dello sviluppo economico dei paesi membri etc.).
Ora, però, i punti di fragilità sono venuti alla luce: ne fanno, infatti, parte troppi paesi aventi strutture economiche, sociali e politiche molto diverse che non sono, per conseguenza, in grado di reagire in maniera concorde ai gravi problemi che li affliggono. E’, invero, difficilissimo fare adottare misure efficaci da ben 28 governi.

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IL FLUSSO IN AUMENTO DI PROFUGHI DALL’AFRICA. CHE FARE ?

Da circa due anni assistiamo ad un flusso quasi ininterrotto di profughi di varie etnie che dalle coste nord-africane cercano, a bordo di barconi spesso fatiscenti o di gommoni, di raggiungere le nostre coste.
La nostra marina, debolmente coadiuvata da qualche unità di altri paesi dell’Unione Europea, si sforza di prestare aiuto a quei derelitti.
Talora tali sforzi sono coronati da successo. Frequentemente, però, si debbono registrare naufragi con molte vittime.

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IL LAVORO C’E’, MANCA LA VOGLIA DI LAVORARE

Allora, le badanti regolarmente assunte in Italia sono più di un milione e per il novanta per cento sono straniere.
Gli stranieri che ufficialmente lavorano in altri campi nel nostro Paese sono in totale più di due milioni e mezzo.
La ragione?
Semplice, i lavori che fanno gli immigrati non sono svolti dagli italiani che non li vogliono svolgere.

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LA DEBOLEZZA DELL’OCCIDENTE ED I FLUSSI DEL MERIDIONE D’EUROPA (Medio Oriente ed Africa)

La storia non si ripete “in toto” ma esistono le similitudini.
La debolezza dell’Impero romano, dapprima d’Occidente poi d’Oriente, consentirono ai barbari germani, seguiti poi dagli Slavi, ed agli Arabi, qualche secolo dopo, di invadere le terre dell’impero.
L’Occidente riuscì a contenere con enormi e cruenti sforzi, prima in Ispagna e in Italia meridionale, quindi nel 600 nei Balcani, l’espansione musulmana guidata, da ultimo, dai Turchi ottomani.

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La verità

La verità è che uno Stato serio dovrebbe oggi chiedere con fermezza alla Tunisia il risarcimento dei danni. La verità è che, considerato come ci trattano, lo Stato italiano dovrebbe spedire in Francia o negli altri Stati UE tutti i tunisini che…

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