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Chi è Matthieu Pigasse, l’imprenditore amico di Hollande, banchiere d’affari e guru dei salotti del tout Paris

Lui, Matthieu Pigasse, classe ’68, è l’imprenditore più influente ed affermato del mondo dell’editoria francese. Uno che nei salotti della Parigi che conta è sempre accolto col tappeto rosso. Specialmente in quelli della riva sinistra della Senna. Nel 2010 ha fatto un dispettone a Sarkozy, in compagnia di Xavier Niel (fondatore di Free Mobile e dell’École 42) e Pierre Bergé (mecenate e storico compagno di Yves Saint-Laurent) “salvando” Le Monde, il giornale della gauche caviar, salottiera, sussiegosa, che pasteggia a Boulevard Saint-Germain e bazzica un giorno sì e l’altro pure al Théâtre de Chatelet (di cui Pigasse è divenuto amministratore, su indicazione del sindaco socialista Bertrand Delanoë). Sostiene economicamente il canale gay-lesbo Pink TV e il sito d’informazione Rue89. Nel 2005 ha organizzato la cessione del controllo di Libération a un altro uomo d’affari di peso come Édouard de Rothschild, e da un po’ di tempo fornisce consulenze a Murdoch per Eurosport.

LA DESTRA FRANCESE SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI: TRA SARKONOSTALGIE E FAIDE INTERNE

Parigi. “Nicolas Sarkozy, reviens je t’en prie, viens nous sauver la vie”. È il ritornello di “Sarko”, motivetto pop che da alcuni mesi impazza sulla rete, intonato da un giovane monegasco, tale Josh Stanley, che, con tanto di chitarra a tracolla, si rivolge all’ex capo dello Stato, supplicandogli di ritornare e di salvare, letteralmente, la vita dei francesi. Ma è anche il desiderio del 75% degli elettori dell’UMP, secondo un sondaggio effettuato dall’istituto BVP per i-Télé, pubblicato venerdì scorso. Un esito tutt’altro che inaspettato, alla luce delle incessanti lotte intestine che stanno minando la credibilità del partito della destra repubblicana.

ALLE PORTE DEL PARADISO (FISCALE): ANCHE GERARD DEPARDIEU ABBANDONA LA FRANCIA DELLA SUPER ALIQUOTA

Non ce l’ha fatta, non ha resistito. E così, dopo un anno sofferto e tormentato, durante il quale, stando alle sue ultime dichiarazioni, ha versato nelle casse dello stato francese due terzi dei suoi introiti, anche Gégé, meglio conosciuto come Gérard Depardieu, ha deciso di abbandonare il suo amatissimo 6° arrondissement. Direzione? Belgio, ovviamente, divenuto in poco tempo il nuovo Eden fiscale per i facoltosi del Vecchio Mondo. Più precisamente, Néchin, uggioso borgo popolato da poco più di duemila anime, situato nel cuore della Vallonia, a quattro passi dalla Francia dell’odiata super aliquota al 75% applicata dal governo Hollande sui redditi eccedenti il milione di euro.

Solidarietà alla francese

“Tassaci” era il titolo di un ‘manifesto’ apparso nell’agosto dell’anno scorso sul settimanale Nouvel Observateur, in cui 16 esponenti di spicco del mondo imprenditoriale e finanziario francese, tra cui Liliane Bettencourt (proprietaria di L’Oréal) e Frédéric Oudéa (alla guida di Société Générale), chiedevano a gran voce un aumento della tassazione per i contribuenti francesi più benestanti.