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“NAVIGET AD ANTICYRAM” (=”Vada a navigare verso Anticira”, Orazio, “Satire”)

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Nella Grecia antica Anticira, città della Focide, situata su una baia del Golfo di Corinto, ricca di opere d’arte tra le quali un tempio dedicato ad Artemide ed una statua di Prassitele, fu famosa per la produzione e la lavorazione dell’elleboro, pianta usata nell’antichità per curare la demenza.
Donde il detto “Antikirias se dei” = Devi andare ad Anticira, ripreso da Orazio.
Anche ai nostri giorni si dovrebbe, quasi quotidianamente, utilizzare questa esortazione indirizzandola agli uomini di Governo ed ai rappresentanti del popolo in Parlamento.

CORRUZIONE, SPRECHI E ASSUNZIONI PUBBLICHE. TUTTI GLI ERRORI DELLA GRECIA

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All’ombra del Partenone non si sta giocando solamente la partita del debito greco ma anche, a quanto pare, il nostro futuro di europei. Mentre Renzi sceglie di non parlare, la Merkel fa sapere: “Se fallisce l’Euro fallisce l’Unione”. Ed è curioso pensare che il destino dell’Europa possa essere legato alla decisione di meno di cinque milioni di persone chiamate a rispondere sì o no a un referendum. In Italia politici e opinionisti si sono già divisi tra sostenitori del sì e del no, anche se, bisogna dirlo, in caso di Grexit la prima a perderci sarebbe la Grecia che rischierebbe il collasso in poco tempo.

CHE FINE HA FATTO LA CANCELLAZIONE DEL DEBITO? QUELLO CHE RESTA DELLE PROMESSE DI TSIPRAS

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“La Troika è una istituzione che non riconosciamo e non metterà più piede ad Atene” tuonava Alexis Tsipras lo scorso 25 gennaio. A meno di un mese da quella pericolosa promessa il premier greco ha già dovuto fare marcia indietro: dovrà scendere a patti proprio con Ue, Bce e Fmi presentando un documento con misure che l’Europa dovrà approvare per consentire alla Grecia di beneficiare di assistenza finanziaria per altri quattro mesi. La lotta all’Ue e all’austerity, priorità che avevano scatenato una sorta di euforia contagiosa per la vittoria di Tsipras, sembrerebbero già dimenticate.