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Le elezioni presidenziali in Francia

macron

Gli esiti del primo turno hanno fornito un leggero vantaggio al candidato moderato Macron rispetto alla Le Pen, rappresentante della Francia nazionalista ed anti-europea.

È un segnale che induce ad un cauto ottimismo circa l’esito della tenzone ma occorre non cantar vittoria stante il modesto margine di vantaggio di Macron.

I numeri potrebbero, infatti, cambiare al secondo turno qualora si dovesse registrare una non trascurabile quota di assenze tra gli elettori moderati o si verificasse qualche altro attentato o tentativo di attentato.

Nell’ipotesi di vittoria di Macron non sarà, comunque, agevole formare un nuovo esecutivo ove non si riuscisse a realizzare una solida alleanza tra le forze del centro-destra.

IL RITORNO DI SARKO CONVINCE I FRANCESI. UNA LEZIONE PER L’ITALIA

nicolas-sarkozy

Ancora una volta le elezioni lasciano senza parole opinionisti e sondaggisti. Per il primo turno delle départementales francesi, giornali e televisioni davano quasi per scontato un trionfo del Front National di Marine Le Pen. Invece a vincere, stupendo tutti, è stato un risorto Sarkozy. Il risultato inatteso dell’Ump e dell’ex presidente chiarisce che il centrodestra francese è ancora vivo. I francesi restano ancorati a valori europeisti e repubblicani. Una grande area neo-gollista e moderata è pronta a rimettersi in gioco per puntare alla guida del Paese nel 2017. Certo, le presidenziali sono ancora molto lontane, ma Sarkozy sembra avviato sulla strada giusta.

“MEMINISSE IUVABIT” (=GIOVERÀ RICORDARSENE – VIRGILIO, ENEIDE 1,203)

belgio

Riscorrendo, spinto dalla vanità, l’elenco dei miei articoli ho, purtroppo, dovuto constare che i tristi avvenimenti in Francia e Belgio (per ora) erano abbastanza facili da prevedere e da molto tempo.
Basterà a tal fine rileggere i titoli di alcuni miei scritti prestando attenzione alle date di pubblicazione e cioè:
“L’illusione di un Islam moderato e le insidie per l’Europa conciliante ” in “L’Opinione delle Libertà ” del 6-10-2006;
“Cristiani in Iraq, popolo dimenticato e perseguitato”- ibidem del 31-1-2009;
“Bernard Lewis :le origini della rabbia mussulmana” – ibidem del 30-5-2009;

QUANDO I “GIOCHI AMERICANI” HANNO SOPPIANTATO QUELLI “FRANCESI”

QUANDO I GIOCHI AMERICANI HANNO SOPPIANTATO QUELLI FRANCESI

Quando è cominciato l’inarrestabile declino prima di tutto culturale e solo successivamente e per necessaria conseguenza economico del mondo occidentale?
Come ho già più volte detto e scritto, nella seconda metà degli anni Cinquanta del trascorso Novecento, anche se è solo con il trascorrere dei decenni che le oggi a tutti evidenti nefaste ripercussioni si sono mano mano appalesate nei più differenti campi.
E’ difatti in quel triste quinquennio che a livello mondiale, in campo culturale come in quello economico e commerciale, il fino ad allora dominante francese viene sostituito dall’inglese.

ALLE PORTE DEL PARADISO (FISCALE): ANCHE GERARD DEPARDIEU ABBANDONA LA FRANCIA DELLA SUPER ALIQUOTA

Non ce l’ha fatta, non ha resistito. E così, dopo un anno sofferto e tormentato, durante il quale, stando alle sue ultime dichiarazioni, ha versato nelle casse dello stato francese due terzi dei suoi introiti, anche Gégé, meglio conosciuto come Gérard Depardieu, ha deciso di abbandonare il suo amatissimo 6° arrondissement. Direzione? Belgio, ovviamente, divenuto in poco tempo il nuovo Eden fiscale per i facoltosi del Vecchio Mondo. Più precisamente, Néchin, uggioso borgo popolato da poco più di duemila anime, situato nel cuore della Vallonia, a quattro passi dalla Francia dell’odiata super aliquota al 75% applicata dal governo Hollande sui redditi eccedenti il milione di euro.

LA FRANCIA E LE RIFORME SECONDO L’ECONOMIST

Economist, Berlino e Moody’s stanno cambiando ancora gli equilibri all’interno dell’Europa. Critiche fortissime della “bibbia” dei liberisti, attacchi da parte della stampa tedesca e downgrading di una delle tre sorelle del rating, la tripla A non plus. Se Hollande non aveva ancora ben presente la strada per le riforme, o forse ce l’aveva e aspettava soltanto una spintarella o un pretesto per attuare quanto di più lontano dal Socialismo europeo ci sia, ora non può più prendere tempo.