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Per rilanciare l’Italia, più che il referendum, bisogna puntare a ridurre imposte e spesa pubblica

19.11.2012. Crisi economica e finanziaria

Si deve riconoscere a Renzi dignità e senso dello Stato nel modo in cui ha gestito la sconfitta referendaria e nell’annuncio delle sue dimissioni.

L’errore è stato ricercare un plebiscito su di sé, col pretesto di una riforma costituzionale (ancorché necessaria) assai pasticciata, invece di occuparsi delle reali questioni che compromettono il benessere degli italiani.

Data la modestia nel tasso d’espansione della nostra economia rispetto a quella tedesca, britannica e irlandese (quest’ultima, con imposte sul reddito delle imprese al 12,5%, in questi ultimi 2 anni ha superato il 16% annuo medio di aumento del PIL) è ragionevole pensare che in 3 anni di governo bisognava fare molto di più!

IL DAVIDE PUGLIESE CONTRO IL GOLIA DELLA FINANZA INTERNAZIONALE ED I POTERI NAZIONALI CORRELATI

RATING

David, (1010-970 a.C. circa),figlio di Iesse, fu inviato, alla corte del re Saul. Ancora giovinetto affrontò in duello, armato solo di una fionda, il gigantesco Filisteo Golia e lo uccise. Grazie all’eliminazione di Golia il conflitto tra gli Ebrei ed i Filistei si risolse a favore dei primi. La fama assunta da Davide fece, però, ingelosire Saul e Davide fu costretto a lasciare la corte e ad errare per alcuni anni nel deserto. Morto Saul, Davide fu eletto re della tribù di Giuda e dopo sette anni re di Giuda e di Israele. Conquistò Gerusalemme e ne fece la sua capitale.
La potenza della finanza internazionale é ben nota e crediamo possa essere paragonata a quella di Golia. Le grandi banche internazionali, melius, in pratica, quelle anglo – statunitensi, la fanno da padrone coadiuvate dalle agenzie di “rating”.

IL (QUASI) SILENZIO E’ D’ORO (PER ALCUNI)

Chart showing bad things

Questo detto popolare – integrato con alcune parole poste tra parentesi da chi scrive – si attaglia alla perfezione, a nostro avviso, agli scandali di enormi proporzioni che negli ultimi anni hanno contrassegnato l’attività di grandi banche statunitensi, britanniche, di alcuni istituti di credito elvetici, tedeschi e giapponesi e di cui la stampa non specializzata, pur non avendo potuto ignorarli, non ha dato (stranamente) il dovuto risalto.

“QUIS CUSTODET IPSOS CUSTODES?” (=CHI CONTROLLA I CONTROLLORI?)

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E’ questo un interrogativo, molto noto e sempre attuale, di Giovenale. “Sempre attuale” come cercheremo di dimostrare riferendoci ai carenti controlli che si sono verificati nelle attività bancarie e finanziarie a livello planetario nel passato anche recentissimo.
Ci riferiamo “in primis” alla c.d. “Grande Depressione” ovvero alla gravissima crisi finanziario-economica del 1929 che iniziò con il crollo della Borsa di Wall Street a Nuova York il 29 ottobre in seguito all’euforia speculativa correlata alla crescita economica post-bellica americana alimentata dalla notevole liquidità derivante dai rimborsi dei prestiti concessi durante il Primo Conflitto alle potenze alleate.