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Turismo e terrorismo jihadista

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Perché i terroristi jihadisti attaccano i luoghi del piacere (Bataclan, Promenade des Anglais, ecc.)?
Perché vogliono danneggiare l’economia turistica, perché vogliono mostrare potenza e reclutare nuovi adepti, perché odiano la promiscuità dei luoghi turistici in cui si concretizza sul piano ricreativo un principio liberale: la libertà di scegliere e di vivere secondo desideri individuali, praticando, alla Mandeville, i ‘vizi’. I luoghi del turismo diventano, nel momento drammatico della perdita, aspetti di una civiltà che ha rifiutato il proibizionismo dei moralizzatori (preti, marxisti, multiculturalisti ecc.) e ha messo in equilibrio con le ferie pagate tempo libero, consumi e lavoro.

L’Islam attacca ovunque dove può

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Se si esaminano gli avvenimenti di questi mesi con occhio acuto appaiono evidenti alcuni elementi:
il diffondersi degli attacchi degli integralisti a tutti gli oppositori;
ìl fanatismo degli attentatori, “a prescindere” dal livello socio-culturale degli stessi;
la cesura esistente tra Sunniti e Sciiti che, peraltro, non fa scemare complessivamente il numero degli attacchi;
la non riduzione del flusso dei profughi dall’Africa e dal Medio-Oriente verso l’Europa;
l’assenza di una politica efficiente in materia ad opera dei Governi occidentali (Stati Uniti compresi).

LO SCONTRO DI CIVILTA “IN ATTO”

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“Bellum ita suscipiatur ut nihil aliud nisi pax quaesita videatur”
(S’intraprenda la guerra in modo che appaia che non si cerca altro che la pace;Cicerone,Off.,1,21,80);
“Si vis pacem para bellum” (Se vuoi la pace prepara la guerra; Vegezio ; Epitome rei militaris, 3)
Ci è sembrato opportuno citare due frasi latine perchè le riteniamo non solo molto sagge ma di grande attualità.
Come previsto già anni fa da illustri studiosi e, modestamente anche da chi scrive, lo scontro tra una parte dell’Islam e l’Occidente è iniziato.
Trova le sue motivazioni non solo nell’ideologia ma anche nello stato di disordine politico in cui versano molti paesi del Nord Africa, del Medio Oriente e dell’Africa Sud Sahariana. Il che fa sì che una parte di quelle popolazioni cerchino una migliore prospettiva di vita in Europa.