Tag: elezioni

“Winner takes all assoluto”, “Winner takes all relativo”: quando, come, dove, perché

1) Winner takes all assoluto 

Allora, quarantotto Stati USA (Maine e Nebraska esclusi) più il Distretto di Columbia – dal 1848 allorquando si cominciò a votare per la bisogna “il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno bisestile” – scelgono i loro Grandi Elettori con il ‘winner takes all assoluto’.
(Va ripetuto – non solo qui ma all’infinito – che l’elezione del Presidente degli Stati Uniti d’America non è di primo grado – il popolo non lo vota direttamente – ma di secondo, spettando la nomina, nel Collegio che costituiscono, ai predetti Grandi Elettori “il primo lunedì dopo il secondo mercoledì del successivo mese di dicembre”, salvo il caso straordinario – avvenne nel 1824 – che nessun candidato raggiunga la maggioranza assoluta nel citato Collegio e l’incombenza passi alla Camera dei Rappresentanti).

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Dall’Europa un bagno di realtà per l’Italia

Nonostante i proclami di vittoria, l’Italia a trazione leghista non avrà vita facile in Europa. Le regole fiscali non cambieranno e incombe l’apertura di una procedura di infrazione da parte della Commissione. Come sarà la prossima manovra di bilancio?

Dopo le elezioni europee

A giudicare dai commenti sul voto europeo, la gigantesca cortina di fumo che ha accompagnato la recente campagna elettorale italiana fatica a diradarsi. Proviamo a fare chiarezza su tre nodi rilevanti.
Com’è era del tutto prevedibile, non c’è stata nessuna straordinaria affermazione dei movimenti sovranisti in Europa e non c’è nessuna possibilità di un’inedita maggioranza tra popolari e populisti di destra al Parlamento europeo.

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Pacate riflessioni su una sconfitta

Nell’ultima puntata della Serie “Il trono di spade”, il personaggio del “Folletto” sostiene che per rendere forte e coeso un Regno non sono sufficienti le armate (la potenza militare), né le ricchezze (la potenza del denaro). L’elemento in più, che fa la differenza, è la circostanza che le persone abbiano una “Storia” comune in cui si riconoscano e che faccia sentire loro di avere uno stesso destino. Il personaggio di “Bran lo spezzato” viene così eletto nuovo re dai lords, proprio in quanto conoscitore, testimone e custode di una “Storia” comune.

Anche il genere “fantasy” può essere una via per aiutare le persone a riflettere, posto che i saggi di filosofia, di politica, di economia, di sociologia, oggi non sono certamente popolari.

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Un voto liberale a “Più Europa”

In Sicilia, come a Napoli, come penso in genere nel Meridione d’Italia, c’è un proverbio che, nella sua traduzione italiana, suona così: “la miglior parola è quella che non si dice”. Non dire, per non giudicare, per non muovere critiche ad altri, per non scoprire il proprio pensiero, per non schierarsi laddove prendere partito potrebbe essere pericoloso. Insomma, la logica del farsi i fatti propri e campare tranquilli.

La predetta logica non può essere condivisa da chi pensa, invece, che i convincimenti ideali abbiano valore soltanto se ci sono persone in carne ed ossa disposte a manifestarli e difenderli nel dibattito pubblico.

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Il Sud democratico Il Sud repubblicano Il Sud 2016

La storia delle elezioni presidenziali americane, in particolare nel Sud Usa

Varese, nel giorno del 2018 dedicato a sant’Elfego il Vecchio
Necessaria premessa.
Nelle righe che seguono mi occupo delle elezioni presidenziali, in particolare nel Sud Usa, a partire dalle prime successive alla Guerra di Secessione. Non di quelle congressuali né di quelle governatoriali o locali i cui risultati quanto ai partiti votati possono tendenzialmente nei vari momenti coincidere ma anche divergere. Nelle righe che seguono capita che il partito democratico venga definito ‘dell’asino’ e i suoi aderenti ‘asinelli’, visto che proprio un asino ne è dai tempi di Andrew Jackson il simbolo. Occorre altresì che il partito repubblicano sia chiamato ‘dell’elefante’ e i suoi adepti ‘elefantini’ essendo dall’Ottocento il pachiderma in questione il simbolo del ‘Grand Old Party’, da cui l’acronimo GOP. Ancora, si parlerà di ‘cintura della Bibbia’ (’Bible Belt’) a proposito degli Stati meridionali nei quali la religione è fortissimo motivo di schieramento, e di ‘cintura della ruggine’ (’Rust Belt’) con riguardo ai territori del Nord e del Middle West nei quali la crisi economica della fase finale degli anni Dieci del terzo millennio ha provocato la chiusura di molte fabbriche e appunto la ruggine dei macchinari inutilizzati. Infine, gli Stati che votano democratico sono colorati nella carta geografica di blu (’Blue States’) mentre quelli che si esprimono per i repubblicani si colorano di rosso (’Red States’).

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Del governo a 5 Stelle

Consideriamo le otto regioni dell’Italia meridionale ed insulare: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna. Nelle elezioni della Camera dei deputati, il Movimento 5 Stelle ha conquistato 76 collegi uninominali su 80. Nelle elezioni del Senato, il Movimento 5 Stelle ha conquistato 37 collegi uninominali su 39.

Come era logico che accadesse, con il sistema maggioritario in collegi uninominali l’Italia non è risultata tripolare, ma bipolare, perché uno dei tre poli di partenza, in questo caso il centro-sinistra, è uscito fortemente ridimensionato. Noi avevamo sperato, invece, che ad essere ridimensionato fosse il Movimento 5 Stelle che consideravamo partito di protesta, privo di reale radicamento.

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Appello al voto per Croci al Consiglio regionale in Lombardia

Domenica 4 marzo si vota per le politiche ed anche per le regionali.  Nel corso di questa campagna elettorale “Carta Libera” ha   portato avanti ed approfondito importanti tematiche, tra le quali i temi dell ’economia, dell’Europa, della cultura e della Libertà, sottolineando l’estrema importanza di questa tornata elettorale  e la necessità di scegliere responsabilmente.

Come Redazione vogliamo sottolineare che La lista “Parisi con Fontana – Energie per Lombardia” è l’unica lista che, nell’ambito del “centro/destra”, si presenta alle Regionali lombarde con un chiaro e convinto indirizzo “liberale” ed “europeista”, in cui la redazione di “Carta Libera “si riconosce pienamente

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Mitt Romney torna in pista

Venerdì, l’ex governatore del Massachusetts ha annunciato la sua candidatura per il seggio senatoriale dello Utah.

Di fede mormone, Romney ha generalmente militato nelle file più centriste del Partito Repubblicano, cercando per due volte di arrivare alla presidenza degli Stati Uniti. Ma senza troppa fortuna. La prima, nel 2008, fu sconfitto durante le primarie repubblicane da John McCain. La seconda, nel 2012, riuscì a conquistare la nomination ma fu sconfitto da Barack Obama alla General Election. In entrambi i casi, scontò la sua immagine troppo moderata e – in particolare – la sua fede religiosa. Ha infatti subìto ripetutamente l’ostracismo della destra evangelica, che non lo ha mai digerito, scegliendo di boicottarlo

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