Tag: elezioni

Le lezioni (svizzere) di Luigi Einaudi

Dagli ultimi decenni dell’Ottocento ai primi anni della Repubblica italiana.

Luigi Einaudi (1874-1961) è stata una delle personalità che maggiormente hanno segnato la vita politica italiana anche se molto spesso i suoi richiami e le sue analisi sono cadute nel vuoto tanto da aver scelto di dare come titolo ai suoi ultimi articoli “Prediche inutili”.

Professore, giornalista, politico, governatore della Banca d’Italia e primo presidente eletto della Repubblica, Einaudi è stato un grande rappresentante di un liberalismo costruttivo, profondamente ancorato alla realtà sociale.

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USA: elezioni presidenziali

L’attenta osservazione dei risultati elettorali naturalmente generali ma altresi’ Stato per Stato nel trascorrere del tempo consente di vedere con precisione, di cogliere i momenti decisivi della storia americana per quanto riguarda il susseguirsi dei diversi ceti sociali al potere nel Paese e la geopolitica.

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ELEZIONI INGLESI E PREMIER LEAGUE, RELAZIONI PERICOLOSE

Le domeniche di pioggia si prestano alle attività più inutili, quelle che ci danno le maggiori soddisfazioni.

Trascinato dal mio figliolo, seguo ultimamente la Premier League, oltre allo scalcinato campionato italiano, dove l’ Inter traccheggia. Una domenica pomeriggio – il tuono teneva me ed il cane al chiuso – mi sono detto: “se devo tifare per una squadra inglese, voglio almeno che sia di destra”. Una riflessione che prima o poi nella vita, credo, capita a tutti di fare.

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Lyndon Johnson nel 1964

Lyndon Johnson, capacissimo nei rapporti con il Congresso ed estremamente motivato, in breve tempo e vincendo ogni opposizione conservatrice – opposizione particolarmente dura proprio tra i suoi colleghi democratici se provenienti dal meridione del Paese – , ottiene l’approvazione di tutte le misure legislative allora in discussione facenti riferimento ai diritti civili e in specie del ‘Civil Rights Act’, legge tesa a combattere le varie forme di discriminazione razziale in uso in tutti gli Stati del Sud.
Si era in luglio e poco dopo, in agosto, il successore di Kennedy consegue, nella prospettiva della sognata ‘Great Society’, un altro importante successo: ha fatto pervenire al Congresso un invito a “una guerra totale contro la povertà” e l’alto consesso risponde approvando l’‘Economic Opportunity Act’ che stanzia fondi di molto conto in tale direzione.

E’ in specie sull’onda di questa sequela di successi che il partito democratico, riunito in convention ad Atlantic City dal 24 al 27 agosto, lo designa all’unanimità quale suo candidato a White House.

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Vladimir Putin ha un problema: si chiama Jeb Bush

Stati Uniti. Le primarie del 2016 si avvicinano e nell’Eelefantino sale la tensione. Il dibattito ideologico si fa sempre più serrato, mentre cresce l’attesa per la discesa in campo di un peso massimo della politica statunitense, il rampollo di una dinastia che ha già dato ben due inquilini alla Casa Bianca: Jeb Bush.

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SE IN ITALIA MANCA LA POLITICA DELLA CONCRETEZZA

Dopo la tornata elettorale delle regionali sono in molti a credere che la parabola di Matteo Renzi stia andando molto velocemente incontro alla fine. E’ tempo di bilanci e il Partito Democratico non può che constatare di aver perso il 40% dei consensi rispetto alle europee lasciando sul terreno il 25% dei voti. Ad andare alle urne sono state 7 regioni e il primo dato da sottolineare è, come ormai troppo spesso accade, quello dell’astensionismo. Hanno votato in pochi: solo il 54% degli aventi diritto. Un elettore su due ha deciso di rimanere a casa.

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IL TRIONFO DI CAMERON E LE DIMISSIONI DEGLI SFIDANTI: UNA LEZIONE PER L’EUROPA

Dopo la vittoria di Cameron una cosa è certa: i sondaggisti sbagliano, e non solo in Italia. Incrociando dati e sottoponendo l’elettorato a rilevamenti, gli esperti avevano avvisato che nel Regno Unito la governabilità era a rischio. Secondo quanto riportato fino a poche ore prima dell’apertura dei seggi sembrava che ci sarebbe stato un pericoloso pareggio: i sondaggi ci avevano fatto credere che il Regno Unito stesse attraversando una crisi di identità culturale e politica che si sarebbe concretizzata in una parcellizzazione del parlamento.

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BREVE STORIA DELLE ELEZIONI AMERICANE

Cinquanta semidei – Dal 1789 – anno nel quale fu per la prima volta eletto George Washington – al 1820 incluso, la contesa per la conquista della Casa Bianca ebbe luogo nell’ambito di un ristretto gruppo di gentiluomini tutti bene o male appartenenti alla vecchia aristocrazia americana.
Persone che avevano compiuto pressappoco il medesimo percorso, prima di tutto culturale, le quali si contrapponevano su basi ideali nell’intento di costituire e in seguito consolidare le fondamenta del nuovo Stato.

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