Tag: Economia

“Epater les bourgeois” (= far colpo sulla gente)

I nostri reggitori credono, evidentemente, che gli convenga utilizzare termini di altre lingue (melius se la lingua è l’inglese perchè suona “più tecnico”) per impressionare i giornalisti e gli elettori.
Di qui i termini “job act” (in italiano” legge per l’occupazione”) e “spending review” (=revisione della spesa). Il che dimostra una mentalità provinciale di bassissima lega.

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PERCHE’ IN ITALIA SERVE PRIVATIZZARE

Nei giorni in cui tutti azzardano stime sugli effetti del Quantitative Easing (Q.E.), volgiamo lo sguardo a cosa fare per rendere efficaci le “misure monetarie non convenzionali” varate il 22 gennaio dalla BCE. A mio avviso, il tema più urgente è quello delle privatizzazioni e delle liberalizzazioni. Il Q.E. può darci lo spazio di manovra per farlo anche se i suoi effetti saranno inferiori a un tasso di crescita complessivo dell’1,8 % sui prossimi due anni (ossia, mediamente, 0,75% l’anno) come stimato dal Centro Studi Confindustria. La crescita sarà probabilmente – è la media delle proiezioni dei 20 maggiori istituti econometrici internazioni, tutti privati, nessuno italiano – sullo 0,4% nel 2015 e sul 0,6% nel 2016, pur sempre un’inversione di tendenza dopo tre lustri di stagnazione, recessione e deflazione.

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IL TRAMONTO DELL’EUROPA E IL DECLINO DELL’ITALIA

Lo si può trovare eccessivo e particolarmente pessimista, ma meditato, anche dopo l’ascolto, non involontario, di una conversazione in un locale milanese tra sette distinti signori. L’origliare ha fatto toccare con mano l’abissale distanza tra gli addetti alla politica e all’informazione e i ragionamenti quotidiani. Altro che preoccupazione per l’elezione del Presidente della Repubblica o per la riforma del Senato, per la fine dell’affidamento ai servizi sociali di un politico o per la ripresa dei consensi dello stesso personaggio.
Ed allora, ragioniamo concretamente anche noi.

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NEGOZI, TORNA LA STRETTA SUGLI ORARI. MA LO SHOPPING FESTIVO PIACE DI PIÙ

Non si comprende la resistenza di alcuni settori del commercio e dei sindacati alla liberalizzazione
Il governo sta mettendo a punto un pacchetto di liberalizzazioni in vari settori, partendo dai servizi postali e dalle parafarmacie. La lenzuolata è stata annunciata la scorsa settimana dal ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, che sta curando il dossier. Nel mirino ci sarebbero anche i settori dell’energia, le banche e le professioni.

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“QUIS CUSTODET IPSOS CUSTODES?” (=CHI CONTROLLA I CONTROLLORI?)

E’ questo un interrogativo, molto noto e sempre attuale, di Giovenale. “Sempre attuale” come cercheremo di dimostrare riferendoci ai carenti controlli che si sono verificati nelle attività bancarie e finanziarie a livello planetario nel passato anche recentissimo.
Ci riferiamo “in primis” alla c.d. “Grande Depressione” ovvero alla gravissima crisi finanziario-economica del 1929 che iniziò con il crollo della Borsa di Wall Street a Nuova York il 29 ottobre in seguito all’euforia speculativa correlata alla crescita economica post-bellica americana alimentata dalla notevole liquidità derivante dai rimborsi dei prestiti concessi durante il Primo Conflitto alle potenze alleate.

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OVVIETA’ ECONOMICA INASCOLTATA

Il 27 aprile 2012 questo foglio ospitò un mio breve scritto intitolato: “Un incomprensibile ritardo del Governo Monti” in cui stigmatizzavo il ritardo (dopo oltre 4 mesi dall’insediamento di quell’ Esecutivo) per le difficoltà che incontrava il Ministro Giarda, a procedere alla revisione della spesa pubblica revisione che giudicavo essenziale per cercare di ridurre l’enorme disavanzo pubblico. A distanza di due anni detta revisione (detta, per renderla più alla moda, “spending review”), dopo ben due Governi, sembra ancora in alto mare. Nel frattempo il nostro debito si è accresciuto a dismisura. L’economia di un paese è, semplificando, soggetta alle stesse regole che sovraintendono all’economia di una famiglia.

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IL RISPARMIO? E’ LA ROVINA!!!

Risparmio

La Svezia prima, la Polonia, dopo, oggi la Norvegia…
Le Olimpiadi invernali fissate per il 2022 non trovano una sede.
Troppo alti i costi, dicono i governanti dei tre Paesi suddetti.
Ecco un perfetto esempio di imperdonabile imbecillità.
Semplificando e senza tema di smentita se non da parte degli idioti – che sono peraltro larghissima maggioranza – nella situazione economica data, occorre spendere non risparmiare!

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