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Premessa La “Costituzione piu’ bella del mondo”?
Certo, per chi non abbia contezza alcuna delle altre! La Carta costituzionale italiana e’ semplicemente da buttare (non da oggi) e non solo per il fatto di essere, come indubitabilmente e’, vecchia e sorpassata. E’ una Carta che sconta il fatto di essere stata concepita e scritta (con tutti i vizi conseguenti) dopo il e in contrapposizione al fascismo, nella quale l’idea liberale e’ sostanzialmente assente.
Una Carta nata dal compromesso ideologico tra cattolicesimo e marxismo, quanto di peggio possibile.Va riformata?
No, sostituita!

Come?

Attraverso i lavori di una nuova Assemblea Costituente eletta col sistema proporzionale acche’ ogni istanza politica, sociale, ideale e ideologica, per quanto minore, abbia modo di partecipare, di avere voce.

La riforma costituzionale valutata nel merito (parte III)

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Di solito i sostenitori della legge costituzionale ripetono come un mantra due obiettivi enunciati nel suo titolo: la «riduzione del numero dei parlamentari» ed il «contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni». É incontestabile che mentre oggi il Senato della Repubblica si compone di 315 senatori (più i senatori a vita), il nuovo Senato riformato avrà una composizione di 100 senatori. Questi, peraltro — aggiungono i fautori della riforma — proprio perché non sono eletti direttamente dal popolo continueranno a gravare, dal punto di vista dei costi economici, sui Consigli regionali di cui sono rappresentanti.

La riforma costituzionale valutata nel merito (parte II)

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Numerosi articoli della riforma costituzionale, dal 29 al 36, contengono modifiche al Titolo quinto della Parte seconda della Costituzione, ossia al Titolo che riguarda le Regioni, i Comuni e gli altri Enti locali territoriali, ed i loro rapporti con lo Stato.

Mentre finora abbiamo visto che la riforma contiene molte disposizioni scritte in modo pasticciato ed approssimativo, nella parte riferita al Titolo quinto è evidente un più serio lavoro di approfondimento tecnico. Il problema è che una materia come questa non può essere lasciata ai tecnici del diritto.

La riforma costituzionale valutata nel merito

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La prima informazione da dare ai cittadini è che il testo della legge costituzionale che sarà oggetto del Referendum popolare nel prossimo mese di ottobre è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, Serie generale, del 15 aprile 2016, n. 88. Chi ha studiato un po’ di diritto si procuri quel testo e lo legga. In modo da comprendere esattamente di cosa si sta parlando, senza aspettare le interpretazioni e le spiegazioni di commentatori partigiani.

LEGGE ELETTORALE E REFERENDUM COSTITUZIONALE

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Il “disegno deformatore” (legge elettorale+riforma costituzionale) del governo non è accettabile perchè sovverte il principio democratico, posto dalla Costituzione a base della Repubblica. Infatti la legge elettorale conferisce necessariamente, nel più che probabile ballottaggio, il governo nazionale ad una minoranza indeterminata dei voti validi, assegnando ad essa un premio pur’esso indeterminato in seggi sebbene determinato nel totale di 340 deputati (55% di 630-12).

COSTITUZIONE USA: IL XXII EMENDAMENTO CON UNA “IPOTESI DI SCUOLA”

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Il ventiduesimo emendamento alla Costituzione americana così recita:
“Nessuno potrà essere eletto alla carica di Presidente più di due volte, e nessuno che abbia tenuto la carica di Presidente, o abbia agito come Presidente, per più di due anni di un mandato per il quale qualche altra persona era stata eletta come Presidente, potrà essere eletto alla carica di Presidente più di una sola volta.

COSTITUZIONE USA: IL XXII EMENDAMENTO CON UNA IPOTESI DI SCUOLA

Costituzione USA: il XXII emendamento con una ‘ipotesi di scuola’

“Nessuno potrà essere eletto alla carica di Presidente più di due volte, e nessuno che abbia tenuto la carica di Presidente, o abbia agito come Presidente, per più di due anni di un mandato per il quale qualche altra persona era stata eletta come Presidente, potrà essere eletto alla carica di Presidente più di una sola volta.
Questo articolo non si applicherà a chiunque abbia tenuto la carica di Presidente quando questo articolo è stato proposto dal Congresso; ed a chiunque abbia tenuto la carica di Presidente o avrà agito come Presidente nel corso del mandato durante il quale questo articolo diventerà operativo, esso non impedirà di tenere la carica di Presidente o di agire come Presidente nella parte restante di tale mandato.”