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Una storia che si ripete

Nel 2008, la cessione a AirFrance venne bloccata dall’allora centro-destra, innamorato dell’idea di consegnarla a un gruppo di capitani coraggiosi battenti bandiera italiana, sia pure digiuni di aerei e aviazione. Nel 2013 fu il governo Letta a riportare lo Stato, almeno con un piedino, in Alitalia, attraverso un investimento da parte di Poste Italiane.

Nel 2017, dopo che sindacati e azienda (allora il socio forte era Etihad) avevano firmato un accordo per un piano pluriennale che riducesse i costi e provasse a rilanciare la compagnia, i dipendenti votarono contro il progetto. Lo fecero con fredda razionalità: visti i precedenti, era legittimo aspettarsi che lo Stato si precipitasse a salvare l’azienda. Così puntualmente è avvenuto, col governo Gentiloni che ha elargito un «prestito ponte» di 600 milioni di euro (e altri 300 dopo qualche mese). Si era messo in moto un meccanismo che ha reso inevitabile il ritorno alla proprietà pubblica.

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La via dell’inferno è lastricata di buone intenzioni

Quando questo articolo sarà pubblicato, mi auguro che le quaranta persone attualmente imbarcate sulla nave dell’Organizzazione non governativa Sea Watch siano in una condizione meno precaria.

1. Il che non significa che io sia d’accordo con la politica delle ONG. Un’organizzazione non governativa è un’associazione privata. La politica dell’immigrazione non può essere demandata ai privati. Altrimenti, c’è da aspettarsi che, così come oggi ci sono navi che raccolgono persone in mezzo al mare e le trasportano in porti sicuri in Italia, domani ci possano anche essere delle navi che, per realizzare ideali di segno opposto, stiano in mezzo al mare per ricacciare sulla costa dell’Africa i barchini carichi di persone che si avventurano in mare.

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Dall’Europa un bagno di realtà per l’Italia

Nonostante i proclami di vittoria, l’Italia a trazione leghista non avrà vita facile in Europa. Le regole fiscali non cambieranno e incombe l’apertura di una procedura di infrazione da parte della Commissione. Come sarà la prossima manovra di bilancio?

Dopo le elezioni europee

A giudicare dai commenti sul voto europeo, la gigantesca cortina di fumo che ha accompagnato la recente campagna elettorale italiana fatica a diradarsi. Proviamo a fare chiarezza su tre nodi rilevanti.
Com’è era del tutto prevedibile, non c’è stata nessuna straordinaria affermazione dei movimenti sovranisti in Europa e non c’è nessuna possibilità di un’inedita maggioranza tra popolari e populisti di destra al Parlamento europeo.

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Pacate riflessioni su una sconfitta

Nell’ultima puntata della Serie “Il trono di spade”, il personaggio del “Folletto” sostiene che per rendere forte e coeso un Regno non sono sufficienti le armate (la potenza militare), né le ricchezze (la potenza del denaro). L’elemento in più, che fa la differenza, è la circostanza che le persone abbiano una “Storia” comune in cui si riconoscano e che faccia sentire loro di avere uno stesso destino. Il personaggio di “Bran lo spezzato” viene così eletto nuovo re dai lords, proprio in quanto conoscitore, testimone e custode di una “Storia” comune.

Anche il genere “fantasy” può essere una via per aiutare le persone a riflettere, posto che i saggi di filosofia, di politica, di economia, di sociologia, oggi non sono certamente popolari.

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Nikki Haley al posto di Mike Pence? I precedenti

Di quando in quando, comunque di recente, circola negli USA l’ipotesi di una sostituzione nel ticket repubblicano per il 2020.
Non più Mike Pence nel ruolo di aspirante alla conferma quale Vice.
Al fianco di Donald Trump, invece, l’ex Governatore ed ex Ambasciatore all’ONU Nikki Haley.
Ipotesi al momento azzardata, ma non si sa mai.
Guardando al passato, è già accaduto che in vista di un secondo mandato il Presidente uscente abbia sostituito il proprio running mate.
Il primo caso (anomalo visto il sistema elettorale precedente la riforma del 1804 e quindi differente), concerne Thomas Jefferson che ebbe al fianco Aaron Burr nel primo quadriennio e George Clinton nel secondo.
Poi, davvero particolare la circostanza riguardante John Calhoun.
Vice prima di John Quincy Adams e subito dopo, cambiando cordata, del successore Andrew Jackson, fu sostituito da quest’ultimo nel secondo mandato da Martin Van Buren, primo Vice arrivato alla Casa Bianca immediatamente dopo avere esercitato appunto la funzione vicaria.

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1° Premio Nazionale di Cultura Liberale

La letteratura sul liberalismo è sterminata. C’era proprio bisogno di un concorso letterario per aumentarla? Forse sì, perché oggi, almeno in Italia, è di moda vantarsi di essere liberali e di attuare politiche liberali, ma in realtà la conoscenza del pensiero liberale è poco diffusa e superficiale. Il Partito Liberale Italiano ha deciso di promuovere un premio di cultura liberale, di cui riportiamo il bando per chi fosse interessato a partecipare.

Clicca QUI per scaricare il regolamento

Clicca QUI per scaricare il modulo di iscrizione

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IN ATTESA DI UNO SHOCK MERITOCRATICO

Se ci si prende il disturbo di ricercare la parola Meritocrazia sui più comuni motori di ricerca si trovano molti più articoli di critiche al concetto che non di sostegno.

In parte questo succede per alcune ragioni dirette ad un idea di Merito troppo elitaria, in parte perché forse non si conosce troppo bene l’argomento.

Sgomberiamo quindi il campo da equivoci: oggi Meritocrazia ce n’è poca, non solo in Italia, forse in tutto il mondo. In più le complessità e novità del mondo digitale e globale non sempre aiutano a fare in modo che ce ne sia di più.

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Costruzione europea

Il 26 maggio 2019 si svolgeranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo. In cinque anni, il tempo trascorso dalle precedenti elezioni europee tenutesi nel maggio del 2014, il mondo della politica è profondamente cambiato.

1) È cambiata l’Unione Europea. I cittadini del Regno Unito hanno deciso, a maggioranza, che il proprio Stato esca dall’Unione. Il Regno Unito aveva aderito alle Comunità Europee l’1 gennaio del 1973. Aveva preferito però mantenere una posizione distinta e, in particolare, non aveva fatto propria la politica di integrazione monetaria avviata con il Trattato di Maastricht del 1992. Così, mentre la maggioranza degli Stati Membri ha adottato l’euro, moneta circolante dal 2002, a Londra è rimasta la sterlina. Il Regno Unito è parte integrante dell’Europa, dal punto di vista storico e culturale. Molti valori della nostra civiltà hanno fondamento nell’esperienza inglese. Si pensi alle garanzie della libertà personale, già affermate dalla Magna Charta Libertatumdel 1215, e più precisamente normate nell’Habeas Corpus Actdel 1679.

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