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In Venezuela gli asini volano

Perché i CinqueStelle pensano che Maduro sia la vera democrazia?
“Ma lo sai che il compagno Togliatti dice che gli asini volano?” “No, tu menti! Sei tu il solito borghese e servo del capitale che getta fango su Togliatti! Ma verrà un giorno che baffone…” “Non sto mentendo, ecco qui il titolo dell’Unità: il compagno Togliatti dichiara che gli asini volano!” “Beh, in effetti… bassi, ma volano”.
Questa barzelletta, che risale ai tempi d’oro del Pci, quando i compagni leggevano solo l’Unità e prendevano tutto quel che c’era scritto come verità di fede, appare solo relativamente come riferita ad un passato remoto.

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Alitalia ritorna di stato

L’avvio delle trattative di Ferrovie dello Stato con Delta ed Easyjet e la disponibilità del ministero dell’Economia a entrare nel capitale segnano l’ennesimo nuovo inizio per Alitalia. Ma il tempo stringe perché la compagnia continua a perdere soldi.

Alitalia tra trattative e perdite

La riunione del 14 febbraio tra i sindacati e il ministro del Lavoro Luigi Di Maio non è stata molto fruttuosa in termini di dati e numeri sul futuro di Alitalia.

Nel frattempo, il giorno precedente, il gruppo Ferrovie dello stato italiane ha annunciato che sono state avviate le trattative con il vettore tradizionale americano Delta Airlines e con la compagnia britannica low cost Easyjet. L’inizio delle trattative arriva tre mesi e mezzo dopo l’annuncio dell’offerta del gruppo ferroviario italiano per Alitalia.

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NO, IL REDDITO DI CITTADINANZA NON FARÀ CRESCERE I SALARI

Sui social impazza la bufala per cui il Reddito di Cittadinanza (RdC) provocherà un aumento dei salari. La narrazione sovranista può riassumersi così: poiché i lavoratori non saranno più disposti a lavorare per meno di 780€, l’offerta di lavoro diminuirà e le imprese saranno costrette a pagare di più un fattore produttivo scarso. Alcuni arditi si spingono a sostenere che questo processo aumenterà la produttività del lavoro e quindi favorirà l’innovazione. Ma è una truffa:

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Venezuela, ecco chi fa il tifo per Maduro e chi per Guaidó

Il Venezuela è ancora spaccato in due: Guaidó contro Maduro, parlamento contro presidenza. Usa, paesi sudamericani e Regno Unito sono con Guaidó. Russia, Turchia, Cina (e la Cgil in Italia) sono con Maduro. Il Papa prega per le vittime. L’Ue diplomaticamente si limita a invitare al rispetto dei diritti. E dalle favelas e dall’esercito potrebbero esserci sorprese.

Il Venezuela, da due giorni, continua ad avere due presidenti. Il presidente dell’Assemblea Nazionale (il parlamento) Juan Guaidó rivendica il diritto costituzionale di svolgere le funzioni di presidente ad interim, fino a convocazione delle prossime libere elezioni. Il presidente in carica, Nicolas Maduro, denuncia un tentativo di colpo di Stato nei suoi confronti. L’opposizione accusa Maduro di elezioni fraudolente per la sua conferma il 20 maggio 2018 e di aver illegalmente esautorato un parlamento regolarmente eletto. Non è guerra civile, ma quasi. E intanto gli attori politici, nazionali e internazionali, prendono posizione.

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Bergoglio e Conte a sostegno di Maduro

Maduro ha ringraziato tutti coloro che, nei diversi paesi del pianeta, si sono schierati dalla sua parte e non hanno appoggiato lo sfidante Guaidò. La sua gratitudine è andata a chi, a New York, Parigi, Londra, ha manifestato in suo favore. Ma, soprattutto, si è rivolta verso i governi di quei paesi che hanno scelto di non interferire nelle vicende interne del Venezuela preferendo ignorare che la crisi economica, politica e sociale della nazione sudamericana non produce effetti devastanti sono a Caracas ma in tutto il continente americano ed anche in quello europeo. Ma chi sono questi governi, oltre naturalmente a quello castrista di Cuba, che tra Maduro, caudillo erede di Chavez,

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Perché la bufala dei Savi di Sion e quella sul Franco CFA si somigliano molto

Il senatore grillino Lannutti ieri ha riesumato il feticcio antisemita dei Protocolli dei Savi di Sion – feticcio mai completamente sepolto, ma nascosto sotto il tappeto della cattiva coscienza europea – ed è stato costretto a una precipitosa marcia indietro. La denuncia dell’ex capopopolo consumerista traghettato a Palazzo Madama era la solita. Dietro il sistema bancario internazionale c’è un’élite ebraica che domina il mondo attraverso il controllo del denaro.
Nelle stesse ore il suo capo politico Di Maio rilanciava l’accusa di Di Battista contro il franco Cfa come perdurante strumento di dominazione coloniale francese sugli stati africani e come causa diretta di impoverimento e dunque di immigrazione. Lungi dal rinnegare l’accusa, dopo le proteste del governo di Parigi Di Maio l’ha confermatacome una verità scomoda e, malgrado ovviamente l’evidenza stia da tutt’altra parte e confermi che, come minimo, non esiste alcuna correlazione fra Franco Fca e gommoni, visto che gli stati che adottano questa valuta coloniale non sono certo ai primi posti della classifica degli sbarchi in Italia.

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Carige, avanti un altro!

La commedia delle banche: atto III

La vicenda Carige ripercorre la trama di una commedia (meglio sarebbe parlare di dramma) che abbiamo già visto.
– la crisi viene da lontano: la solita Cassa di Risparmio gestita da un padrone assoluto, assalita e spolpata da politici famelici (di tutti i partiti), da imprenditori bravissimi a ottenere crediti e fidi che mai avrebbero potuto restituire, da iniziative strampalate ma utili per avere consenso, da autentici atti da codice penale, già nove anni fa era in situazione difficile. Infatti c’è una richiesta “urgentissima” della Banca d’Italia che imponeva un aumento di capitale e la cessione del ramo assicurazioni; purtroppo, caso strano, quella richiesta era anche “segretissima” e quindi nessuno ne ha saputo nulla e tutto è continuato come prima

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Reddito di cittadinanza: aspettatelo invano

Con la sicumera tipica di chi, come lui, ha mietuto grandi successi nella vita, Luigi Di Maio ha annunciato che da Aprile il reddito di cittadinanza sarà realtà. Sarebbe, pur ridimensionato rispetto alle promesse elettorali, un grande successo per il Movimento 5 Stelle. Sarebbe, ma non sarà: in pratica, la erogazione di questo deprecabile beneficio sarà impossibile prima di molti mesi, che saranno caratterizzati dal caos più assoluto. Vediamo perché.
I beneficiari sembravano fino a ieri 1,4 milioni di famiglie, ora divenute 1,7 (un aggiustamento di oltre il 20% “last minute”, che vuoi che sia).

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