Tag: cartalibera

LINCONL E LA SCHIAVITU’

Anni orsono, negli Stati Uniti, fu pubblicato un saggio a firma dello studioso di colore Lerone Bennett (‘Costretto alla gloria: il sogno bianco di Lincoln’), nel quale si sosteneva che il presidente che portò, a costo di una sanguinosissima guerra civile, alla cancellazione della schiavitù e all’emancipazione dei neri era, in realtà, un razzista solo un poco più astuto degli altri

In sostanza, secondo Bennett, Lincoln avrebbe agito come sappiamo soltanto per minare il potere degli Stati del Sud, mentre sua intenzione era deportare i neri “per rendere l’America bianca come un giglio” (queste, le parole che avrebbe pronunciato al riguardo).

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NAPOLITANO? MA QUANTE VOLTE HA CAMBIATO IDEA?

Certo, si dice che solo gli imbecilli non cambino mai idea.
Ma come definire quelli che le cambiano tutte (tutte) a seconda di come tira il vento?
Un esempio a caso: Giorgio Napolitano.
Fu fascista in gioventù, ma cambiò appunto idea quando il fascismo cadde.
Fu comunista dal dopoguerra al 1991, ma cambiò idea quando il PCI si sciolse.

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LiberaTv – 25 Aprile 2014 – LA PASSIONE PER LA LIBERTA

25 Aprile 2014 – LA PASSIONE PER LA LIBERTA – Da un incontro tra organizzazioni liberali è scaturita una mozione programmatica comune, che si propone di sensibilizzare opinione pubblica e rappresentanti istituzionali sulla necessità di introdurre un programma minimo di riforme liberali. – QUI l’intervento di Edoardo Croci alla conferenza stampa.

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LO SPIRITO DEL ’94

Sento dire sempre più spesso che se il centro-destra vuole uscire dall’angolo, deve tornare allo “spirito del 94”.
Sono d’accordissimo.
Ma siccome è passata quasi una generazione, e i protagonisti dell’auspicato revival dovranno essere per forza di cose uomini e donne nuovi, forse può essere utile che una persona che ha vissuto quel periodo in prima linea spieghi alle nuove leve che cosa c’era ieri e temo invece che manchi oggi.

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UNA DIVERSA GESTIONE DEL PATRIMONIO ARTISTICO

Nella leggenda epica della rivoluzione francese non c’è quasi nulla di vero. Quei sovrani assoluti che sarebbero stati Luigi XIV, Luigi XV e Luigi XVI non sono mai esistiti, la censura sui libri proibiti come Les Mèmoires di Madame du Barry – e, curiosamente, come L’an 2440 di Mercier – erano aggirate da edizioni clandestine stampate ad Anversa o a Neuchatel e disponibili nei retri di tutti i librai, tutte le mattine circolavano nei caffè e nei bistrot nuovi epigrammi sulla vita segreta di Versailles, epigrammi che la polizia raccoglieva nei suoi rapporti quotidiani senza arrestare nessuno, e alla fin dei conti il 14 luglio la Bastiglia era praticamente vuota, forse sette detenuti di rango.

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IN RICORDO DI G. FAVA

Il giorno di Pasqua è mancato Claudio G. Fava. Ne sono addolorato e ne sento già la mancanza.
Claudio G. Fava è stato forse il più grande critico cinematografico italiano del dopoguerra. Ha influenzato la cultura ed i gusti di almeno due generazioni di italiani. In RAI dal 1970 al 1994 ha avuto la responsabilità della programmazione dei film e poi anche dei telefilm (tra i successi importati Beatiful e l’Ispettore Derrick).

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IL GLORIOSO ESERCITO AMERICANO

Per un attimo o poco più, nel corso della seconda settimana di combattimenti nella Guerra contro l’Iraq, da parte di molti osservatori, visto il forte rallentamento (se non il blocco) delle armate americane lanciate verso Bagdad, si è temuto (e, in qualche caso, sperato) che il conflitto potesse trasformarsi in una logorante guerra di posizione e si è paventato che il comandante della spedizione, generale Tommy Franks, avesse sbagliato alla grande calcoli, tattica e strategia.

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