Tag: cartalibera

Deficit, pensioni anticipate, condoni. Quale cambiamento? È l’Ancien Régime

Se qualcuno volesse scrivere con spirito di verità la storia del trapasso della Prima nella cosiddetta Seconda Repubblica e l’ordalia di Tangentopoli dovrebbe, in primo luogo, indagare le ragioni della coincidenza tra il default dello Stato e quello del sistema politico, cioè tra la fine del credito riconosciuto dai mercati al nostro debito pubblico e alla nostra moneta e quello del popolo per i partiti che, dall’inizio del secondo dopoguerra, avevano governato la democrazia italiana.

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Chi ha fatto sparire Khashoggi?

Che fine ha fatto Jamal Khashoggi? A questa domanda dovrebbe essere il Qatar a rispondere. Infatti, il giornalista saudita scomparso a Istanbul sembra essere rimasto vittima dell’ennesima trama imbastita dal regime di Doha con i suoi fedeli esecutori appartenenti all’internazionale islamista della Fratellanza Musulmana, che ha attualmente nella Turchia del Sultano Erdogan il suo principale avamposto geopolitico e la sua principale base operativa.

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Le ultime dalla Siria

Dopo che la contraerea del regime di Damasco, con un missile russo, ha abbattuto un aereo russo per errore, i russi hanno regalato ad Assad i nuovi sistemi anti-aerei S-300. “E se gli abbattiamo un altro aereo cosa ci regaleranno?”, si chiede Bashar al Assad in una vignetta israeliana. Nello Stato ebraico, la cosa preoccupa, ma per lo meno ci si scherza anche sopra.
Il più recente maggior sviluppo bellico in Siria è la tregua, già fragile in partenza, nella sacca di Idlib. Anche in quel caso, il cessate il fuoco con i ribelli di Idlib è stata preceduta da una serie di notizie surreali, secondo cui i russi accusavano gli americani di prepararsi ad accusare Assad sull’uso di armi chimiche.

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Compagnie aeree: chi non innova resta a terra

Alitalia, Air Berlin, Ryanair e Monarch: cosa hanno in comune queste quattro compagnie aeree in crisi? I modelli di business sono diversi, così come le dimensioni. Ma condividono il fatto di non aver saputo adeguarsi alle nuove richieste del mercato.
Quattro compagnie, quattro crisi diverse
Grandi turbolenze hanno interessato i cieli delle compagnie aeree europee negli ultimi mesi.

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USA: alcolici e indipendenza

Astemio.
Sono assolutamente astemio.
Da sempre.
Non è che prima bevessi e adesso no.
Di più – e non chiedo affatto scusa – considero i bevitori dei perfetti imbecilli.
Certo, c’è di peggio.
Per esempio i drogati.
Starei per dire, anche i tatuati.
Perfino, i padroni di cani portati in giro senza museruola.
E se penso al fatto che un numero infinito di imbecilli è alcolizzato, drogato, tatuato e magari possiede anche un cane…
Ciò detto, la voglia – non l’inesistente anche se sbandierata necessità – di bere ha storicamente avuto conseguenze particolarmente importanti in determinate circostanze.
Per esempio, quanto alla nascita degli Stati Uniti d’America.

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Tagli alle pensioni, d’oro non c’è niente

In questi giorni di ferragosto appaiono (al solito) le prime anticipazioni sulla manovra di settembre e, con altrettanta puntualità, le indiscrezioni sulle modifiche alle pensioni.
Quest’anno i 5Stelle puntano a quello che è uno dei loro cavalli di battaglia: i tagli delle “pensioni d’oro” (definizione giacobina e aizzapopoli, che i media, se avessero spirito critico, dovrebbero rifiutare, come facciamo noi).
Ma loro agiscono alla loro maniera: più una mossa elettorale per dimostrare ai loro elettori di aver adempiuto alle promesse che una operazione seria e meditata.
Infatti quanto previsto (il taglio delle pensioni oltre i 4000 euro con riferimento al momento dell’andata in pensione) è inattuabile, incostituzionale e ingiusto.

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Domeniche senza acquisti: un vantaggio per pochi

l divieto di apertura domenicale dei negozi favorisce i piccoli commercianti e una parte dei lavoratori. Danneggia però i consumatori, che sono una platea molto più vasta. Il governo dovrebbe perciò considerare le conseguenze sul benessere collettivo.

Obbligo di chiusura

Fa discutere, in questi giorni, l’intenzione dichiarata dalla maggioranza di governo di abrogare la liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali introdotta dal governo Monti nel 2011. In pratica, il governo vuole reintrodurre l’obbligo di chiusura domenicale o, almeno, porre forti vincoli alle aperture (si parla di un massimo di 25 per cento degli esercizi con facoltà di apertura domenicale per ogni settore merceologico).

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Più che nazionalizzare qui bisogna normalizzare

Non serve la nazionalizzazione per mettere ordine nelle autostrade. Il modello con un gestore soggetto a regolazione è ancora valido. Purché si cambi radicalmente la regolazione, riconducendola a quella di altri settori regolamentati.

La vendita della Società autostrade

Per mettere nella giusta prospettiva il dibattito sulle concessioni autostradali, conviene innanzi tutto ricordare cosa avvenne al momento della vendita del 1999-2000 sotto il governo D’Alema. A quel tempo, l’Iri deteneva circa l’86 per cento della Società autostrade, che mise in vendita in due tranche: la quota di controllo (il 30 per cento) fu ceduta a un investitore singolo, con l’idea di avere un “nocciolo duro” stabile, il resto al “mercato”, ossia investitori piccoli e grandi, ma comunque con quote di minoranza.

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