Tag: cartalibera

Ricette sbagliate e cattivi maestri: la patrimoniale di Landini

In una lunga intervista su Repubblica, il capo della Cgil Maurizio Landini invoca una grande patrimoniale (la chiama “tributo di equità contro le disuguaglianze”) per finanziare “un piano straordinario di investimenti pubblici e privati”. Quale gettito si aspetta Landini? “I conti si faranno ma credo una quantità tale da consentire un vero piano di sviluppo”. E perché attingere proprio ai risparmi degli italiani? “Basta aprire gli occhi per vedere come le disuguaglianze siano cresciute enormemente”.
La proposta di Landini fa venire in mente l’aforisma di Henri Louis Mencken: “per ogni problema complesso esiste una risposta chiara, semplice e sbagliata”.

Share

Gli appalti in Italia: da un estremo all’altro

Passare da un estremo all’altro: un approccio ideologico e propagandistico che non risolve nulla

Negli scorsi anni per contrastare la corruzione ormai dilagante si è varato il “codice degli appalti”: un armamentario cervellotico di norme, una specie di labirinto in cui, grazie anche ad autentici errori lessicali, ogni amministrazione, specie quelle più piccole e meno attrezzate, si perdeva e rinunciava ad appaltare i lavori.
Questo ha indubbiamente portato a una paralisi progressiva degli investimenti e a una situazione quasi fallimentare le imprese costruttrici italiane.

Share

Vi presento il prossimo presidente degli Stati Uniti

Pete Buttigieg, 37 anni, faccia da bravo ragazzo, tutto quello che può vantare è di aver fatto bene il Sindaco di South Bend, Indiana, una città poco più grande di Cinisello Balsamo: forse un po’ poco per candidarsi anche solo a Governatore del suo Stato, ma lui punta a diventare Presidente degli Stati Uniti. E ce la può fare, perché tra gli oltre venti personaggi di quell’incredibile “reality” che sono le primarie democratiche per le elezioni presidenziali del 2020, sembra essere l’unico con un “quid”.

Share

Carabinieri do it better

“Voglio andare a Linate, non voglio vedere nessuno per chilometri, ho 50 bambini in ostaggio, è pieno di gasolio”.
La risposta negli USA sarebbero stati elicotteri, preevacuazione di aeroporto e autostrada, 14 negoziatori idioti che litigano tra di loro, 400 SWAT armati di bazooka a distanza; appena possibile crivellano di colpi l’autista e nel farlo uccidono sei bambini e un insegnante. L’autobus prende fuoco e ne muoiono altri 19. Segue guerra preventiva a una nazione a caso. 
Risposta francese: scoprono che il fatto è vero quando ormai l’autobus è a Linate e ha fatto schiantare un aereo in fase di atterraggio. Cominciano a litigare sulla competenza territoriale, il giudice telefona a Macron che telefona al suo consulente d’immagine che telefona al giudice, alla fine il pazzo sfonda il blocco davanti all’aeroporto, investe quattro agenti di polizia, gli altri aprono il fuoco e tutti muoiono crivellati nell’autobus. In Russia o in Israele neanche a 
parlarne. 

Share

Ritorno al passato in nome dell’acqua pubblica

È stato presentato in Parlamento un disegno di legge che si propone di “attuare il referendum del 2011”. Se approvato, capovolgerebbe l’intero assetto della riforma dei servizi idrici del 1994. Proprio ora che se ne incominciavano a vedere i frutti.

Il Ddl per “attuare il referendum del 2011”

C’è qualcosa di nuovo oggi in Parlamento. Anzi, d’antico: un disegno di legge con una lunga lista di firmatari, capofila Federica Daga, si propone di “attuare il referendum del 2011”, capovolgendo così l’intero assetto della riforma dei servizi idrici avviata nel 1994.
Il disegno di legge prevede infatti l’affermazione dell’acqua come “bene comune” (concetto ignoto al nostro ordinamento giuridico) e del servizio idrico come privo di rilevanza economica, erogato secondo una logica di puro bisogno, come la sanità o l’istruzione; il ritorno alle aziende speciali di diritto pubblico, senza attendere la scadenza degli affidamenti esistenti, ma subito, grazie a un “fondo per la ripubblicizzazione” finanziato dalla fiscalità; il ritorno di ogni decisione in capo ai consigli comunali; manager di nomina politica; il ritorno degli investimenti alla fiscalità generale; l’erogazione gratuita di 50 litri al giorno pro-capite, anche a chi non ne ha bisogno; l’abolizione delle autorità di regolazione indipendenti e il ritorno delle competenze in materia tariffaria al ministero dell’ambiente; la fiscalizzazione dei debiti sin qui contratti.

Share

In Venezuela gli asini volano

Perché i CinqueStelle pensano che Maduro sia la vera democrazia?
“Ma lo sai che il compagno Togliatti dice che gli asini volano?” “No, tu menti! Sei tu il solito borghese e servo del capitale che getta fango su Togliatti! Ma verrà un giorno che baffone…” “Non sto mentendo, ecco qui il titolo dell’Unità: il compagno Togliatti dichiara che gli asini volano!” “Beh, in effetti… bassi, ma volano”.
Questa barzelletta, che risale ai tempi d’oro del Pci, quando i compagni leggevano solo l’Unità e prendevano tutto quel che c’era scritto come verità di fede, appare solo relativamente come riferita ad un passato remoto.

Share

Alitalia ritorna di stato

L’avvio delle trattative di Ferrovie dello Stato con Delta ed Easyjet e la disponibilità del ministero dell’Economia a entrare nel capitale segnano l’ennesimo nuovo inizio per Alitalia. Ma il tempo stringe perché la compagnia continua a perdere soldi.

Alitalia tra trattative e perdite

La riunione del 14 febbraio tra i sindacati e il ministro del Lavoro Luigi Di Maio non è stata molto fruttuosa in termini di dati e numeri sul futuro di Alitalia.

Nel frattempo, il giorno precedente, il gruppo Ferrovie dello stato italiane ha annunciato che sono state avviate le trattative con il vettore tradizionale americano Delta Airlines e con la compagnia britannica low cost Easyjet. L’inizio delle trattative arriva tre mesi e mezzo dopo l’annuncio dell’offerta del gruppo ferroviario italiano per Alitalia.

Share

NO, IL REDDITO DI CITTADINANZA NON FARÀ CRESCERE I SALARI

Sui social impazza la bufala per cui il Reddito di Cittadinanza (RdC) provocherà un aumento dei salari. La narrazione sovranista può riassumersi così: poiché i lavoratori non saranno più disposti a lavorare per meno di 780€, l’offerta di lavoro diminuirà e le imprese saranno costrette a pagare di più un fattore produttivo scarso. Alcuni arditi si spingono a sostenere che questo processo aumenterà la produttività del lavoro e quindi favorirà l’innovazione. Ma è una truffa:

Share