Tag: carta libera

SOCIALISTI, EBREI, RIVOLUZIONARI: LA STORIA DEL BUND

unnamed

Questo interessantissimo volume scritto da Massimo Pieri e recentemente pubblicato dall’editore Mimesis tratta di un argomento sicuramente poco noto ai lettori italiani, ma non per questo meno importante per la storia del socialismo rivoluzionario: il Bund, ovverosia l’Unione dei Lavoratori Ebrei di Russia, Polonia e Lituania e cioè il movimento socialista rivoluzionario ebraico, fondato a Vilna (Vilnius) nell’ottobre del 1897, molto attivo nelle province nord occidentali dell’impero zarista ad altissima presenza ebraica askenazita e decisivo anche per la nascita di poco successiva, nel marzo del 1898, del Partito Operaio Socialdemocratico Russo (POSDR).

Statua dedicata a Piero Chiara e a Guido Morselli

Piero_Chiara

Comunicato

di Mauro della Porta Raffo nella veste di presidente d’onore della ‘Associazione Culturale Varesepuo’, Società Varesina di Lettere, Arti e Scienze’.

Varesepuo’, Società Varesina di Lettere, Arti e Scienze, per iniziativa del Presidente d’onore MdPR, ha in progetto di realizzare un gruppo scultoreo che rappresenti Piero Chiara e Guido Morselli intenti a questionare – come accadeva – seduti a un tavolino del mitico e storico Caffè Zamberletti, in corso Matteotti a Varese.
A tale fine, a partire da sabato 26 agosto darà il via a una raccolta fondi.
Molte (conferenze, dibattiti, aste, concerti, recital e quant’altro) le iniziative che vedranno coinvolti attori, cantanti, giornalisti, scrittori, saggisti, eccetera.
Più avanti, le varie iniziative saranno debitamente preannunciate.
Peraltro, dal predetto sabato 26 agosto, ogni fine settimana settembre compreso, dalle ore 10.30 alle 12.30, possibilmente nello stesso corso Matteotti e comunque in zona centro, Mauro della Porta Raffo sarà presente, al fine della raccolta fondi, con due diverse proposte.

Il Centro Pannunzio di Torino protagonista dell’ultimo libro di Quaglieni.

Quaglieni_Pannunzio

Pier Franco Quaglieni ha scritto un agile saggio, titolato Figure dell’Italia civile (Torino, Golem Edizioni, 2017), per spiegare il senso dell’attività del Centro “Mario Pannunzio” di Torino, operante dal 1968, e per testimoniare il proprio personale impegno quale direttore generale del predetto Centro.

Le iniziative culturali promosse dal Centro Pannunzio, in un tempo lungo quasi mezzo secolo, hanno visto il concorso di tanti intellettuali, prevalentemente di orientamento liberaldemocratico, ma anche di diversa formazione politico-culturale, in quello spirito di rispetto reciproco, di dialogo, di tolleranza, di amore per la cultura, che sono le manifestazioni caratterizzanti una mentalità davvero liberale. Quaglieni ricorda ora alcuni di questi intellettuali, le cui storie personali hanno incrociato, in modi diversi, la vicenda del Centro Pannunzio. Per la precisione, si tratta di diciannove ritratti: i protagonisti sono indicati secondo l’ordine cronologico di nascita, per non far torto ad alcuno, e raccolti sotto la comune dicitura di “Maestri e amici”. Nella prima parte del libro, Quaglieni include altri undici ritratti, di personalità che hanno avuto particolare influenza su di lui. Come scrive nella Premessa, «riguardano maestri che, per ragioni anagrafiche, non ho conosciuto direttamente, ma che hanno influito profondamente sulla mia vita di giovane e poi di studioso». In questo caso ha scelto, come denominazione comune, l’espressione “Le radici”.

I messaggi di Franklin D. Roosevelt a Hitler e Mussolini

birdsof1

Franklin Delano Roosevelt, avvocato, entrato in politica nel 1910, fu prima eletto senatore democratico dello Stato di New York ed in seguito nominato sottosegretario di Stato alla Marina dal presidente Wilson, incarico che mantenne dal 1913 al 1920.

Nel 1921, a trentanove anni, fu colpito da una forma di poliomielite agli arti inferiori che lo obbligò da allora sulla sedia a rotelle, ma continuò a impegnarsi strenuamente nell’ambito del suo partito divenendo nel 1928 governatore dello Stato di New York, carica in cui sarà riconfermato nel 1930.

Alla fine di novembre 1932 fu eletto presidente degli Stati Uniti, battendo largamente Hoover.

Entrato in carica nel marzo 1933 mise in opera un complesso programma di riforme economiche e sociali, note col nome di New Deal, che si estenderanno lungo gli altri suoi due successivi mandati, per risollevare il Paese dalla grande depressione del 1929 fino alla piena ripresa dell’economia nel 1939.

Rieletto per la terza volta alla presidenza alla fine del 1940, si adoperò instancabilmente per allontanare lo spettro della guerra che le politiche ed i discorsi infuocati di Hitler già nel 1938 facevano temere, inviando messaggi di pace al capo del Reich e poi anche a Mussolini.