Tag: america

Donald Trump, un anno dopo. Bilanci e incognite

Il 20 gennaio 2017 il tycoon giurava da presidente. E sta finendo il periodo in cui il capo della Casa Bianca ha le briglie più sciolte, non condizionate da scadenze elettorali: il 6 novembre c’è il voto di Midterm

Un anno e mezzo. Una volta eletto per il primo mandato, il presidente degli Stati Uniti ha un anno e mezzo, diciotto mesi, per governare. Per governare senza eccessivi lacci e impedimenti. Senza essere condizionato da scadenze elettorali. Trascorso tale periodo, avvicinandosi le Mid Term Elections, tutto cambia. I doveri nei confronti dei parlamentari «amici» nonché del partito stesso viepiù prevalgono e vincolano. Non che nel predetto periodo «aureo» possa il Capo dello Stato Usa fare davvero quello che vuole.

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Papa Francesco parla al congresso Usa

I discorsi, tenuti dal papa in occasione della visita negli Stati Uniti, hanno evidenziato una serie di preoccupazioni decise, che intervengono inevitabilmente in modo diretto in seno al dibattito politico americano.

In particolare, Francesco si è concentrato su alcuni punti da sempre centrali nell’ambito del suo pontificato: punti, che hanno assunto ulteriore risonanza, data l’occasione e il luogo in cui sono stati ribaditi.

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USA: elezioni presidenziali

L’attenta osservazione dei risultati elettorali naturalmente generali ma altresi’ Stato per Stato nel trascorrere del tempo consente di vedere con precisione, di cogliere i momenti decisivi della storia americana per quanto riguarda il susseguirsi dei diversi ceti sociali al potere nel Paese e la geopolitica.

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John Kasich, il diciassettesimo GOP

Le jeux sont fait.
Martedì scorso ha avuto luogo la discesa in campo del governatore dell’Ohio, John Kasich, in vista delle primarie repubblicane del 2016.
Lo ha fatto con un discorso tenuto a Columbus, in cui ha sostenuto la volontà di farcela contro tutto e tutti, mirando quindi a proporsi come un outsider deciso e coraggioso.

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USA/CUBA: LO STATO DELLE COSE AL 3 GIUGNO 2015

Il 2 giugno a L’Avana, per la prima volta nella storia, si è svolta una partita di calcio tra una squadra Usa, i Cosmos di New York, e la nazionale cubana.
L’incontro, cui ha assistito anche il leggendario giocatore brasiliano Pelé, è stato vinto dagli americani per 4-2, ma il risultato in questo caso non contava nulla.
L’evento, infatti, è stato un classico esempio di footbal diplomacy, il cui scopo era celebrare il processo di normalizzazione tra gli Stati Uniti e la Cuba di Raúl Castro (fratello di Fidel), antagonisti sin dalla Guerra Fredda.

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BREVE STORIA DELLE ELEZIONI AMERICANE

Cinquanta semidei – Dal 1789 – anno nel quale fu per la prima volta eletto George Washington – al 1820 incluso, la contesa per la conquista della Casa Bianca ebbe luogo nell’ambito di un ristretto gruppo di gentiluomini tutti bene o male appartenenti alla vecchia aristocrazia americana.
Persone che avevano compiuto pressappoco il medesimo percorso, prima di tutto culturale, le quali si contrapponevano su basi ideali nell’intento di costituire e in seguito consolidare le fondamenta del nuovo Stato.

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