USA: Il ‘caso Jewell’

Implicazioni relative alla ‘Linea di successione presidenziale’ e connessioni quanto al ‘Sopravvissuto designato’

Non che sia accaduto solo a Sarah Margaret ‘Sally’ Jewell Roffey, no.
Ma esaminare il caso che la riguarda dà modo di articolare in merito ad alcune specificità costituzionali e legali USA di qualche notevole conto.
Orbene, ‘Sally’, nel corso del secondo mandato presidenziale di Barack Obama, ha ricoperto l’incarico di Segretario (Ministro, nel nostro gergo politico) agli Interni.
Orbene, ‘Sally’, in origine inglese e dipoi naturalizzata, non è per tale ragione, ovviamente, cittadina americana dalla nascita.

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Cactus Jack

Quindici giorni prima del novantanovesimo compleanno.
Ok, John Nance Garner, da tutti conosciuto come ‘Cactus Jack’, non sarà l’uomo politico USA di livello nazionale vissuto più a lungo (record che spetta all’ex candidato a White House – nel 1948, per i ‘Dixiecrats’ – James Strom Thurmond, in carica come senatore addirittura a cento anni suonati) ma, essendosi accomiato alla bella età suindicata, resta il Vice Presidente più longevo.
Non che lo si debba ricordare e magari celebrare solo per questo.
Texano nato a Detroit (sapevate che nello Stato della Stella Solitaria c’è un paesino che si chiama così?), il ruvido Garner si guadagnò sul campo il soprannome ‘Cactus’ giostrando con bella sagacia e determinazione prima a livello statuale e poi a quello federale.

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L’UNIONE EUROPEA VERSO IL SUICIDIO

I disastri causati dall’ultimo conflitto mondiale spinsero nel dopoguerra i principali paesi dell’Europa occidentale alla creazione della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, prima (1951), e nel 1958 all’istituzione della Comunità Economica Europea (la C.E.E).

Questa, grazie ai successi ottenuti, si è man mano allargata tanto che ora ne fanno parte ben 28 Stati.

Gli indubbi progressi conseguiti si sono tradotti in benessere per le popolazioni degli Stati membri ed in stabilità anche se, in questi ultimi anni, a causa delle differenze economico-sociali presenti tra i paesi aderenti ed al loro numero, che rende macchinoso il processo decisionale, i problemi sono aumentati.

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Quale sarà il prossimo obiettivo degli attacchi degli integralisti mussulmani?

Fin dal 2012 (v. Cartalibera del 24 settembre) segnalammo il pericolo.
Analizzammo poi le origini dottrinarie e storiche del fenomeno (v. ibidem del 4-7- 2015 e del 29-11-2015) e non mancammo in altri scritti d’invitare i Governi Occidentali ad interventi decisi laddove infuriava la guerra generatrice dei flussi di profughi e dell’esodo dei Cristiani dal Medio Oriente.
Ma fummo una delle tante “voces clamantes in deserto”.

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“Ed il massacro continua…”

Ogni giorno leggiamo di naufragi nel mare prospiciente le coste turche o quelle italiane.
I contrabbandieri turchi o libici continuano ad arricchirsi.
I Governi balcanici e quello austriaco chiudono le frontiere.
Ankara utilizza i poveri fuggiaschi come arma d’ignobile ricatto onde strappare all’Unione Europea ancora aiuti pecuniari e l’adesione alla Comunità Europea forse promessa a quattrocchi dall’ ineffabile Cancelliere in occasione della sua visita nella capitale turca.

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Lettera dall’Iraq (3)

Gentile giorgio, Il viaggio in Iraq della scorsa settimana sembra lontano. Eppure è già il momento, per tutto noi, di fare qualcosa di concreto per tutte le persone che abbiamo incontrato laggiù, persone perseguitate per la loro fede cristiana.
Il Parlamento Europeo, qualche settimana fa, ha deliberato ufficialmente la denominazione di “genocidio” riguardo alle violenze subite dalle minoranze religiose dal cosiddetto “Stato Islamico”. Si tratta di una tragedia che vede migliaia di morti e centinaia di migliaia di rifugiati, oltre che di atrocità quotidiane e disprezzo per i più elementari diritti umani.

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