Orari dei negozi. Promemoria per il parlamento

Un nuovo Focus IBL sulla proposta di limitare le aperture domenicali degli esercizi commerciali

Da otto anni, i negozi, ovunque si trovino, qualsiasi prodotto vendano, di qualsiasi dimensione siano, possono scegliere a che ora e in quali giorni stare aperti o chiusi.
La libertà di scegliere l’orario di apertura e chiusura ha permesso ai negozianti di venire incontro alle esigenze dei clienti: in questi anni, due italiani su tre hanno preso l’abitudine di fare la spesa la domenica. 
Il ritorno alle chiusure domenicali è una delle promesse del M5S, molto cara al vice Presidente del Consiglio di Maio e sostenuta dalla Lega fin dall’inizio dell’attuale governo.

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Austerità: quando funziona e quando no

L’austerità basata sulla riduzione della spesa pubblica costa meno in termini di crescita di quella fondata sull’aumento delle entrate. Lo spiega, con un’analisi rigorosa, il libro di Alberto Alesina, Carlo Favero e Francesco Giavazzi in uscita per Rizzoli.

Una medicina necessaria

Esce il 29 gennaio, Austerità, un libro scritto da Alberto Alesina, Francesco Giavazzi e da me. Vorrei dare ai lettori de lavoce.info la mia visione del libro e del suo messaggio generale, costruito nei lunghi anni di lavoro sui dati dei piani di aggiustamento fiscale realizzati dai vari paesi Oecd nell’ultimo quarantennio.

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Perché la bufala dei Savi di Sion e quella sul Franco CFA si somigliano molto

Il senatore grillino Lannutti ieri ha riesumato il feticcio antisemita dei Protocolli dei Savi di Sion – feticcio mai completamente sepolto, ma nascosto sotto il tappeto della cattiva coscienza europea – ed è stato costretto a una precipitosa marcia indietro. La denuncia dell’ex capopopolo consumerista traghettato a Palazzo Madama era la solita. Dietro il sistema bancario internazionale c’è un’élite ebraica che domina il mondo attraverso il controllo del denaro.
Nelle stesse ore il suo capo politico Di Maio rilanciava l’accusa di Di Battista contro il franco Cfa come perdurante strumento di dominazione coloniale francese sugli stati africani e come causa diretta di impoverimento e dunque di immigrazione. Lungi dal rinnegare l’accusa, dopo le proteste del governo di Parigi Di Maio l’ha confermatacome una verità scomoda e, malgrado ovviamente l’evidenza stia da tutt’altra parte e confermi che, come minimo, non esiste alcuna correlazione fra Franco Fca e gommoni, visto che gli stati che adottano questa valuta coloniale non sono certo ai primi posti della classifica degli sbarchi in Italia.

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Carige, avanti un altro!

La commedia delle banche: atto III

La vicenda Carige ripercorre la trama di una commedia (meglio sarebbe parlare di dramma) che abbiamo già visto.
– la crisi viene da lontano: la solita Cassa di Risparmio gestita da un padrone assoluto, assalita e spolpata da politici famelici (di tutti i partiti), da imprenditori bravissimi a ottenere crediti e fidi che mai avrebbero potuto restituire, da iniziative strampalate ma utili per avere consenso, da autentici atti da codice penale, già nove anni fa era in situazione difficile. Infatti c’è una richiesta “urgentissima” della Banca d’Italia che imponeva un aumento di capitale e la cessione del ramo assicurazioni; purtroppo, caso strano, quella richiesta era anche “segretissima” e quindi nessuno ne ha saputo nulla e tutto è continuato come prima

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Reddito di cittadinanza: aspettatelo invano

Con la sicumera tipica di chi, come lui, ha mietuto grandi successi nella vita, Luigi Di Maio ha annunciato che da Aprile il reddito di cittadinanza sarà realtà. Sarebbe, pur ridimensionato rispetto alle promesse elettorali, un grande successo per il Movimento 5 Stelle. Sarebbe, ma non sarà: in pratica, la erogazione di questo deprecabile beneficio sarà impossibile prima di molti mesi, che saranno caratterizzati dal caos più assoluto. Vediamo perché.
I beneficiari sembravano fino a ieri 1,4 milioni di famiglie, ora divenute 1,7 (un aggiustamento di oltre il 20% “last minute”, che vuoi che sia).

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La Libia, Gheddafi e l’Italia

Cosa abbiamo guadagnato e cosa abbiamo ottenuto con la mediazione, a Palermo, fra le due principali fazioni in lotta nella guerra civile di Libia? C’è chi dice che sia stato un flop, concentrando l’attenzione sulla plateale uscita di scena della Turchia, che ha abbandonato il tavolo negoziale. C’è chi, invece, sottolinea il successo del primo summit libico promosso dall’Italia, dopo anni in cui ci siamo limitati a seguire la politica di potenze più attive nell’area, quali Francia e Usa.
La vera domanda, è: perché prima non eravamo noi a gestire la crisi libica? Tutto sommato è l’Italia la potenza ex coloniale nel paese nordafricano. È l’Italia che ha la maggiore e più lunga esperienza negli affari libici. È sempre l’Italia la nazione europea geograficamente più vicina. Eppure siamo quasi del tutto esclusi dalla gestione della crisi libica post-Gheddafi.

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