IUS SANGUINIS E IUS SOLI ?

Qualche settimana fa , il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, durante una cerimonia dedicata ai “Nuovi cittadini italiani” ha parlato di concedere la cittadinanza italiana ai figli degli immigrati che nascono in Italia ed ha usato parole molto forti in questo senso. “Negarla è un’autentica follia , un’assurdità. I bambini hanno questa aspirazione”.

In sostanza ha  indicato e proposto il principio dello ius soli (cioè l’acquisizione della cittadinanza del luogo di nascita), rispetto allo ius sanguinis, legato all’origine dei genitori, come prevede oggi la legge.

Ovviamente dovrà essere il Parlamento a legiferare in materia.

Sull’argomento, se non mi sbaglio,  ci sono già 28  proposte di legge presentate in questa legislatura sull’argomento della cittadinanza italiana da concedere agli stranieri. : 19 alla  Camera dei Deputati e 9 al Senato.

Le proposte di legge presentate dal Pd, dall’Udc e dal Fli sostengono la tesi dello “ius soli” , sia pure con diverse varianti. Il diritto a richiedere la cittadinanza, in alcune proposte,  scatterebbe dopo cinque anni di residenza nel nostro Paese, in altre in modo quasi automatico.  Il Pdl invece chiede un minimo di dieci anni di residenza e obbligo , per chi chiede la cittadinanza, di frequentare un corso annuale di storia e cultura italiana.

Alcuni parlamentari del Pdl ( ad es. l’ex ministro Mara Carfagna, e la Souad Sbai) sarebbero, in linea di principio, d’accordo con Napolitano. La proposta della On. Souad Sbai (di origine marocchina) prevede però la concessione della cittadinanza al termine di un ciclo scolastico.

Comunque la questione del contendere è il tempo minimo di residenza in Italia.

La Lega invece è insorta . L’euro deputato Mario Borghezio ha dichiarato : “ La tolleranza e la disponibilità all’integrazione sono una cosa, lo stravolgimento delle nostre tradizioni giuridiche è del tutto inaccettabile e viola uno dei capisaldi giuridici della nostra identità”. Lo stesso ex ministro Maroni ha aggiunto : “E’ uno stravolgimento dei principi costituzionali, riconoscere la cittadinanza solo perché nati qua, sarebbe una calamita. La prossima ondata dal Nord Africa si tradurrebbe in decine, centinaia di migliaia di cittadini italiani.”.

Ora cerchiamo di esaminare il problema con toni civili, senza demagogie populiste o alzare barricate ideologiche.

Da dati rilevati da Caritas-Migrantes 2009, i minori residenti sono 932.675,  i residenti stranieri di seconda generazione (per lo più bambini e ragazzi nati in Italia) sono 572.720 e i bambini nati da entrambi genitori stranieri  , nel 2009, sono 77.148 (13% di tutte le nascite).

Come funziona all’estero ?

In diversi Paesi europei (sicuramente  la maggioranza) vige  lo ius sanguinis, però le norme sono spesso più morbide di quelle vigenti in Italia. Ovviamente le norme sono diverse a seconda dei Paesi. (facilitazioni; permessi di residenza permanenti; numero di anni di residenza dei genitori; ecc.). Lo ius sanguinis poi è adottato anche da quei paesi interessati da una forte emigrazione storica , come il nostro Paese o l’Irlanda, e questo per tutelare i diritti dei discendenti degli emigrati.

L’eccezione invece , in Europa, è la Francia, dove vige lo ius soli da moltissimi anni. E’ adottato anche da Paesi extra-europei caratterizzati da una forte immigrazione (ad es. Stati Uniti, Argentina, Brasile, Canada).

L’argomento è sicuramente importante, perché ci sono molti bambini che vanno nelle nostre  scuole, parlano la nostra lingua, e forse non sono mai stati nel Paese d’origine dei genitori .Per avere la cittadinanza , devono aspettare anni e sottoporsi a lungaggini burocratiche lunghe e complesse.

Questo è vero, però, a mio avviso, visto l’emergenza economica e l’agenda del governo Monti incentrata essenzialmente su temi economici e per la realizzazione degli impegni presi con la lettera inviata alla Ue, non credo oggi  sia realistico e opportuno legiferare con urgenza , addirittura prima di Natale, come suggerito dal capogruppo Pd , Dario Franceschini.

Come non si può assolutamente accettare il disegno di legge  del senatore Marino (Pd) per cui «un bambino che nasce in Italia è italiano, punto”.

E’ chiaro che alcune regole bisogna fissarle : come minimo essere residenti.

In sostanza dobbiamo stare attenti a non diventare la meta preferita , con gli sbarchi, di donne incinte che vorranno partorire qui da noi, barconi pieno di donne incinte con i figli che nasceranno sul suolo italiano quindi cittadini italiani. Poi cosa facciamo ?  rimpatriamo le madri  perchè clandestine e lasciamo i figli in Italia ? Se la cittadinanza fosse una cosa automatica con la nascita, migliaia di extracomunitari verrebbero anche con il visto turistico solo per partorire.

Negli stessi Stati Uniti,  si stanno accorgendo a loro spese che esiste una speciale immigrazione delle partorienti, fare un figlio per farlo nascere americano e via.

Personalmente  sono contrario alla cittadinanza facile; questa  non dovrebbe essere un diritto acquisito da tutti, dovrebbe essere un riconoscimento per chi ha lavorato nel nostro paese senza infrangere le nostre leggi;  sarei favorevole ad una cittadinanza concessa a coloro che sono realmente integrati, che parlano la lingua italiana, hanno compiuto il ciclo scolastico e sono stabilmente nel nostro Paese. Chi vuole ottenere la cittadinanza non solo deve seguire un corso annuale di apprendimento o approfondimento della lingua italiana – come prescrive la legge attuale – ma  lo deve superare con profitto.

Già abbiamo la legge, qualcuno l’ha chiamata “porcata” del duo Amato-Prodi, sui ricongiungimenti : i genitori di un extracomunitario possono chiedere la pensione sociale al raggiungimento dei 65 anni senza aver mai versato alcun contributo.  “E i furbi cosa fanno – come ha scritto qualcuno –  chiamano i genitori, ottengono la pensione e poi li rispediscono al paese incassando la pensione con la delega”.

1 comment for “IUS SANGUINIS E IUS SOLI ?

  1. giorgio castriota s.m.b.
    19 dicembre 2011 at 20:55

    Articolo molto interessante … .e preoccupante stante la nomina a Ministro per l’Integrazione del Prof . Riccardi. Se non si porrà rimedio in tempo tra non pochi anni gli Italiani diventeranno una minoranza in patria.Così si realizzerà l’Ital-abia perché i Mussulmani ,molto prolifici, saranno in maggioranza.Rimedi : ridurre al minimo i flussi immigratori dall’Africa e Medio Oriente ; cercare di favorire in quei paesi lo sviluppo “pretendendo ” che gli aiuti siano controllati nella fase esecutiva dal paese donatore altrimenti le somme erogate finiranno nelle tasche dei vari politici locali.

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