Categoria: Politica Naz.

Perché Roberto Gervaso ci mancherà

UN RITRATTO INEDITO DEL GRANDE DIVULGATORE
Ci ha lasciato un personaggio ironico, colto, coerente con le sue idee liberali, ma anche sottovalutato. Come lo racconta un vecchio amico.

Apprendendo con tristezza della morte di Roberto Gervaso mi vien voglia di raccontare qualcosa su di lui, sul personaggio che ho conosciuto e sulle qualità che egli nascondeva e dissimulava abilmente, preferendo lasciar trasparire difetti che in un certo senso delineavano quellaa figura che -da buon comunicatore- si era sagacemente costruito addosso.

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La vicenda del crollo dei 250 metri del viadotto sul Magra

I liberali, in quanto attenti alle istituzioni, devono seguire con cura la vicenda del crollo dei 250 metri del viadotto sul Magra, tra Toscana e Liguria, in condizioni meteorologiche perfette e senza traffico dovuto alle restrizioni Covid19. A parte il danno alla viabilità e quindi la necessità di una ricostruzione il più possibile rapida dell’opera, quello che preoccupa (più dell’onere) è l’inerzia dell’ANAS. Ad un mese dal crollo, non ha ancora rimosso i tecnici coinvolti nei controlli del viadotto. I quali, durante il 2019,  hanno più volte (l’ultima a novembre) seccamente respinto i dubbi sollevati in sede locale circa la reale stabilità del manufatto, confermandone in pieno la stabilità. Il viadotto è poi crollato integralmente quattro mesi dopo.

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Luca Ricolfi: “Ci avviamo verso una società parassita di massa”

Intervista al sociologo e professore all’Università di Torino sull’Italia post-Covid. “I nuovi ‘parassiti’ vivranno dipendenti dalla mano pubblica”. “Questo è il primo governo risolutamente iper-statalista della storia della Repubblica”
“La nostra società, se non si cambia rotta, molto molto alla svelta (ma forse è già tardi), è destinata a trasformarsi in una ‘società parassita di massa’, che non è il contrario della società signorile di massa, ma ne è uno sviluppo possibile, una sorta di mutazione ‘involutoria’, come forse la chiamerebbe un matematico”. Luca Ricolfi, sociologo che insegna Analisi dei Dati all’Università di Torino, nonché responsabile scientifico della Fondazione Hume, mostra tutti i rischi dell’epoca post-Covid per un paese che da anni si è auto-condannato al declino, come ben spiegato nel suo ultimo libro “La società signorile di massa” (La Nave di Teseo).

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Nazionalizzazioni e società civile. Dal neostatalismo alla democrazia illiberale il passo è breve

La miccia è stata il virus, ma sostituire il dinamismo della società libera con l’egualitarismo della decrescita felice è l’unica idea mai avuta dai grillini.
Il neostatalismo montante, alimentato da montagne di miliardi a debito e da un potenziale, imponente spostamento di potere economico dal privato al pubblico sta per diventare, forse non solo in Italia, la nuova frontiera della politica e della cultura. Chi lo considera un pericolo (per ora, pochi), è bene che si attrezzi.

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Ragioni per non fare gestire il dopo virus allo Stato imprenditore

Ragioni per non fare gestire il dopo virus allo Stato imprenditore
L’emergenza ci ricorda che un elevato livello di spesa non significa una migliore allocazione delle risorse
Il Covid19 si presenta come una minaccia diretta e indiretta alla vita delle persone: diretta, per tutti coloro che sfortunatamente ne sono stati vittima. Indiretta, perché le stesse misure intraprese per abbassare la curva epidemica hanno l’obiettivo di ridurre l’attività economica, per rendere più rarefatte le interazioni fra persone. Il rallentamento della produzione è la conseguenza desiderata, e intenzionale, delle scelte politiche intraprese, con un inevitabile effetto sul prodotto interno lordo e sul benessere delle persone.

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È un paese per vecchiSiamo sicuri che sia una buona idea tenere gli anziani ancora reclusi?

Circola l’idea di una quota quarantena per gli over 65 quando il paese riprenderà a vivere. Sappiamo tutti che i nostri genitori, zii e nonni sono più a rischio, ma i primi a saperlo sono loro. Trattiamoli da adulti, quali sono, non da irresponsabili mocciosi
Non sappiamo se sia una trovata di una task force o di un comitato tecnico-scientifico o più probabilmente di una cosa detta a caso, come quasi tutto a proposito di questo virus di cui non sappiamo niente, ma questa idea che quando finirà la quarantena continueremo a obbligare gli over 65 a restare ancora reclusi a casa, naturalmente per proteggerli, come li abbiamo protetti nelle case di cura, forse è il caso di ripensarla. 

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