Categoria: Politica Naz.

La concorrenza alle calende greche, nonostante gli sforzi di Calenda

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Avete presente quando si dice che servono misure per la crescita economica, per l’innovazione e per gli investimenti? Ecco, il DDL Concorrenza è (ed era ancora di più nella sua versione originaria del 2015) uno di quei provvedimenti che concretamente sono capaci di espandere il potenziale dell’economia italiana. Se fosse stato approvato in tempi fisiologici, in 6 mesi o un anno, avrebbe già esplicato i suoi effetti positivi nei vari comparti in cui interviene.

Nel settore delle farmacie avremmo finalmente aperto il mercato delle società di capitali, una opportunità di attrazione di investimenti importante. Nel mercato energetico, avremmo già liberalizzato l’offerta a vantaggio dei consumatori. Avremmo già permesso a chi contrae un mutuo in banca di poter stipulare la polizza assicurativa con un’altra compagnia, dunque favorendo la competizione al ribasso. Poste Italiane non avrebbe già più il monopolio della spedizione degli atti giudiziari, con la conseguente apertura di un importante business per i servizi postali privati e un risparmio di danaro del contribuente.

Il Centro Destra e le prossime elezioni politiche

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Appare ormai chiaro che, salvo imprevisti, la prossima tornata elettorale politica nazionale si terrà in primavera.

Il Centro Sinistra ha perso colpi in seguito ai ripetuti errori di Renzi.

Ed é diviso.

Anche il Movimento Cinque Stelle non brilla a causa dell’incerta gestione nell’amministrazione di molte città.

Non sembra, inoltre, che abbia leader in grado di prenderne efficacemente la guida.

Il Centro Destra potrebbe pertanto accrescere i propri voti ma deve fare i conti con Salvini che teme un accordo Berlusconi- Renzi.

Un colpo di scena, che sconvolgerebbe il panorama politico, potrebbe, forse, venire dall’eventuale ritorno di Enrico Letta nella politica attiva.

Il c.d. “jus soli”

I nostri illuminati governanti intendono concedere ai figli di profughi o immigrati nati in Italia la cittadinanza.

In linea teorica le finalità sembrerebbero valide: favorire l’integrazione, controbilanciare il tasso d’invecchiamento della nostra popolazione e la riduzione delle nascite.

Dato, però, che, conoscendo i “Sinistri”, non credo in toto nella loro buona fede penso che il progetto “de quo” abbia come fine soprattutto quello di distogliere l’attenzione delle masse elettorali dal ” non risolto “problema degli sbarchi e dal grande rischio della trasformazione, in un breve lasso di tempo, della società italiana in un altro territorio a prevalenza islamica e di accattivarsi futuri elettori.

E’ giusto salvare quelli che rischiano la vita in mare o in terra ma occorre esercitare con estrema decisione ogni sforzo in sede internazionale per cercare di eliminare le cause del fenomeno.

E ciò, come abbiamo scritto più volte su questo foglio, è un’impresa fattibile solo “internazionalmente”.

Incidit in foveam quam fecit

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“Cadde nella fossa che egli stesso scavò”.

E’ un antichissimo proverbio mai smentito dall’esperienza.

L’Unione Europea non riesce ad elaborare un piano onde cercare d’interrompere i quotidiani naufragi e le conseguenti morti cui assistiamo lungo le nostre coste.

Su questo foglio “abbiamo osato” indicare una soluzione: intervenire laddove nasce il fenomeno. E’ una difficilissima soluzione ma non ne vediamo altre efficaci.

I Governi europei credono di risolvere il problema accantonandolo, credendo cioè che valga il motto statunitense “non nel mio cortile” ma ormai non c’è più un cortile che sia solo nazionale.

L’esecutivo italiano deve perciò porre “in maniera drammatica” la questione a tutti gli altri Governi e questo anche nell’interesse dei poveri esuli.

Altrimenti l’integralismo islamico troverà molta benzina per i suoi incendi.

LA PIÙ GRANDE RIFORMA DI CUI ABBIAMO BISOGNO: LIQUIDARE ALITALIA

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“When a management with a reputation for brilliance tackles a business with a reputation for bad economics, it is the reputation of the business that remains intact”. Warren Buffett.

C’è una cosa difficile da comprendere: da quando, negli ultimi giorni, puntuale e prevedibile la questione Alitalia è tornata alla ribalta, si è assistito a un profluvio di articoli, interviste, dichiarazioni… intente a scandagliare le ragioni che avrebbero condotto l’infausta compagnia “di bandiera” all’ennesimo tracollo. “Meglio Air France”, “la colpa è dei manager”, “Montezemolo è sempre in mezzo quando succedono pasticci”, “sono i lavoratori a essere dei privilegiati”, “i contratti per il rifornimento di carburante sono troppo onerosi”, “mancano aerei di lungo raggio”, “la struttura azionaria non ha permesso lo sviluppo”… una ridda di osservazioni che potrebbe pure avere un qualche interesse per gli abbonati ad Aviation Week, ma alle quali, da cittadini e contribuenti, dovremmo rispondere con un sonoro “chissenefrega”!

Pensioni da incubo – e il sonno dei giuristi

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Ai nostri primi cenni sull’enorme disparità di trattamento tra le generazioni che ci hanno preceduto e i millennials, qualcuno ha commentato frettolosamente per accusarci di essere intenzionati a smantellare il welfare nazionale. Purtroppo la sindrome di Stoccolma è molto diffusa nel Paese: soprattutto il sabato mattina, quando valenti studenti liceali protestano contro i tentativi di offrire loro qualche chance in più nel mondo del lavoro. Oppure quando i sedicenti “socialisti” affermano che i “diritti acquisiti” non si toccano, e quindi se lo Stato ha permesso a una donna di non lavorare per tutta la vita, in quanto figlia nubile di un parlamentare dell’assemblea regionale siciliana deceduto, dobbiamo assistere impotenti.

Gli argomenti fallati che usano li conosciamo:

benaltrismo: ma perché occuparsi di pensioni quando ci sono: evasione, criminalità, corruzione?
reductio ad hitlerum: se inizi a togliere il diritto al vitalizio arriverai a levare tutti i diritti;
conservazione: lo Stato si regge sulle sue leggi, ergo non puoi modificarle.

Qualche battuta post pasquale

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– non aveva nulla da dire… ma non mancò la benché’ minima occasione per dirlo
– in politica la cosa più importante è far credere di essere determinanti
– le festività sono necessarie per capire che cos’è la noia.
– mense siracusane – nell’antichità erano famose per il loro straordinario lusso e furono oggetto di satira nelle argute commedie del poeta siculo epicarpo. Ecco a chi si ispirano gli amministratori pubblici siciliani dei nostri giorni. le tradizioni debbono essere rispettate.
– pensando a Matteo Renzi viene facile l’accostamento al “miles cloriosus” (=soldato fanfarone) che era il titolo di una commedia di Plauto.
– uomo di tre lettere. Chiamava il poeta Plauto i ladri perché’ “fur” in latino significa “ladro”. Quanti avrebbero, oggigiorno, diritto a questo epiteto?

Chi più spende meno spende

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È questo un proverbio che esorta a non lesinare, in certi casi, le spese onde evitare, risparmiando, di non ottenere il risultato desiderato.
Dato che i proverbi, come è noto, sono il frutto dell’esperienza pluriennale dei popoli tale detto contiene un fondo di saggezza.
Il flusso ininterrotto dei profughi dal Medio Oriente e dai paesi africani comporta la morte di migliaia di innocenti ed il rischio di squilibri sociali in Europa.
Il problema è di difficilissima soluzione ma, come scrivemmo su questo foglio, non giova lasciarlo al suo destino.
Tergiversare non giova!
Sarebbe necessario, per contro, unire le forze del mondo libero per programmare un intervento multilaterale, sotto l’egida, se possibile, delle NAZIONI UNITE, volto a eliminare “alla fonte” le cause di tale fenomeno.
Certamente non si tratterebbe di una passeggiata perché molteplici e gravi sono le cause (carestie, instabilità politica, odi razziali, religiosi etc.)e non trascurabili i costi ma sicuramente inferiori a quelli già sopportati e prevedibili lasciando le cose continuare in tal modo.
Vale quindi -a ben riflettere, il proverbio sopra citato.
E l’altro: “Si vis pacem para bellum” (= se desideri la pace apprestati alla guerra).
Sarebbe, però, indispensabile avere governi all’altezza e, purtroppo, non ci sembra di vederne all’orizzonte anche perché sono imminenti elezioni nei principali paesi europei e gli Stati Uniti non paiono avere, “more solito, “una visione lucida della situazione e, per conseguenza, delle iniziative da adottare.
Continueremo, perciò, ahinoi, ad assistere al sacrificio di poveri agnelli (i profughi).