Categoria: Politica Naz.

VACCINI, NON È UN PROBLEMA DI BREVETTI, MA DI PRODUZIONE

Se la pandemia fosse una guerra, l’Italia la starebbe decisamente perdendo. Mentre la Gran Bretagna e gli Stati Uniti si avviano verso l’immunità di gregge, nel nostro paese iniziano a montare le rivolte sociali come dimostrato dalle manifestazioni organizzate da #ioapro. Per poter finalmente assicurare le riaperture ed evitare l’escalation di tensione sociale, è imperativo accelerare la campagna vaccinale dando priorità alle categorie più a rischio (cosa finora non fatta perché in Italia la fascia d’età tra i 70 e 79 anni è la meno vaccinata e la penultima in Europa).

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Brigatisti rossi estradati dopo 40 anni di attesa

Sette brigatisti rossi, già condannati a gravi pene carcerarie in Italia, sono stati arrestati ieri in Francia. Altri tre sono tuttora latitanti. Saranno estradati nel nostro Paese. La vera notizia è perché non siano stati mai estradati finora. Per più di quarant’anni, infatti, hanno potuto vivere in Francia, nella maggior parte dei casi in libertà.

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La sinistra da libertaria a bigotta

 
La sinistra si è fatta autoritaria, triste, risentita: vive di delazioni, risentimenti, questure e tribunali, marche da bollo e museruole d’ordinanza
Le vicende di questi giorni, che vedono i progressisti schierati a difesa delle misure più repressive (a partire dal carcere domiciliare imposto agli italiani dalle ore 22 alle 5), confermano quanto è chiaro da tempo a chi ha occhi per vedere: e cioè che non rimane più nulla di quella sinistra libertaria e contestatrice che aveva confusamente animato il dibattito politico degli anni Sessanta.

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La crisi di Alitalia? Un successo del mercato

La crisi di Alitalia è l’altra faccia della medaglia della crescita del mercato aereo dovuta alla liberalizzazione. La concorrenza più intensa ha favorito i viaggiatori a spese dei contribuenti italiani, che hanno sostenuto i costi della compagnia.

Traffico aereo dopo la liberalizzazione

La crisi ormai ultraventennale di Alitalia non è “un rebus avvolto in un mistero all’interno di un enigma” come potrebbe sostenere qualche appassionato di Winston Churchill, ma la conseguenza della liberalizzazione europea del trasporto aereo – che in un paese come il nostro, caratterizzato da un vettore tradizionale debole, mal gestito e impossibilitato a crescere, ha permesso un livello di concorrenza che non trova riscontro in nessun altro paese di grandi dimensioni.

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Il vero modello cinese è Taiwan. Ma nessuno lo vede

Se la Cina emerge come vincitrice mondiale della sfida pandemica ed economica, spesso si dimentica che esiste un’altra Cina che costituisce un modello decisamente più attraente per il mondo libero. E’ la Cina di Taiwan. Registra minor mortalità, maggiore crescita. Eppure, per tutte le organizzazioni internazionali, Taiwan “non esiste”.

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Sull’attenti, come vecchi soldati, a sostegno di Draghi

Il Presidente Mattarella ha conferito a Mario Draghi l’incarico di provare a formare un nuovo governo. Per quanto mi riguarda, ho sempre pensato a Draghi come a un possibile, futuro, Presidente della Repubblica. Mi auguravo, invece, che, nell’immediato, non venisse coinvolto nelle miserie e nelle piccinerie della politica italiana. Il Parlamento che è stato eletto nel marzo del 2018 ha una composizione tale che nemmeno un Cavour, un Bismarck, o un Gladstone, redivivi, potrebbero riuscire a far prevalere un chiaro indirizzo politico.

Consideravo un pericolo ed un errore un coinvolgimento intempestivo di una personalità come quella di Draghi, proprio perché penso il peggio possibile dei nostri sedicenti leader politici, dei nostri sedicenti attuali partiti politici, del nostro ceto parlamentare, considerato nella sua media.

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L’Europa pretenda da Putin la liberazione di Navalny

Oggi inizia la controversa visita ufficiale a Mosca di Josep Borrell, l’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Sicurezza e Vice-Presidente dell’Unione Europea. L’ultima visita dello stesso livello fu organizzata soltanto nel 2017 e le ultime ore che hanno preceduto l’arrivo di Borrell in Russia sono state connotate da un crescente coro di dubbi e di perplessità. In una nota congiunta, i Ministri degli Esteri di Estonia, Lettonia e Lituania, hanno chiesto a Borrell di rinviare il viaggio a Mosca, ritenendo utile la messa a punto di una nuova e più incisiva azione politica e diplomatica europea nei confronti della Russia, dopo l’arresto e la condanna arbitraria di Alexey Navalny.

Simili dubbi sono stati espressi nei giorni scorsi anche dai governi di Polonia e Romania, che hanno messo in guardia l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea sui rischi connessi all’uso propagandistico che Mosca potrebbe fare della visita e dei pericoli derivati da una legittimazione del regime in un momento di suo massimo isolamento dopo l’arresto e la condanna di Navalny. La sensibilità dei paesi che hanno conosciuto l’Unione Sovietica e il Patto di Varsavia non può certo essere facilmente derubricata e quel monito va ascoltato.

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