Categoria: Politica Naz.

RICOSTRUIRE
MILANO

Incontro pubblico

Sabato 28 novembre 2020

ore 10.30-12.30

L’evento verrà trasmesso in diretta streaming sulla pagina facebook di cartalibera

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“Non ci deve essere nessun personaggio cinese nella narrazione”

Come sempre, la brutalmente necessaria semplificazione conseguente a quanto dettato dalla richiesta brevità di un articolo espone a critiche feroci.
Fra queste, prime, le stesse mie…
È nel 1929 che Ronald Arbuthnott Knox pubblica il Decalogo del ‘Giallo deduttivo’ nel quale elenca appunto i dieci principi che devono essere rispettati nella stesura di ogni romanzo poliziesco che, propriamente, intenda consentire al lettore di giungere, seguendo il percorso logico del protagonista inquisitore, all’unica corretta soluzione .
La colà esposta regola numero cinque reca: “Non ci deve essere nessun personaggio cinese nella narrazione”.
Per strana che possa apparire tale norma, era allora assolutamente conseguente ai fatti.
Numerosissimi essendo, in quel periodo (fra l’altro, tre anni prima della stesura del Decalogo, ad opera di Earl Derr Biggers, era apparso il notevole detective cinese Charlie Chan!) e da tempo, particolarmente nel genere, i comprimari se non addirittura i protagonisti ‘gialli’.

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IL TAGLIO DEI PARLAMENTARI È LA ‘LEGGE ACERBO’ DEL NUOVO FASCISMO ITALIANO

Il taglio dei parlamentari non è una riforma costituzionale come la legge Acerbo nel 1923 non fu una riforma elettorale. Sono entrambe – mutatis mutandis – le conseguenze di una presa del potere da parte di forze avverse alla democrazia parlamentare e alla libertà politica e le premesse del consolidamento di un “nuovo” regime.

L’assenza di manganelli materiali, nell’abbondanza di quelli immateriali, rende formalmente meno eversivo e non criminale il referendum su Roma, come l’ha definito pertinentemente Fabio Cammalleri, rispetto alla marcia su Roma del 1922, ma non ne rende meno sinistro il disegno e meno torbido il fondo ideologico, da cui i nuovi quadrumviri, Di Maio, Salvini, Meloni e Zingaretti provano a pescare le cosiddette “ragioni” dell’operazione.

In politica comandano le idee, non i dispositivi costituzionali e istituzionali, di cui le idee si rivestono e in cui si dissimulano. Una riforma costituzionale e una legge elettorale si legge a partire dagli attori che la interpretano e dalla cultura che l’agisce e che vi si esprime.

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Contratto per i rider: è davvero “pirata”?

L’accordo tra AssoDelivery e Ugl-Rider ha lacune e difetti. Ma è il primo Ccnl che regola il lavoro dei ciclofattorini garantendo loro alcuni diritti fondamentali. E ha il merito di salvare il settore dalla paralisi cui lo condanna la legge vigente.

Riassunto dell’ultima puntata

Il decreto n. 101/2019, convertito con la legge n. 128, aveva stabilito che i ciclofattorini collegati con la centrale mediante cellulare, i cosiddetti rider, possono anche essere qualificati come lavoratori autonomi, ma devono comunque essere assoggettati alla disciplina generale del lavoro subordinato. E nel gennaio di quest’anno la Cassazione (n. 1663/2020) aveva sostanzialmente statuito che la stessa cosa avrebbe potuto essere desunta in via interpretativa dalla norma introdotta dal Jobs act nel 2015.

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Israele-Bahrein, la pace di Bibi non finisce qua

La storia si è rimessa in moto in Medio Oriente. Ora Israele farà accordi con Oman, Marocco e Sudan. Erdogan e Iran i grandi sconfitti.

La storia si è rimessa davvero in moto e il Medio Oriente rischia di essere in breve tempo positivamente irriconoscibile. Ieri è stato uno strano 11 settembre e dopo 19 anni non si sono solo commemorati i morti del più grande attentato della storia del jihadismo, ma un ennesimo accordo di pace fra Israele e un paese arabo del Golfo.

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Non perdiamo l’occasione di razionalizzare la rappresentanza.

Il tema della riduzione del numero complessivo dei parlamentari è sempre stato presente nei progetti di riforma della Costituzione, a partire dalla Commissione parlamentare per le riforme istituzionali, presieduta dal deputato liberale Aldo Bozzi, Commissione che presentò la propria relazione alle Camere il 29 gennaio 1985. Si era allora nella Nona Legislatura del Parlamento repubblicano. Quella attualmente in corso è la Diciottesima Legislatura.

Ad esempio, la Commissione bicamerale presieduta da Massimo D’Alema nella Tredicesima Legislatura proponeva che il numero dei deputati fosse variabile e determinato dalla legge; ma in ogni caso non inferiore a 400 e non superiore a 500.

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Costi della democrazia e cattiva politica

Italia no per ricchi

Nel mese di novembre del 2005 Cesare Salvi e Massimo Villone, al tempo entrambi senatori del partito dei Democratici di Sinistra, pubblicarono un libro titolato “Il costo della democrazia”; sottotitolo: “Eliminare sprechi, clientele e privilegi per riformare la politica” (Arnoldo Mondadori, Editore).

La scelta del titolo era significativa: non si parlava di “costi della politica”, ma di “costi della democrazia”. La logica implicita in questa scelta è che in un sistema democratico è comunque inevitabile che una parte dei costi dell’attività politica gravi sul bilancio dello Stato e sui bilanci delle Regioni e degli Enti locali. Si tratta, quindi, di ragionare sui numeri. Ciò che, dal mio punto di vista, è inaccettabile è che si adoperi l’esigenza di “partecipazione democratica” come pretesto per giustificare qualunque tipologia di spesa, per un numero sempre maggiore di beneficiari.

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