Categoria: Politica Internaz.

La piccola Masa, l’illuminismo e lo storicismo

La guerra siriana, come ormai dovrebbe essere chiaro a tutti, è una “guerra sporca”. C’è una realtà apparente, che è quella, di volta in volta, presentata dagli organi di informazione di massa. Molto più difficile appurare quale sia la verità.

Giornalisti che vogliono, non informare, ma argomentare in modo intelligente l’interpretazione dei fatti che hanno deciso di sostenere possono, ad esempio, puntare sull’emotività. Ecco la foto di una bambina bellissima, la piccola Masa di sette anni, pubblicata dall’inglese “Sunday Times” e poi ripresa da molti altri organi di informazione in tutto il mondo. Ad esempio dal Quotidiano “Corriere della Sera” con l’articolo “La guerra negli occhi di Masa” (edizione di lunedì 16 aprile 2018, pagine 1 e 8). Chi è quel mostro che ha attentato alla vita di quella bambina di sette anni, così come della sua sorella gemella e di sua madre, una giovane donna di 34 anni? L’articolista lo scrive come se si trattasse di un fatto ormai acclarato ed incontestabile: «sono sfuggite» «alle bombe chimiche di Douma lanciate dal regime Assad».

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Il Sud democratico Il Sud repubblicano Il Sud 2016

La storia delle elezioni presidenziali americane, in particolare nel Sud Usa

Varese, nel giorno del 2018 dedicato a sant’Elfego il Vecchio
Necessaria premessa.
Nelle righe che seguono mi occupo delle elezioni presidenziali, in particolare nel Sud Usa, a partire dalle prime successive alla Guerra di Secessione. Non di quelle congressuali né di quelle governatoriali o locali i cui risultati quanto ai partiti votati possono tendenzialmente nei vari momenti coincidere ma anche divergere. Nelle righe che seguono capita che il partito democratico venga definito ‘dell’asino’ e i suoi aderenti ‘asinelli’, visto che proprio un asino ne è dai tempi di Andrew Jackson il simbolo. Occorre altresì che il partito repubblicano sia chiamato ‘dell’elefante’ e i suoi adepti ‘elefantini’ essendo dall’Ottocento il pachiderma in questione il simbolo del ‘Grand Old Party’, da cui l’acronimo GOP. Ancora, si parlerà di ‘cintura della Bibbia’ (’Bible Belt’) a proposito degli Stati meridionali nei quali la religione è fortissimo motivo di schieramento, e di ‘cintura della ruggine’ (’Rust Belt’) con riguardo ai territori del Nord e del Middle West nei quali la crisi economica della fase finale degli anni Dieci del terzo millennio ha provocato la chiusura di molte fabbriche e appunto la ruggine dei macchinari inutilizzati. Infine, gli Stati che votano democratico sono colorati nella carta geografica di blu (’Blue States’) mentre quelli che si esprimono per i repubblicani si colorano di rosso (’Red States’).

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Mitt Romney torna in pista

Venerdì, l’ex governatore del Massachusetts ha annunciato la sua candidatura per il seggio senatoriale dello Utah.

Di fede mormone, Romney ha generalmente militato nelle file più centriste del Partito Repubblicano, cercando per due volte di arrivare alla presidenza degli Stati Uniti. Ma senza troppa fortuna. La prima, nel 2008, fu sconfitto durante le primarie repubblicane da John McCain. La seconda, nel 2012, riuscì a conquistare la nomination ma fu sconfitto da Barack Obama alla General Election. In entrambi i casi, scontò la sua immagine troppo moderata e – in particolare – la sua fede religiosa. Ha infatti subìto ripetutamente l’ostracismo della destra evangelica, che non lo ha mai digerito, scegliendo di boicottarlo

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Donald Trump, un anno dopo. Bilanci e incognite

Il 20 gennaio 2017 il tycoon giurava da presidente. E sta finendo il periodo in cui il capo della Casa Bianca ha le briglie più sciolte, non condizionate da scadenze elettorali: il 6 novembre c’è il voto di Midterm

Un anno e mezzo. Una volta eletto per il primo mandato, il presidente degli Stati Uniti ha un anno e mezzo, diciotto mesi, per governare. Per governare senza eccessivi lacci e impedimenti. Senza essere condizionato da scadenze elettorali. Trascorso tale periodo, avvicinandosi le Mid Term Elections, tutto cambia. I doveri nei confronti dei parlamentari «amici» nonché del partito stesso viepiù prevalgono e vincolano. Non che nel predetto periodo «aureo» possa il Capo dello Stato Usa fare davvero quello che vuole.

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Nikki Haley: un terremoto all’ONU

È su tutte la pagine dei principali quotidiani americani, di lei circolano decine di video, dichiarazioni e immagini sui social network internazionali. Stiamo parlando di Nikki Haley, la rappresentante diplomatica alle Nazioni Unite, celebre per aver “rotto” una linea di silenziosa subordinazione alle – sempre più frequenti – contraddizioni provenienti dal Palazzo di Vetro.
Nikki Haley è stata scelta da Donald Trump per rappresentare gli Stati Uniti d’America all’interno della più importante organizzazione internazionale, all’inizio del 2017. Nata da una famiglia indiana sikh, Nikki (nata Nimrata Dandhawa), è figlia di due immigrati trasferitisi prima in Canada e poi negli Stati Uniti: il padre, professore universitario, e la madre, insegnante e imprenditrice. Nikki inizia la carriera politica poco più che trentenne, quando viene eletta rappresentante del Congresso nel collegio di Lexington, in Sud Carolina. Pochi anni dopo diventa governatrice del Sud Carolina e rieletta per un secondo mandato nel 2014.

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Senatori USA

Lo sapete, fu il ‘Compromesso del Connecticut’ a risolvere illo tempore la situazione.
A Philadelphia, nel 1787, i Costituenti discutevano anche (anche) su mono o bicameralismo.
Una sola camera avrebbe avvantaggiato gli Stati più popolosi, visto che gli eletti non avrebbero potuto essere che in proporzione appunto al numero degli abitanti.
Impossibile, salvo volessero fare harakiri, per le altre ex colonie accettare.
Due camere, quindi?
Ma con quali competenze, in qual modo composte e come differenziate?
La soluzione – proposta come detto dalla delegazione del Connecticut – quanto alla composizione fu davvero particolare.
In un ramo del futuro parlamento sarebbe stato rappresentato il popolo, nell’altro gli Stati.

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USA: Il ‘caso Jewell’

Implicazioni relative alla ‘Linea di successione presidenziale’ e connessioni quanto al ‘Sopravvissuto designato’

Non che sia accaduto solo a Sarah Margaret ‘Sally’ Jewell Roffey, no.
Ma esaminare il caso che la riguarda dà modo di articolare in merito ad alcune specificità costituzionali e legali USA di qualche notevole conto.
Orbene, ‘Sally’, nel corso del secondo mandato presidenziale di Barack Obama, ha ricoperto l’incarico di Segretario (Ministro, nel nostro gergo politico) agli Interni.
Orbene, ‘Sally’, in origine inglese e dipoi naturalizzata, non è per tale ragione, ovviamente, cittadina americana dalla nascita.

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L’UNIONE EUROPEA VERSO IL SUICIDIO

I disastri causati dall’ultimo conflitto mondiale spinsero nel dopoguerra i principali paesi dell’Europa occidentale alla creazione della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, prima (1951), e nel 1958 all’istituzione della Comunità Economica Europea (la C.E.E).

Questa, grazie ai successi ottenuti, si è man mano allargata tanto che ora ne fanno parte ben 28 Stati.

Gli indubbi progressi conseguiti si sono tradotti in benessere per le popolazioni degli Stati membri ed in stabilità anche se, in questi ultimi anni, a causa delle differenze economico-sociali presenti tra i paesi aderenti ed al loro numero, che rende macchinoso il processo decisionale, i problemi sono aumentati.

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