Categoria: Economia

È un paese per vecchiSiamo sicuri che sia una buona idea tenere gli anziani ancora reclusi?

Circola l’idea di una quota quarantena per gli over 65 quando il paese riprenderà a vivere. Sappiamo tutti che i nostri genitori, zii e nonni sono più a rischio, ma i primi a saperlo sono loro. Trattiamoli da adulti, quali sono, non da irresponsabili mocciosi
Non sappiamo se sia una trovata di una task force o di un comitato tecnico-scientifico o più probabilmente di una cosa detta a caso, come quasi tutto a proposito di questo virus di cui non sappiamo niente, ma questa idea che quando finirà la quarantena continueremo a obbligare gli over 65 a restare ancora reclusi a casa, naturalmente per proteggerli, come li abbiamo protetti nelle case di cura, forse è il caso di ripensarla. 

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IL NORD PRODUTTIVO SI RIFIUTA DI SEGUIRE LA LINEA DEL GOVERNO

Con gran parte dell’Europa che sta gradualmente tornando ad una relativa normalità, era inevitabile che il Nord produttivo del nostro Paese reclamasse a gran voce la fine di un autolesionistico blocco totale dell’economia.

In questo senso, dopo aver seguito con estremo rigore la linea, a mio avviso folle, dello “stare tutti a casa” imposta dal Governo centrale, i governatori di Veneto e Lombardia si sono fatti portavoce del drammatico grido di dolore proveniente da ogni parte del loro vasto tessuto produttivo.

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Lockdown: gli italiani sono i più reclusi del mondo

Tutto il mondo si chiude di fronte al dilagare del coronavirus. Ma c’è qualcuno che è più chiuso degli altri: dove per lockdown si intende l’ordine impartito ai cittadini di stare chiusi in casa, l’Italia ha adottato le misure di lockdown più rigide del mondo e attualmente è l’unico Paese realmente paralizzato.

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Un lockdown assurdo, pericoloso e non spiegato. Appello alla logica

Legare le mani dietro la schiena a un paese azzoppato non è una strategia seria. Non è neppure una strategia poco seria
Nel 1958, l’imprenditore e filantropo libertario americano Leonard Read scrisse un delizioso racconto, intitolato “I, Pencil”, nel quale una matita racconta il suo albero genealogico. La sua fabbricazione richiede la collaborazione inconsapevole di innumerevoli persone, dai boscaioli dell’Oregon alla segheria californiana dove i tronchi di cedro vengono lavorati, dai minatori dello Sri Lanka che estraggono la grafite per la mina fino ai raffinatori di olio per la laccatura esterna. Read aveva capito, settant’anni fa, un dettaglio dell’economia moderna che probabilmente è sfuggito – nella concitazione di questi giorni – al governo Conte: la sua complessità.

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UBBIDIENTI, MA ALL’ERTA. COMBATTERE L’EMERGENZA, MA DIFENDERE LA DEMOCRAZIA

«Primum vivere, deinde philosophari» (prima si pensi a vivere, poi a fare della filosofia): se il diritto alla salute sta giganteggiando su tutti gli altri è in virtù della gravità della minaccia alla – appunto – salute di tutti i cittadini, che ovviamente è un a priori rispetto al sistema produttivo e, nella corretta misura, rispetto ai pilastri dello Stato di diritto. Ma qualunque riflessione “extra-sanitaria” non può essere liquidata come dissertazione sui massimi sistemi. Bisogna anzitutto saper prendere le distanze da una narrazione eccessivamente colpevolizzante la società civile (che, dati alla mano, sta perlopiù obbedendo) e, specularmente, dalla totale de-responsabilizzazione (e finanche mitizzazione!) della società politica – o, meglio, dei vertici politico-amministrativi dello Stato, dal presidente del consiglio dei ministri ai sindaci, passando per i “governatori”. Il tutto mentre i militari presidiano le strade e fonti di rango secondario comprimono le libertà costituzionali in una misura mai sperimentata nella storia della Repubblica, a Parlamento (clamorosamente) chiuso.

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LIBERTATES INTERVISTA ADRIANO TESO

L’ABC dell’Economia e della Finanza è un libro chiaro e diretto al punto, proprio come il suo autore. Adriano Teso, imprenditore di successo ed ex Sottosegretario di Stato per il Lavoro e la Previdenza Sociale dal 1994 al 1995, offre la sua visione del panorama economico e finanziario italiano proponendone l’evoluzione verso la centralità del libero mercato e la semplificazione di un sistema altamente burocratizzato e inefficiente a causa di una capillare presenza statale, e che evidenzia l’urgenza di una classe politica in grado di farsi carico degli interventi necessari a risollevare il Paese.

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Air Italy, il fallimento del non-mercato

La crisi di Air Italy ha radici strutturali oltre che nella strategia dell’impresa. Difficile dunque pensare a una soluzione stile Alitalia. Ma è la mancanza di una seria politica di sviluppo del paese che fa sì che ogni crisi aziendale rappresenti un dramma.

Da dove nasce la crisi

La botte piena e la moglie ubriaca. Vogliamo salvare Alitalia, ma poi ci lamentiamo se le altre imprese non stanno in piedi. E così nasce la questione di Air Italy. Che ha diverse concause, per carità, ma che sicuramente non ha beneficiato dell’accanimento terapeutico che da anni tiene sul mercato un suo grande concorrente, quale è Alitalia, con ormai oltre un miliardo di denaro pubblico.

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USA: la situazione in casa democratica in pillole

I candidati democratici alla nomination 2020, finora, sono stati una trentina.
Fra quelli ritiratisi da ricordare almeno il Sindaco di New York Bill de Blasio, la Senatrice della California Kamala Harris, il Senatore del New Jersey Cory Booker, l’ex Rappresentante del Texas Beto O’Rourke.
In corsa ad oggi ancora una dozzina, sette/otto dei quali con qualche possibilità di arrivare ad ottenere l’investitura ufficiale del partito.
In ordine di gradimento decrescente in generale (nei singoli Stati i dati possono essere e sono diversi), stando ai sondaggi (peraltro non univoci)

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