Categoria: Economia

Lockdown: gli italiani sono i più reclusi del mondo

Tutto il mondo si chiude di fronte al dilagare del coronavirus. Ma c’è qualcuno che è più chiuso degli altri: dove per lockdown si intende l’ordine impartito ai cittadini di stare chiusi in casa, l’Italia ha adottato le misure di lockdown più rigide del mondo e attualmente è l’unico Paese realmente paralizzato.

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Un lockdown assurdo, pericoloso e non spiegato. Appello alla logica

Legare le mani dietro la schiena a un paese azzoppato non è una strategia seria. Non è neppure una strategia poco seria
Nel 1958, l’imprenditore e filantropo libertario americano Leonard Read scrisse un delizioso racconto, intitolato “I, Pencil”, nel quale una matita racconta il suo albero genealogico. La sua fabbricazione richiede la collaborazione inconsapevole di innumerevoli persone, dai boscaioli dell’Oregon alla segheria californiana dove i tronchi di cedro vengono lavorati, dai minatori dello Sri Lanka che estraggono la grafite per la mina fino ai raffinatori di olio per la laccatura esterna. Read aveva capito, settant’anni fa, un dettaglio dell’economia moderna che probabilmente è sfuggito – nella concitazione di questi giorni – al governo Conte: la sua complessità.

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UBBIDIENTI, MA ALL’ERTA. COMBATTERE L’EMERGENZA, MA DIFENDERE LA DEMOCRAZIA

«Primum vivere, deinde philosophari» (prima si pensi a vivere, poi a fare della filosofia): se il diritto alla salute sta giganteggiando su tutti gli altri è in virtù della gravità della minaccia alla – appunto – salute di tutti i cittadini, che ovviamente è un a priori rispetto al sistema produttivo e, nella corretta misura, rispetto ai pilastri dello Stato di diritto. Ma qualunque riflessione “extra-sanitaria” non può essere liquidata come dissertazione sui massimi sistemi. Bisogna anzitutto saper prendere le distanze da una narrazione eccessivamente colpevolizzante la società civile (che, dati alla mano, sta perlopiù obbedendo) e, specularmente, dalla totale de-responsabilizzazione (e finanche mitizzazione!) della società politica – o, meglio, dei vertici politico-amministrativi dello Stato, dal presidente del consiglio dei ministri ai sindaci, passando per i “governatori”. Il tutto mentre i militari presidiano le strade e fonti di rango secondario comprimono le libertà costituzionali in una misura mai sperimentata nella storia della Repubblica, a Parlamento (clamorosamente) chiuso.

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LIBERTATES INTERVISTA ADRIANO TESO

L’ABC dell’Economia e della Finanza è un libro chiaro e diretto al punto, proprio come il suo autore. Adriano Teso, imprenditore di successo ed ex Sottosegretario di Stato per il Lavoro e la Previdenza Sociale dal 1994 al 1995, offre la sua visione del panorama economico e finanziario italiano proponendone l’evoluzione verso la centralità del libero mercato e la semplificazione di un sistema altamente burocratizzato e inefficiente a causa di una capillare presenza statale, e che evidenzia l’urgenza di una classe politica in grado di farsi carico degli interventi necessari a risollevare il Paese.

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Air Italy, il fallimento del non-mercato

La crisi di Air Italy ha radici strutturali oltre che nella strategia dell’impresa. Difficile dunque pensare a una soluzione stile Alitalia. Ma è la mancanza di una seria politica di sviluppo del paese che fa sì che ogni crisi aziendale rappresenti un dramma.

Da dove nasce la crisi

La botte piena e la moglie ubriaca. Vogliamo salvare Alitalia, ma poi ci lamentiamo se le altre imprese non stanno in piedi. E così nasce la questione di Air Italy. Che ha diverse concause, per carità, ma che sicuramente non ha beneficiato dell’accanimento terapeutico che da anni tiene sul mercato un suo grande concorrente, quale è Alitalia, con ormai oltre un miliardo di denaro pubblico.

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USA: la situazione in casa democratica in pillole

I candidati democratici alla nomination 2020, finora, sono stati una trentina.
Fra quelli ritiratisi da ricordare almeno il Sindaco di New York Bill de Blasio, la Senatrice della California Kamala Harris, il Senatore del New Jersey Cory Booker, l’ex Rappresentante del Texas Beto O’Rourke.
In corsa ad oggi ancora una dozzina, sette/otto dei quali con qualche possibilità di arrivare ad ottenere l’investitura ufficiale del partito.
In ordine di gradimento decrescente in generale (nei singoli Stati i dati possono essere e sono diversi), stando ai sondaggi (peraltro non univoci)

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Impegni e conti pubblici

Impossibile prevedere riflessioni serie su debito pubblico e sistema tributario
Il 2020 dal punto di vista della politica economica sembra già segnato: il Pil salirà in linea con le (minime) attese sottolineando ancora una volta la distanza dall’Europa. Riparleremo, ma non per migliorarli, di Quota 100 e reddito di cittadinanza. Impossibile prevedere riflessioni serie su debito pubblico e sistema tributario

Il 2020 è appena cominciato e, dal punto di vista della politica economica, si è molto probabilmente già concluso. Naturalmente, mese dopo mese, ci appassioneremo a questo o a quel tema ma la sostanza è già lì, davanti ai nostri occhi. Sul fronte delle guerre commerciali la tregua sino-americana non appare tale da invertire gli umori dei mercati.

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L’89% degli italiani è favorevole ad un’Italia CO2 neutrale entro il 2030!

Un recente sondaggio della società di ricerche di mercato Eumetra di Renato Mannheimer, riportato sul sito www.eliminareglisprechi.it, rivela che gli italiani sono ben consapevoli dei rischi del cambiamento climatico e chiedono alla politica di agire in modo molto più incisivo di quanto non sia avvenuto finora.

L’89% degli intervistati è infatti molto favorevole o favorevole a mettere al bando l’uso dei combustibili fossili entro il 2030 (e i contrari sono solo il 7% con un 4% di non so).

Tra i molto favorevoli prevalgono le donne, il Sud d’Italia e le persone con livello di scolarità media o bassa, probabilmente i soggetti potenzialmente più colpiti.

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