Categoria: Economia

L’insieme dell’inquietante vicenda di Silvia Romano, ad eccezione di queste ore di gioia per il suo ritorno in Patria e dell’abbraccio dei suoi familiari, è solo un sintomo della tragica decadenza in cui siamo precipitati

Cari amici, non potremmo non gioire per il ritorno in Patria di una nostra connazionale e non potremmo non condividere la gioia dei familiari di Silvia Romano, una giovane italiana di 25 anni, rapita 18 mesi fa in Kenya dove operava con l’associazione “Africa Milele” che si occupa di sostegno all’infanzia.
Ma dovremmo gioire per il fatto che il Governo ci ha messo 18 mesi per individuare tra i criminali che l’hanno catturata e i terroristi islamici che l’hanno imprigionata l’interlocutore giusto a cui pagare un cospicuo riscatto, tra i 2 e i 4 milioni di euro secondo il “Corriere della Sera”?

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La vicenda del crollo dei 250 metri del viadotto sul Magra

I liberali, in quanto attenti alle istituzioni, devono seguire con cura la vicenda del crollo dei 250 metri del viadotto sul Magra, tra Toscana e Liguria, in condizioni meteorologiche perfette e senza traffico dovuto alle restrizioni Covid19. A parte il danno alla viabilità e quindi la necessità di una ricostruzione il più possibile rapida dell’opera, quello che preoccupa (più dell’onere) è l’inerzia dell’ANAS. Ad un mese dal crollo, non ha ancora rimosso i tecnici coinvolti nei controlli del viadotto. I quali, durante il 2019,  hanno più volte (l’ultima a novembre) seccamente respinto i dubbi sollevati in sede locale circa la reale stabilità del manufatto, confermandone in pieno la stabilità. Il viadotto è poi crollato integralmente quattro mesi dopo.

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Luca Ricolfi: “Ci avviamo verso una società parassita di massa”

Intervista al sociologo e professore all’Università di Torino sull’Italia post-Covid. “I nuovi ‘parassiti’ vivranno dipendenti dalla mano pubblica”. “Questo è il primo governo risolutamente iper-statalista della storia della Repubblica”
“La nostra società, se non si cambia rotta, molto molto alla svelta (ma forse è già tardi), è destinata a trasformarsi in una ‘società parassita di massa’, che non è il contrario della società signorile di massa, ma ne è uno sviluppo possibile, una sorta di mutazione ‘involutoria’, come forse la chiamerebbe un matematico”. Luca Ricolfi, sociologo che insegna Analisi dei Dati all’Università di Torino, nonché responsabile scientifico della Fondazione Hume, mostra tutti i rischi dell’epoca post-Covid per un paese che da anni si è auto-condannato al declino, come ben spiegato nel suo ultimo libro “La società signorile di massa” (La Nave di Teseo).

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Nazionalizzazioni e società civile. Dal neostatalismo alla democrazia illiberale il passo è breve

La miccia è stata il virus, ma sostituire il dinamismo della società libera con l’egualitarismo della decrescita felice è l’unica idea mai avuta dai grillini.
Il neostatalismo montante, alimentato da montagne di miliardi a debito e da un potenziale, imponente spostamento di potere economico dal privato al pubblico sta per diventare, forse non solo in Italia, la nuova frontiera della politica e della cultura. Chi lo considera un pericolo (per ora, pochi), è bene che si attrezzi.

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È un paese per vecchiSiamo sicuri che sia una buona idea tenere gli anziani ancora reclusi?

Circola l’idea di una quota quarantena per gli over 65 quando il paese riprenderà a vivere. Sappiamo tutti che i nostri genitori, zii e nonni sono più a rischio, ma i primi a saperlo sono loro. Trattiamoli da adulti, quali sono, non da irresponsabili mocciosi
Non sappiamo se sia una trovata di una task force o di un comitato tecnico-scientifico o più probabilmente di una cosa detta a caso, come quasi tutto a proposito di questo virus di cui non sappiamo niente, ma questa idea che quando finirà la quarantena continueremo a obbligare gli over 65 a restare ancora reclusi a casa, naturalmente per proteggerli, come li abbiamo protetti nelle case di cura, forse è il caso di ripensarla. 

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IL NORD PRODUTTIVO SI RIFIUTA DI SEGUIRE LA LINEA DEL GOVERNO

Con gran parte dell’Europa che sta gradualmente tornando ad una relativa normalità, era inevitabile che il Nord produttivo del nostro Paese reclamasse a gran voce la fine di un autolesionistico blocco totale dell’economia.

In questo senso, dopo aver seguito con estremo rigore la linea, a mio avviso folle, dello “stare tutti a casa” imposta dal Governo centrale, i governatori di Veneto e Lombardia si sono fatti portavoce del drammatico grido di dolore proveniente da ogni parte del loro vasto tessuto produttivo.

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Lockdown: gli italiani sono i più reclusi del mondo

Tutto il mondo si chiude di fronte al dilagare del coronavirus. Ma c’è qualcuno che è più chiuso degli altri: dove per lockdown si intende l’ordine impartito ai cittadini di stare chiusi in casa, l’Italia ha adottato le misure di lockdown più rigide del mondo e attualmente è l’unico Paese realmente paralizzato.

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