Categoria: Cultura

Addio a Charles Jenkins, il marine americano che disertò in Corea del Nord

Questa incredibile storia avrebbero potuto scriverla Ian Fleming, John Le Carré o Tom Clancy.

Lunedì 11 dicembre 2017, nella sua abitazione sull’Isola di Sado, al largo della costa occidentale del Mar del Giappone, è spirato, all’età di settantasette anni, Charles Jenkins.

Chi era costui?

Alle orecchie della stragrande maggioranza dei lettori più o meno informati, questo nome non evocherà certamente alcun ricordo.

Eppure, nel momento storico che stiamo vivendo, in piena recrudescenza della crisi diplomatica nella penisola coreana, il nome, il ricordo, ormai, di Charles Jenkins assume notevole importanza.

Perché? Perché egli fu il primo – e, a quanto risulta dai documenti ufficiali, finora unico – militare statunitense a disertare, volontariamente, in Corea del Nord, nonché una delle ultime testimonianze viventi della Guerra Fredda in Asia Orientale.

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Troppo ricca la proroga della concessione autostrade

Il Ministero delle Infrastrutture ha pronta un’altra proroga, quella della  concessione della società Autostrade per l’Italia (ASPI), assai più rilevante delle precedenti. L’occasione è il cosiddetto “Passante” di Genova, un progetto da 4,3 miliardi che l’ASPI si impegna a costruire (entro il 2028) e a finanziare assieme ad altri investimenti per un totale di 7,8 miliardi entro la fine dell’attuale concessione (2038). In cambio il Governo concede una proroga di 4 anni, un indennizzo di subentro ed una revisione della regola tariffaria per cui i pedaggi aumenteranno con l’inflazione al 100% (contro solo il 70% di oggi) più lo 0,5% l’anno.

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E’ mancato a Roma il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo.

Era figlio del col. Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo,  fucilato alle Fosse Ardeatine nel marzo 1944, che era stato capo del fronte clandestino romano dopo l’8 settembre 1943.Molti giornali non hanno ricordato il ruolo primario di Montezemolo a capo della Resistenza romana,ruolo che venne oscurato dai comunisti con l’attentato di Via Rasella che porterà il colonnello alle Fosse Ardeatine.
Una figura di spicco della Guerra di Liberazione,un autentico patriota  di cui il Cardinale serbava un grande e forte ricordo e di cui era giustamente orgoglioso.
Fu un grande diplomatico vaticano, molto amico del Papa  Benedetto XVI, di cui creo’ lo stemma araldico .Montezemolo era uno studioso appassionato di araldica su cui scrisse anche un libro considerato come il più autorevole in materia.

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Prima e dopo

Prendiamo Don Schollander.
Olimpiadi di Tokyo.
Vince quattro medaglie d’oro.
Nuota.
Stile libero, per chi non lo sapesse.
Cento, quattrocento, la staffetta quattro per cento e quella quattro per duecento.
Detiene, il desso, il record mondiale dei duecento ma non li vince.
Neppure va a medaglia.
Perché?
Semplicemente perché i duecento stile libero (come, per inciso, mille altre gare in momenti successivi) entreranno a far parte del repertorio olimpico solo quattro anni dopo, a Città del Messico.
Prendiamo Bob Morse.
Tiratore implacabile e infallibile, nelle relative statistiche figura bene ma non ai primissimi livelli.
Quale la ragione?

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Ridurre le tasse per rilanciare la crescita

Lunedi 4 Dicembre 2017 dalle ore 17 alle ore 19.30
sala Italia dell’UnAR – via Ulisse Aldrovandi 16/b – Roma
Per trasformare i segnali di ripresa in una crescita stabile l’Italia deve adottare le riforme liberali troppe volte rinviate.  Prima fra tutte una riforma fiscale che riduca una pressione insostenibile sul reddito delle persone e delle imprese.
L’incontro vuole favorire un dibattito economico e politico tra forze liberali, a partire dalla proposta della flat tax, per rilanciare un’agenda comune anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

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Nel mentre il tempo si va facendo breve

nel corso del quattordicesimo anno della mia quinta ‘indizione’

la prima uscita on line del mio ‘dizionario enciclopedico’ intitolato ‘nel mentre il tempo si va facendo breve’ sarà pubblicata e disponibile lunedì 6 novembre.

ovviamente 2017.

i testi ricompresi – ben oltre millecinquanta – sono aggiornati al 29 ottobre.

ogni fine mese, successivamente, l’opera verrà riproposta, rivista laddove necessario e con l’aggiunta di nuove voci.

accade che tutto questo avvenga nel quattordicesimo anno della mia quinta ‘indizione’.

(naturalmente, considero il 17 aprile – giorno della mia nascita – momento iniziale delle ‘indizioni’ che vado vivendo.

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La storia di Caporetto vista con gli occhi di oggi

Caporetto, di cui ricorre in questi giorni l’anniversario, non fu solo una sconfitta. Diede inizio a tutta una serie di interpretazioni socologiche
L’Italia, purtroppo per noi, è nota agli storici militari soprattutto per le sue grandi sconfitte. E così, fra Canne, Adua ed El Alamein, troviamo anche Caporetto, di cui oggi si celebra il centenario. “Una Caporetto” è entrato nel lessico popolare come sinonimo di “disastro”. Il 24 ottobre 1917 la XIV Armata austro-tedesca di Otto von Below, sfondò le linee italiane in un ampio tratto di fronte compreso fra Plezzo e Tolmino, un territorio alpino attualmente in Slovenia. Epicentro dell’azione fu il villaggio di Caporetto (oggi Kobarid), dove avvenne lo sfondamento principale nel centro dello schieramento italiano.

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LIBERALI OGGI. PERCHE’?

Intervento di Michele D’Elia al convegno “Ridurre le tasse per rilanciare la crescita” organizzato da Cartalibera il 14/10/2017

Preambolo

  “ La concezione liberale deriva da profonde esigenze morali e politiche insite nella coscienza di ogni uomo politico.

Essa fu attuata in Italia da movimenti che, connessi con le più progredite correnti del pensiero europeo, furono i massimi fattori del Risorgimento e dell’Unificazione Nazionale, della prosperità dei primi anni del secolo scorso, della vittoria del 1918. Dopo che vent’anni di assolutismo  hanno dimostrato a quali risultati conduca l’avvilimento della personalità umana e dei diritti individuali, il Partito Liberale Italiano, rinnovato nello spirito e negli uomini, torna ad affermare i suoi principii e le sue tendenze programmatiche che gli consentono di definirsi il Partito della Libertà e del Progresso Sociale …”

Questo scrivevano i liberali torinesi nell’aprile del 1944, sul loro giornale clandestino, Risorgimento Liberale.

Oggi, 2016, abbiamo ancora bisogno di un Risorgimento Liberale, della Rivoluzione di pensiero che gli è propria.

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