Categoria: Cultura

È uscito “L’abc della politica e del voto”

È uscito “L’abc della politica e del voto”, di Adriano Teso intervistato da Fabio Cesaro, non vuole essere un manuale di scienza politica né tantomeno intende proporre teorie o dogmi in questo ambito. È una semplice risposta a quei cittadini che chiedono come realizzare quanto descritto nel libro “L’abc dell’Economia e della Finanza”, scritto nel 2019 sempre da Teso intervistato da Cesaro. La domanda che Teso si sente rivolgere quasi ogni giorno suona ormai come un disco incantato: come mettere lo Stato e il governo nella condizione di poter funzionare in maniera semplice e corretta, con poche e chiare regole, lasciando ai privati la maggiore libertà possibile per avere finalmente una sana economia e una finanza non predatoria? Ecco allora che in questo nuovo libro si cerca di dare una risposta a questo interrogativo tanto semplice e importante quanto meritevole di risposte articolate e comprensibili.

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IL TAGLIO DEI PARLAMENTARI È LA ‘LEGGE ACERBO’ DEL NUOVO FASCISMO ITALIANO

Il taglio dei parlamentari non è una riforma costituzionale come la legge Acerbo nel 1923 non fu una riforma elettorale. Sono entrambe – mutatis mutandis – le conseguenze di una presa del potere da parte di forze avverse alla democrazia parlamentare e alla libertà politica e le premesse del consolidamento di un “nuovo” regime.

L’assenza di manganelli materiali, nell’abbondanza di quelli immateriali, rende formalmente meno eversivo e non criminale il referendum su Roma, come l’ha definito pertinentemente Fabio Cammalleri, rispetto alla marcia su Roma del 1922, ma non ne rende meno sinistro il disegno e meno torbido il fondo ideologico, da cui i nuovi quadrumviri, Di Maio, Salvini, Meloni e Zingaretti provano a pescare le cosiddette “ragioni” dell’operazione.

In politica comandano le idee, non i dispositivi costituzionali e istituzionali, di cui le idee si rivestono e in cui si dissimulano. Una riforma costituzionale e una legge elettorale si legge a partire dagli attori che la interpretano e dalla cultura che l’agisce e che vi si esprime.

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 Decreto Biondi

“Piacere,  Decreto Biondi. Decreto di nome e Biondi di cognome”. Così amava presentarsi, giocando con le sue generalità, per ricollegarle a quel decreto del 1994 sulla carcerazione preventiva che rimase per sempre legato al suo nome.

Alfredo Biondi era così: capace di ironizzare su tutto, e prima di tutto su sé stesso. Era profondamente liberale perché non aveva dogmi, si metteva continuamente in discussione, e metteva in discussione tutto e tutti, con l’arma dell’ironia. Ironizzava su qualunque argomento, faceva battute corrosive su chiunque, su Borrelli – che da par suo si offese e rispose con livore – ma anche su sua moglie, che pure amava teneramente e che è sempre stata al centro della sua vita.

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Contratti Smart Working: la rinascita dei territori nell’Italia delle mille patrie

Mi unisco alle esortazioni che vengono da più parti a non perdere l’occasione di forte rottura della vecchia normalità per spostarsi verso modelli di sviluppo sostenibile che traguardano più da vicino gli obiettivi indicati dall’ONU[1]. Nel solco della sostenibilità ambientale, che comprende la transizione energetica dai combustibili fossili alle energie rinnovabili (SDG7) e al cambiamento climatico (SDG13), non si può perdere l’opportunità di consolidare le migliori pratiche che sono emerse in questo contesto inusuale legato al COVID19.

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L’altro virus, il conformismo di Stato

Quando uscì “Il Virus Totalitario” non immaginavo che il mio saggio sulla infezione mentale legata al conformismo di massa, tanto simile a quella organica, sarebbe stato sottoposto alla verifica così severa dell’attualità. E invece la pandemia del Corona Virus, subito accompagnata dalla infodemia, o diffusione incontrollata e spesso interessata delle false notizie, è qui a ricordarci la nostra vulnerabilità. Con i relativi rimedi peggiori del male, a cominciare dall’idea, grottesca e pericolosa, di istituire una task force ministeriale sulle fake news.

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COVID E CACICCHI. IL SECESSIONISMO PANDEMICO NEL FEDERALISMO ALL’ITALIANA

Per un mese la divisione dei poteri sull’emergenza Covid-19 è stata negoziata politicamente da Conte con i diversi governatori senza nessuna cura dei limiti e dei poteri istituzionali delle Regioni e delle responsabilità dello Stato.

Si è giunti anche a istituzionalizzare di fatto una pratica di negoziazione degli ambiti di competenza tra Stato e Regioni totalmente priva di supporto giuridico-costituzionale e ad autorizzare il coprifuoco fai-da-te di regioni e perfino comuni (in questo caso, con alcune eccezioni) autoproclamatisi, ciascuno per proprio conto, rappresentanti e difensori degli interessi delle rispettive comunità.

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Biografia di Mauro della Porta Raffo come appare in www.cinquantamila.it Catalogo dei viventi

Mauro della Porta Raffo, nato a Roma il 17 aprile 1944.
Scrittore.
Saggista.
“Ho visto, ho letto e ricordo tutto (perfino le cose che devono ancora accadere)” • Figlio del tenente Manlio Raffo, romano, e di Anna Maria della Porta RodianiCarrara, nativa di Genazzano (Roma), folgorati nel 1942 da “un colpo di fulmine, un amore che fa superare i terribili e subito emersi contrasti di carattere”: per sposare la donna, il tenente Raffo, fervente fascista già volontario in Grecia, rinunciò a partire volontario per la campagna di Russia, nonostante avesse già completato l’apposito corso preparatorio a Terracina.
“Un atto […] deciso in piena coscienza, ma del quale, sono certo, non si darà mai pace. […]

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