Autore: William Callegari

Il Festival Internazionale del Giornalismo 2013: tra WikiLeaks e il Montefalco sagrantino

Perugia. Ci siamo trovati in tanti fuori dalla sala dei Notari, sulla scalinata dell’antico Palazzo dei Priori, oggi sede del municipio della città. Eravamo molti anche nella sala del Dottorato, a pochi passi da piazza IV Novembre, per seguire da vicino i lavori dei colleghi del Telegraph e del Guardian impegnati in una tavola rotonda sul ruolo del leaking e sul “caso Assange”. Eravamo stipati anche al bar Bellavista dell’Hotel Brufani, sul cucuzzolo della città vecchia, in attesa di quelle due “sagome” di Cruciani e Parenzo de La Zanzara, programma cult di R24 per l’occasione di li a poco in diretta live. Non da ultimo poi, al teatro Marlocchi, ci siamo addentrati con Roberto Saviano e il suo team, per la presentazione dell’ultimo libro dello scrittore napoletano.

ALITALIA E LE FERROVIE, UN MATRIMONIO CHE “NON S’HA DA FARE”

Correva l’anno 1827 quando gli sgherri di Don Rodrigo, il signore locale della terra in una Milano primo seicentesca, sussurravano all’orecchio del timido don Abbondio, in procinto di maritare i promessi sposi: “Or bene, questo matrimonio non s’ha da fare, né domani, né mai”. Sono trascorsi “appena” 180 anni da quel momento di alta cultura italiana ma la parabola del curato milanese, di Renzo e della bella Lucia torna di moda nell’Italia contemporanea della crisi istituzionale, della trazione a targa Cassa Depositi e Prestiti e del ritorno dello Stato sulla finanza privata e sulle macerie dei prodotti sub-prime.

Il “modello Moleskine” per la PMI italiana

Produce per lo più carta da scrivere, accessori per la lettura e oggettistica da disegno ma nell’ultimo periodo si è prodigata anche nelle fodere per tablet, nell’occhialeria e nelle lampade da letto, per i buongustai della lettura in notturna. Nei suoi corner sparsi tra Milano, New York e Hong Kong puoi trovare anche borse, city notebook, penne e gusci porta oggetto. La buona manifattura italiana mista al design milanese, insomma.

Nel carrello della spesa: ricerca e sviluppo tecnologico

L’innovazione tecnologica e il gioco di squadra vincono sulla crisi. Sembra un luogo comune ma in realtà non lo è affatto, e i numeri parlano chiaro. In un Paese dove sempre più imprese abbassano le serrande e i giovani sono costretti a fare i conti con la disoccupazione e la carente prospettiva del Paese, quella dei Cluster Tecnologici e delle Smart Cities ha il sapore di un’idea intelligente a servizio dell’impresa e del sistema economico nostrano, entrambe falcidiati dalla crisi e in pressante debito d’ossigeno.