Autore: Ugo Arrigo

Alitalia: fuori rotta da vent’anni

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Il fallimento di Alitalia arriva da lontano. Veti vari hanno impedito che funzionasse l’alleanza con Klm, specializzata sui voli internazionali. E dopo i soci privati hanno scelto di concentrarsi sul mercato domestico invece che sul lungo raggio.

L’errore fondamentale

Alitalia è da almeno un ventennio un vettore fuori rotta. Il suo guaio è stato rimanere sulla stessa rotta dei tempi del monopolio quando invece occorreva modificarla radicalmente, dopo la liberalizzazione europea del mercato, l’arrivo dei vettori low-cost e del treno ad alta velocità.

Come ridare una rotta ad Alitalia

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Alitalia è un vettore fuori rotta economica. Sui viaggi intercontinentali può ancora stare sul mercato, ma con la sua struttura dei costi non può sostenere la concorrenza dei low-cost sul breve-medio raggio. La soluzione potrebbe essere proprio quella di trasformarla in una compagnia a basso costo.

Una crisi chiamata concorrenza

Alitalia è nuovamente in una condizione di grave crisi, come già avvenne nel 2007-08 e nel 2013-14. La crisi ha un nome semplice: si chiama mercato, anzi concorrenza.

LA REDDITIVITA’ DELLE POSTE SI BASA SU TRE PILASTRI FONDAMENTALI, NESSUNO DEI QUALI E’ DI MERCATO

Poste-Italiane

Il governa Letta ha in progetto di collocare sul mercato una quota di Poste Italiane. Non si tratta di una privatizzazione vera e propria dato che lo Stato intende mantenerne saldamente il controllo, tuttavia soggetti privati, istituzionali ma anche risparmiatori e dipendenti dell’azienda, saranno invitati a sottoscrivere quote azionarie e non lo faranno per benevolenza verso il venditore o l’azienda bensì motivati dall’attesa che essa generi redditività e distribuisca dividendi.
Questa cessione parziale è resa possibile dalla grande trasformazione dell’ultimo quindicennio che ha visto il passaggio da inefficiente azienda pubblica del recapito, che chiudeva i bilanci in forte perdita, a primaria azienda di servizi bancari e assicurativi che realizza utili crescenti, sino a porsi ai vertici per redditività tra le omologhe europee.

VALIDE RAGIONI DI MERCATO CONTRO L’ARREMBANTE STATALISMO “SALVA TUTTO”

I sostenitori delle ragioni del mercato e della libera concorrenza dovrebbero trovare facile terreno in Italia per coltivare e diffondere il loro pensiero. Hanno infatti come “delenda Carthago” un settore pubblico che spende con poca efficacia quasi due euro ogni tre di pil emerso e tassa i cittadini che non evadono per oltre la metà del loro reddito e le imprese per circa i due terzi.