Autore: Stefano Magni

Freedom Flotilla, cronaca di una rissa annunciata

Cronaca di una rissa annunciata. Sarà questo l’esito inevitabile della seconda spedizione della Freedom Flotilla.
Le navi dei militanti saranno fermate dalle unità della marina militare israeliana, dopodiché sarà solo una questione di nervi. Gli israeliani li avranno abbastanza saldi da non aprire il fuoco? Quanto spingeranno i pacifisti prima di rinunciare all’operazione? Saranno abbastanza tenaci da ignorare ogni avvertimento e ogni possibilità di scontro, fino ad approdare a Gaza?

Share

La risoluzione Onu sulla Libia

Il dado è tratto. Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha votato giovedì sera una risoluzione che autorizza l’uso di “tutte le misure necessarie” per proteggere i civili libici dalla repressione del regime. La risoluzione aggiorna la 1970 del 26 febbraio 2011, rinnova l’embargo sulle armi e l’azione umanitaria per salvare i profughi di guerra.

Ma aggiunge anche la no-fly zone. L’aviazione fedele a Gheddafi, d’ora in poi, dovrà rimanere sulle piste, pena l’abbattimento. Ma il passaggio decisivo lo leggiamo nel paragrafo 4: gli Stati membri, singolarmente o tramite organizzazioni regionali, sono autorizzati a prendere “tutte le misure necessarie” a proteggere “i civili e le aree popolate da civili sotto minaccia di attacco”.

Share

Egitto in bilico, tra democrazia e integralismo

L’Egitto entra nella sua terza settimana di insurrezione contro il regime di Hosni Mubarak. Ma non abbiamo ancora capito se dobbiamo provare gioia o disperazione.
La prima emozione sorge spontanea nel vedere un rapido effetto domino travolgere o minacciare dittature arabe considerate eterne. La seconda quando pensiamo a cosa possa arrivare dopo.

Share

Il Medio Oriente come l’Urss dell’89?

E dove sarebbe questa “stabilità” delle dittature? A vent’anni circa dal collasso rapidissimo del blocco sovietico, che tutti davano per eterno e immutabile sino al 1989, oggi assistiamo a qualcosa di molto simile nel Medio Oriente. Sistemi dittatoriali al potere dagli anni ’50 del secolo scorso si stanno sgretolando con una rapidità impressionante.
Il primo punto in comune fra il 1989 e il 2011 è la velocità del contagio rivoluzionario. Nel giugno 1989, la prima sconfitta elettorale dei comunisti in Polonia portò due mesi dopo all’apertura della frontiera ungherese, quattro mesi dopo alla caduta del muro di Berlino e cinque mesi dopo alla fine di tutti i regimi comunisti dell’Est.

Share

Destra di governo o di galera

L’Olanda, a tre mesi dalle elezioni, è ancora senza governo. Il Partito Liberale (Vvd) e il Partito Cristiano-Democratico (Cda), da soli non riescono a formare una maggioranza stabile. E sono costretti a chiedere l’appoggio del Pvv, il Partito della Libertà di Geert Wilders, il terzo più votato dagli olandesi. Finora i partiti istituzionali di centro-destra hanno sempre evitato come il fuoco l’appoggio di una formazione giudicata “xenofoba”, “anti-islamica” e “anti-immigrazione” da tutta la stampa europea.

Share

Silvio, dì qualcosa di liberale

“Noi crediamo nella libertà, in tutte le sue forme molteplici e vitali. Noi crediamo nella libertà di pensiero e opinione, nella libertà di espressione, nella libertà di culto, di tutti i culti, nella libertà di associazione. Crediamo nella libertà di impresa, nella libertà di mercato, regolata da norme certe, chiare e uguali per tutti. Ma la libertà non è graziosamente ’concessa’ dallo Stato, perché è ad esso anteriore, viene prima dello Stato.

Share