Autore: Stefano Magni

LA COREA DEL NORD E’ UN CANE CHE ABBAIA, MA CHE NON MORDERA’

Una crisi in Corea non si era mai spinta fino a questo punto. Dopo la fine della guerra, nel 1953, nemmeno i numerosi incidenti navali (da ultimo, l’affondamento della corvetta sudcoreana Cheonan nel 2010) e gli sporadici scambi di colpi d’artiglieria (come il bombardamento dell’isola di Yeonpyeong, sempre nel 2010) avevano generato un simile livello di allerta.
Mai, come in questa crisi, sono stati compiuti così tanti passi in direzione di un conflitto: chiusura della frontiera, interruzione delle linee rosse per le comunicazioni d’emergenza fra Nord e Sud, chiusura dell’impianto industriale “trans-coreano” di Kaesong, annullamento dell’armistizio del 1953, mobilitazione, ordine di allerta numero 1 (“pronti al fuoco”) per tutte le unità di artiglieria nordcoreane, autorizzazione all’uso delle armi nucleari contro obiettivi statunitensi, schieramento di missili a medio raggio (i Musudan) lungo la costa orientale, dove possono colpire anche il Giappone.

Share

LIBERALISMO ANNO ZERO

Il 2013 è l’anno della recessione, l’anno del pericolo di default, l’anno dell’ingovernabilità. Le analisi si sprecano, soprattutto dopo un esito elettorale a dir poco incerto. Ma pochi, purtroppo, notano la vera novità, tutta negativa, di questa Italia post-elettorale: il liberalismo è stato spazzato via.

Share

DICEMBRE 2012, LA SECONDA RIVOLUZIONE EGIZIANA

– L’Egitto sta vivendo una sua seconda rivoluzione.
La prima era scoppiata per cacciare l’ormai anacronistico dittatore nazionalista Hosni Mubarak, retaggio dei regimi anti-colonialisti degli anni ’50, ormai completamente privo di slancio ideologico. La seconda, invece, sta iniziando per tentare disperatamente di prevenire la nascita di un nuovo regime islamico, potenzialmente molto più repressivo, proprio a causa del suo slancio ideologico.

Share

PALESTINA ALL’ONU: SE IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO…

La Palestina ha ottenuto dalla maggioranza schiacciante dei membri dell’Assemblea Generale dell’Onu la promozione allo status di “Stato osservatore”, al pari del Vaticano. Le parole contano. Non è ancora “Stato membro”, ma comunque la Palestina, per la prima volta è riconosciuta dalla comunità internazionale come uno “Stato” e non più come una “entità”. Un passo in più verso il pieno riconoscimento internazionale.

Share

Al Cairo nazionalisti e islamisti si contendono il trono di Mubarak

Questa drammatica intervista, rilasciata all’Ansa da Abdel Ghani Hendi, quadro del partito “11 febbraio”, è un grido di dolore per una rivoluzione tradita e dirottata sin dai suoi primi mesi. Siamo infatti arrivati al dunque: da ieri sono iniziate le elezioni presidenziali. Il nuovo capo dello Stato, il primo democraticamente eletto, si insedierà solo nella seconda metà di giugno, dopo un ballottaggio.

Share

LA SFIDA DEI “FALCHI” REPUBBLICANI ALLA POLITICA ESTERA DI OBAMA

– «Obama punterà tutta la sua campagna elettorale sui successi che ha ottenuto in politica estera. Punterà tutto sull’uccisione di Osama bin Laden, su quella di Gheddafi e sulla Primavera Araba. E’ vero: il mondo è un posto più sicuro in cui vivere senza Osama e senza Gheddafi. Ma questi sono successi tattici e non riescono a colmare il disastro della politica estera di Barack Obama, né i numerosi errori strategici che ha commesso». A sfidare il presidente sulla politica estera, con queste parole, è Michele Bachmann, ex candidata repubblicana. Benché si sia ritirata il mese scorso, è pronta a dar manforte alla campagna. Ma soprattutto, le parole della Bachmann riflettono in pieno la filosofia dominante nel Partito Repubblicano in fatto di politica estera: la riconquista di un’egemonia americana che sta svanendo.

Share

SFIDARE PECHINO SENZA AVER SOLDI

Non è facile comprendere la nuova strategia americana. La notizia della settimana, sulla politica estera dell’amministrazione Obama, è certamente l’annuncio dell’apertura di una nuova base dei marine in Australia. Sarà completata nel 2016, a copertura del teatro Pacifico del Sud, volta a fronteggiare la Cina e le sue mire espansioniste.

Share

L’IRAN COSTRUISCE L’ATOMICA E IL MONDO HA UN GROSSO PROBLEMA IN PIU’

L’Iran sta costruendo la bomba atomica. Lo dice ufficialmente l’Aiea, portando le prove, argomentando, partendo dal punto di vista di un ente neutrale, della “comunità internazionale”, dell’Onu. Il fatto che Teheran stesse portando avanti un programma militare nucleare clandestino, parallelamente a quello civile legale, era una cosa sospetta da almeno 9 anni. Ma finché erano dissidenti iraniani ad affermarlo, o fonti di intelligence israeliane o statunitensi, c’era sempre, comunque, la possibilità di difendersi dietro alla tesi della “cospirazione” ai danni dell’Iran.

Share