Autore: Stefano Magni

Brigatisti rossi estradati dopo 40 anni di attesa

Sette brigatisti rossi, già condannati a gravi pene carcerarie in Italia, sono stati arrestati ieri in Francia. Altri tre sono tuttora latitanti. Saranno estradati nel nostro Paese. La vera notizia è perché non siano stati mai estradati finora. Per più di quarant’anni, infatti, hanno potuto vivere in Francia, nella maggior parte dei casi in libertà.

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Torturare la statistica finché non suggerisce il lockdown

Un’inchiesta pubblicata dal quotidiano tedesco Die Welt non ha ricevuto la dovuta attenzione del pubblico, nel corso dell’ultima settimana. Il governo tedesco, a marzo 2020, avrebbe chiesto all’Istituto Robert Koch di calcare la mano sulle stime dei possibili morti per Covid, così da avere mano libera sul lockdown. Non è il primo caso, anche nel Regno Unito, per non parlare dell’Italia, le statistiche sono state usate per spaventare e ottenere il consenso su politiche impopolari di limitazione della libertà

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Il vero modello cinese è Taiwan. Ma nessuno lo vede

Se la Cina emerge come vincitrice mondiale della sfida pandemica ed economica, spesso si dimentica che esiste un’altra Cina che costituisce un modello decisamente più attraente per il mondo libero. E’ la Cina di Taiwan. Registra minor mortalità, maggiore crescita. Eppure, per tutte le organizzazioni internazionali, Taiwan “non esiste”.

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Pompeo supplica il Vaticano di non arrendersi a Pechino

Ultimatum dagli Usa al Vaticano sui rapporti con Pechino? O è meglio parlare di un appello accorato? Gli accordi, parzialmente segreti e provvisori, fra Cina e Santa Sede scadono oggi. Il dialogo fra Pechino e la diplomazia vaticana è molto avanzato e si dà quasi per scontato, sia da parte di fonti cinesi che da quelle di Roma, un rinnovo degli accordi. La settimana prossima, 29 settembre, si recherà in visita presso il Papa il Segretario di Stato americano, Michael Pompeo, che si trova personalmente coinvolto in un momento molto delicato. Non solo è non solo in piena campagna elettorale per la rielezione del presidente Trump, ma anche nel bel mezzo di una guerra commerciale con la Cina, il cui ultimo episodio è il tentativo (per ora respinto dalla magistratura degli Usa) di espellere le piattaforme social cinesi WeChat e Tik Tok dal mercato statunitense. In mezzo a questa tensione arriva il tweet pubblicato ieri dal Segretario di Stato: “Due anni fa, la Santa Sede ha raggiunto un accordo con il Partito comunista cinese, sperando di aiutare i cattolici cinesi. Ma l’abuso del Pcc sui fedeli è solo peggiorato. Il Vaticano metterebbe a rischio la sua autorità morale, se rinnovasse l’accordo”.

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Covid: il cattivo esempio ora è il Brasile. Ed è sbagliato

Non passa giorno che i telegiornali non parlino della tragedia dell’epidemia di Covid in Brasile. Non passa telegiornale in cui la colpa non sia attribuita al presidente Bolsonaro. Dopo la Svezia, è il cattivo esempio da additare. Ma è un esempio sbagliato. In rapporto alla popolazione, in Brasile non si registra affatto la maggior mortalità al mondo.

Non passa giorno che i telegiornali non parlino della tragedia dell’epidemia di Covid in Brasile. Non passa telegiornale che la colpa non sia attribuita al presidente Bolsonaro, reo di essere contrario alla strategia di lockdown. Come per la Svezia, il mese scorso, in queste settimane di inizio inverno (per il Brasile) il Paese sudamericano è diventato l’esempio da non seguire, il Paese numero uno per contagi e vittime causate da una politica da stigmatizzare. Ma è vero? No. O per lo meno non ancora, sperando per i brasiliani che non lo diventi mai.

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Lockdown: gli italiani sono i più reclusi del mondo

Tutto il mondo si chiude di fronte al dilagare del coronavirus. Ma c’è qualcuno che è più chiuso degli altri: dove per lockdown si intende l’ordine impartito ai cittadini di stare chiusi in casa, l’Italia ha adottato le misure di lockdown più rigide del mondo e attualmente è l’unico Paese realmente paralizzato.

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Taiwan, Singapore, Corea: il virus ingabbiato senza perdere la libertà

Si porta sempre più ad esempio la Cina totalitaria per i metodi di contenimento dell’epidemia di coronavirus. E l’Italia, pur volendo restare un Paese democratico, sta provando ad imitarli. Eppure, oltre ad essere un modello più che discutibile, la Cina non è neppure l’unica nazione asiatica ad aver efficacemente contrastato l’epidemia. Altri Paesi, come Taiwan (la Cina democratica) e Singapore sono riuscite a prevenire lo scoppio dell’epidemia. Mentre la Corea del Sud, una delle nazioni più colpite, sta riuscendo a rallentarla come e più della Cina. E nessuno di questi governi ha usato metodi totalitari, ha bloccato intere regioni o interi settori economici come stiamo facendo noi.

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