Autore: Stefano Graziosi

Il gran rifiuto di Joe Biden

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22 ottobre 2015 – Alla fine si è tirato indietro: Joe Biden ieri ha formalmente annunciato che non si candiderà per la conquista della nomination democratica.
Una notizia pervenuta in extremis, dopo mesi di rumores che davano l’attuale vicepresidente sempre più prossimo alla discesa in campo.
Eppure tutto si è concluso in un nulla di fatto.

USA 2016, i neo con alla riscossa

Congresso

Uno spettro si aggira per l’America: lo spettro del neoconservatorismo. La corsa elettorale per la conquista della nomination repubblicana sta difatti evidenziando il riemergere di frange vicine a questo movimento: una galassia che sembra risvegliarsi, pronta a riprendere il controllo dell’Elefantino.

Entrato in crisi nel 2006, a seguito della contestata guerra irachena, la popolarità del neoconservatorismo crollò decisamente negli anni seguenti, schiacciata non soltanto dalle critiche del fronte democratico ma anche da polemiche sorte in seno allo stesso GOP.

Papa Francesco parla al congresso Usa

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I discorsi, tenuti dal papa in occasione della visita negli Stati Uniti, hanno evidenziato una serie di preoccupazioni decise, che intervengono inevitabilmente in modo diretto in seno al dibattito politico americano.

In particolare, Francesco si è concentrato su alcuni punti da sempre centrali nell’ambito del suo pontificato: punti, che hanno assunto ulteriore risonanza, data l’occasione e il luogo in cui sono stati ribaditi.

John Kasich, il diciassettesimo GOP

G

Le jeux sont fait.
Martedì scorso ha avuto luogo la discesa in campo del governatore dell’Ohio, John Kasich, in vista delle primarie repubblicane del 2016.
Lo ha fatto con un discorso tenuto a Columbus, in cui ha sostenuto la volontà di farcela contro tutto e tutti, mirando quindi a proporsi come un outsider deciso e coraggioso.

La calma del predatore: strategia comunicativa di Jeb Bush

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Il partito repubblicano è in subbuglio.
Poche ore fa, il governatore dell’Ohio, John Kasich, ha ufficializzato la propria discesa in campo per le primarie del 2016, diventando così il diciassettesimo candidato alla nomination.
Una situazione sconcertante.
Il tutto, mentre il miliardario Donald Trump continua a mietere consensi, sparigliando le carte in seno a un GOP sempre più diviso e litigioso.

LE VERITÀ NASCOSTE DI HILLARY CLINTON

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2 luglio 2015 – Martedì sera il dipartimento di Stato americano ha pubblicato tremila delle email scritte da Hillary Rodham Clinton nel 2009 durante il primo anno del suo mandato come segretario di Stato. Per quanto si tratti di un numero irrisorio (il totale delle email ammonta a cinquantacinquemila, senza poi contare che molte sono state inquietantemente cancellate, in quanto presunta ‘corrispondenza personale’), si tratta comunque di una testimonianza interessante, per cercare di capire meglio la pregressa attività della Clinton ai vertici amministrativi statunitensi.

LA CORTE SUPREMA E LE UNIONI GAY: SE IL GOP VUOLE TORNARE A VINCERE

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26 giugno. Con cinque voti a favore contro quattro, la Corte Suprema degli Stati Uniti d’America ha riconosciuto la legittimità delle unioni omosessuali a livello federale, abolendo così definitivamente il divieto legislativo mantenuto da diversi Stati.
La sentenza ha letteralmente scatenato un putiferio, destinato a riverberarsi profondamente nel dibattito politico americano e – a maggior ragione – nella disfida elettorale per le presidenziali del 2016.
Le implicazioni di questo evento non sono difatti poche.