Autore: Raffaello Morelli

La vicenda del crollo dei 250 metri del viadotto sul Magra

I liberali, in quanto attenti alle istituzioni, devono seguire con cura la vicenda del crollo dei 250 metri del viadotto sul Magra, tra Toscana e Liguria, in condizioni meteorologiche perfette e senza traffico dovuto alle restrizioni Covid19. A parte il danno alla viabilità e quindi la necessità di una ricostruzione il più possibile rapida dell’opera, quello che preoccupa (più dell’onere) è l’inerzia dell’ANAS. Ad un mese dal crollo, non ha ancora rimosso i tecnici coinvolti nei controlli del viadotto. I quali, durante il 2019,  hanno più volte (l’ultima a novembre) seccamente respinto i dubbi sollevati in sede locale circa la reale stabilità del manufatto, confermandone in pieno la stabilità. Il viadotto è poi crollato integralmente quattro mesi dopo.

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Progetto per la formazione delle libertà: il nuovo libro di Raffaello Morelli

Questo libro di piccolo formato illustra perchè in Italia sia decisivo costruire la Formazione delle Libertà.

Le grandi carenze del paese derivano soprattutto dal buco di liberalismo civile. L’individuo è il cardine delle libertà, ma da noi resta un fantasma: nonostante che il mondo funzioni con i miliardi di individui viventi e sia impossibile prescindere dallo spirito critico di ogni umano sul territorio con la sua diversità. 

Tra questa miriade di individui, i conflitti sono fisiologici, e per  dirimerli vanno rispettate le regole che i cittadini si danno per relazionarsi e fare le scelte Quindi la misura di ogni libertà politica non è l’assenza di regole. Al contrario. Servono regole di qualità che diano spazio all’esercizio dello spirito critico individuale. 

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Von der Leyen Presidente della Commissione UE

La von der Leyen  Presidente della Commissione UE ha imbarazzato gran parte dei mezzi di comunicazione italiani. Non perché sia la prima donna, ma perché  eletta con una maggioranza ristretta, 9 voti, quindi con i 14 determinanti del M5S. La cosa  da una parte ha messo in luce l’errore dell’aver sorvolato prima  sul non esistere più la maggioranza PPE PSE  e sulla necessità di accordarsi almeno con i liberali; dall’altra ha mostrato che la proposta dal Consiglio degli Stati ha raccolto molte defezioni, tante tra i socialisti,  diverse tra i popolari e qualcuna tra i liberali. Dunque le certezze abituali sono sparite.  La vecchia maggioranza è sepolta,  la nuova è una stranezza claudicante e la burocrazia UE ha preso un colpo. 

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Manca la mentalità’ liberale nel gestire la cosa pubblica

La polemica delle ultime settimane sul Presidente INPS Boeri è un esempio di come in Italia siano ignorate le esigenze liberali. Almeno tra gli alti burocrati, tra chi ha ruoli di governo e nei media.

Molti alti burocrati hanno una cultura  disattenta ai fatti ed esaminano i dati numerici rappresentativi dei fatti senza tener mai conto dei meccanismi che li hanno prodotti, della possibile evoluzione nonché della eventuale necessità di correggerli. In pratica, i numeri divengono solo una base deterministica per prefigurare il dopo preferito.  I temi trattati  ora da Boeri dati alla mano (lo dice lui) sono la tesi che accogliere i migranti è indispensabile per mantenere in pari i conti INPS e l’impatto negativo del Decreto Dignità. In entrambi, maneggia i dati separandoli dai fatti, atteggiamento assurdo quando si tratta di organizzare la convivenza.

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Considerazioni liberali su spread e cittadini

Per la politica liberale i cittadini contano più dello spread. Per il motivo che lo spread non è neppure un indicatore che condensa l’andamento di aspetti reali dell’economia di un paese. Il fatto è alcuni lo definiscono come indicatore solo perché ne cercano uno e  lo fanno con un intento teorico che però non corrisponde in pieno ai fatti concreti. La cosa non muta neppure quando si accompagna ad elencare una serie di fattispecie in cui vari singoli cittadini potrebbero trarre beneficio dall’avere indicazioni sulla complessiva situazione economica in cui si trovano. Infatti l’approccio liberale non consiste nello sciorinare parole adatte al far immaginare un’attenzione strutturale, giuridica e politica, alla centralità del cittadino. Consiste nel praticarla quell’attenzione. Perché l’impegno liberale non si esprime mai nelle intenzioni teoriche, bensì sempre nelle scelte fondate sui fatti e sui comportamenti effettivi. Quindi, svolgere considerazioni sugli aspetti dell’economia di mercato, non basta per  restare nel clima liberale se insieme non si mantiene stretto il legame con la realtà concreta per renderla di mercato.

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