Autore: Pietro Di Muccio de Quattro

IL GOVERNO SORVOLA SUL DRAMMA DEL DEBITO PUBBLICO

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In un terrificante articolo, che il ‘Corriere della Sera’ ha pudicamente confinato nel ‘Corriere economia’, Alberto Brambilla e Chiara Appolloni dimostrano per tabulas che o viene ridotto il debito pubblico o non c’è futuro per i giovani. Ma per la verità, aggiungo io e loro lasciano intendere, non ci sarà futuro per l’Italia intera. Invece, con ineffabile sfrontatezza, il primo ministro spande ottimismo e sembra in stato confusionale riguardo alle cifre, che egli manipola estrapolando i dati che gli si confanno e tralasciando quelli riottosi alla sua bacchetta magica. Renzi, quanto alle poste del bilancio, si comporta come i grandi illusionisti che fanno scomparire dal palco persino gli elefanti. In effetti il debito pubblico è un pachiderma che al governo conviene ignorare per ingannare il popolo, specialmente quella parte del popolo, intellettuali e giornalisti compresi, che lo assecondano creduli.

LEGGE ELETTORALE E REFERENDUM COSTITUZIONALE

elezioni

Il “disegno deformatore” (legge elettorale+riforma costituzionale) del governo non è accettabile perchè sovverte il principio democratico, posto dalla Costituzione a base della Repubblica. Infatti la legge elettorale conferisce necessariamente, nel più che probabile ballottaggio, il governo nazionale ad una minoranza indeterminata dei voti validi, assegnando ad essa un premio pur’esso indeterminato in seggi sebbene determinato nel totale di 340 deputati (55% di 630-12).