Autore: Mauro Della Porta Raffo

In morte di Mario Cervi

17 novembre 2015
Non cancellerò dalla rubrica il tuo indirizzo mail, carissimo Mario.
Quell’indirizzo al quale quotidianamente scrivevo e ancora ieri ho scritto.
Non cancellerò il tuo numero telefonico dal cellulare.
Non potrò mai cancellare dalla memoria i nostri infiniti incontri, il tuo sapere, la tua disponibilità, il tuo forte spirito, il tuo affetto.
Il giorno del tuo novantaquattresimo compleanno ti ho chiesto come andasse la vita e ben ricordo il magnifico, squillante, “Mica male!” ricevuto in risposta.
Tornerò lungamente a parlare di te, del mio antico, fraterno direttore.
Sappi, caro Mario, che ti invidio anche la morte.
Una ‘morte in piedi’, comme il faut, visto che hai lavorato lucidissimamente fino all’ultimo minuto.

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USA: elezioni presidenziali

L’attenta osservazione dei risultati elettorali naturalmente generali ma altresi’ Stato per Stato nel trascorrere del tempo consente di vedere con precisione, di cogliere i momenti decisivi della storia americana per quanto riguarda il susseguirsi dei diversi ceti sociali al potere nel Paese e la geopolitica.

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Cossiga mi (ci) manca molto!

Ho conosciuto Francesco Cossiga in un momento per lui particolare.
Operato a Varese, la mia città, di quando in quando, nel periodo di convalescenza, si faceva accompagnare alla libreria Pontiggia (all’epoca la migliore in terra bosina) laddove ebbi modo di parlargli e di consegnargli il mio primo libro dedicato a Piero Chiara.
Da lì, una breve conversazione su temi esclusivamente letterari.
Devo averlo colto in uno di quei momenti nei quali i farmaci antidepressivi lo annichilivano. Si vedeva dagli occhi.

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Quei figli di cani che parlano di ‘accoglienza’!

Lo so, ne ho già ed appena trattato.

Ma è un tema imprescindibile.

Sono le 10.04 di lunedì 31 agosto e arrivo in studio dopo avere percorso le vie del centro di Varese.

Ho incontrato almeno quattro mendicanti neri evidentemente in cattive condizioni e so che verso mezzogiorno, dovessi ripassare, ne incontrerei molti di più.

Come sempre, dono loro qualcosa.

A volte, a quelli davvero male in arnese pago un kebab e una coca cola.

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Risposta a Galli della Loggia: la Lega non è “di destra” !!!

Ernesto Galli della Loggia, nell’articolo sul Corriere del 12 agosto intitolato ‘Le urla dei migranti’, come tutti, sostiene che la Lega Nord sia di destra.
Nulla di più sbagliato. Dove si collochi il partito fondato da Umberto Bossi (in giovinezza, un estremista di sinistra) e Roberto Maroni (da giovane, un marxista leninista) e il cui segretario è Matteo Salvini (capolista dei Comunisti padani in occasione delle elezioni al sedicente Parlamento padano) è difficile dire, ma non a destra.

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Dell’applicazione della pena di morte

In premessa, la posizione della Chiesa Cattolica Romana
“La pena inflitta deve essere proporzionata alla gravità del delitto. Oggi, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere il crimine rendendo inoffensivo il colpevole, i casi di assoluta necessità di pena di morte ‘sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti’ (Evangelium vitae).

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Lyndon Johnson nel 1964

Lyndon Johnson, capacissimo nei rapporti con il Congresso ed estremamente motivato, in breve tempo e vincendo ogni opposizione conservatrice – opposizione particolarmente dura proprio tra i suoi colleghi democratici se provenienti dal meridione del Paese – , ottiene l’approvazione di tutte le misure legislative allora in discussione facenti riferimento ai diritti civili e in specie del ‘Civil Rights Act’, legge tesa a combattere le varie forme di discriminazione razziale in uso in tutti gli Stati del Sud.
Si era in luglio e poco dopo, in agosto, il successore di Kennedy consegue, nella prospettiva della sognata ‘Great Society’, un altro importante successo: ha fatto pervenire al Congresso un invito a “una guerra totale contro la povertà” e l’alto consesso risponde approvando l’‘Economic Opportunity Act’ che stanzia fondi di molto conto in tale direzione.

E’ in specie sull’onda di questa sequela di successi che il partito democratico, riunito in convention ad Atlantic City dal 24 al 27 agosto, lo designa all’unanimità quale suo candidato a White House.

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