Autore: Mauro Della Porta Raffo

Rouge

Vergato in Varese nel giorno dell’anno del Signore 2018 dedicato a Sant’Eucherio di Lione.

Arriva l’incredibile notizia della condanna all’ergastolo dì Khieu Samphan e di Nuon Chea.
A Phnom Penh, Cambogia.
Impossibile, pensi.
“Sono ancora vivi?”, ti chiedi.
Ottantasettenne l’allora Capo di Stato della Kampuchea Democratica.
Novantaduenne l’ideologo che insieme a Pol Pot – come recita la sentenza – “deteneva il potere della decisione finale”.
Entrambi – per non parlare di Saloth Sar, il ‘fratello numero uno’ – ‘roussoiani’ convinti, capaci di applicare in Cambogia (come in precedenza solo nel Paraguay del ‘Dottor Francia’) i dettati di Jean Jacques Rousseau come vergati nel ‘Progetto per la Costituzione della Corsica’.
Echi lontani e pur sempre presenti.
E d’altra parte non è forse vero che la lingua di Rousseau è quella che accomunava i rivoluzionari indocinesi dovunque operassero?
E non furono chiamati forse ‘rouge’ gli khmer traducendo l’originale ‘krohom’?
Rouge? mais oui!

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USA: alcolici e indipendenza

Astemio.
Sono assolutamente astemio.
Da sempre.
Non è che prima bevessi e adesso no.
Di più – e non chiedo affatto scusa – considero i bevitori dei perfetti imbecilli.
Certo, c’è di peggio.
Per esempio i drogati.
Starei per dire, anche i tatuati.
Perfino, i padroni di cani portati in giro senza museruola.
E se penso al fatto che un numero infinito di imbecilli è alcolizzato, drogato, tatuato e magari possiede anche un cane…
Ciò detto, la voglia – non l’inesistente anche se sbandierata necessità – di bere ha storicamente avuto conseguenze particolarmente importanti in determinate circostanze.
Per esempio, quanto alla nascita degli Stati Uniti d’America.

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Il Sud democratico Il Sud repubblicano Il Sud 2016

La storia delle elezioni presidenziali americane, in particolare nel Sud Usa

Varese, nel giorno del 2018 dedicato a sant’Elfego il Vecchio
Necessaria premessa.
Nelle righe che seguono mi occupo delle elezioni presidenziali, in particolare nel Sud Usa, a partire dalle prime successive alla Guerra di Secessione. Non di quelle congressuali né di quelle governatoriali o locali i cui risultati quanto ai partiti votati possono tendenzialmente nei vari momenti coincidere ma anche divergere. Nelle righe che seguono capita che il partito democratico venga definito ‘dell’asino’ e i suoi aderenti ‘asinelli’, visto che proprio un asino ne è dai tempi di Andrew Jackson il simbolo. Occorre altresì che il partito repubblicano sia chiamato ‘dell’elefante’ e i suoi adepti ‘elefantini’ essendo dall’Ottocento il pachiderma in questione il simbolo del ‘Grand Old Party’, da cui l’acronimo GOP. Ancora, si parlerà di ‘cintura della Bibbia’ (’Bible Belt’) a proposito degli Stati meridionali nei quali la religione è fortissimo motivo di schieramento, e di ‘cintura della ruggine’ (’Rust Belt’) con riguardo ai territori del Nord e del Middle West nei quali la crisi economica della fase finale degli anni Dieci del terzo millennio ha provocato la chiusura di molte fabbriche e appunto la ruggine dei macchinari inutilizzati. Infine, gli Stati che votano democratico sono colorati nella carta geografica di blu (’Blue States’) mentre quelli che si esprimono per i repubblicani si colorano di rosso (’Red States’).

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Donald Trump, un anno dopo. Bilanci e incognite

Il 20 gennaio 2017 il tycoon giurava da presidente. E sta finendo il periodo in cui il capo della Casa Bianca ha le briglie più sciolte, non condizionate da scadenze elettorali: il 6 novembre c’è il voto di Midterm

Un anno e mezzo. Una volta eletto per il primo mandato, il presidente degli Stati Uniti ha un anno e mezzo, diciotto mesi, per governare. Per governare senza eccessivi lacci e impedimenti. Senza essere condizionato da scadenze elettorali. Trascorso tale periodo, avvicinandosi le Mid Term Elections, tutto cambia. I doveri nei confronti dei parlamentari «amici» nonché del partito stesso viepiù prevalgono e vincolano. Non che nel predetto periodo «aureo» possa il Capo dello Stato Usa fare davvero quello che vuole.

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Prima e dopo

Prendiamo Don Schollander.
Olimpiadi di Tokyo.
Vince quattro medaglie d’oro.
Nuota.
Stile libero, per chi non lo sapesse.
Cento, quattrocento, la staffetta quattro per cento e quella quattro per duecento.
Detiene, il desso, il record mondiale dei duecento ma non li vince.
Neppure va a medaglia.
Perché?
Semplicemente perché i duecento stile libero (come, per inciso, mille altre gare in momenti successivi) entreranno a far parte del repertorio olimpico solo quattro anni dopo, a Città del Messico.
Prendiamo Bob Morse.
Tiratore implacabile e infallibile, nelle relative statistiche figura bene ma non ai primissimi livelli.
Quale la ragione?

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Nel mentre il tempo si va facendo breve

nel corso del quattordicesimo anno della mia quinta ‘indizione’

la prima uscita on line del mio ‘dizionario enciclopedico’ intitolato ‘nel mentre il tempo si va facendo breve’ sarà pubblicata e disponibile lunedì 6 novembre.

ovviamente 2017.

i testi ricompresi – ben oltre millecinquanta – sono aggiornati al 29 ottobre.

ogni fine mese, successivamente, l’opera verrà riproposta, rivista laddove necessario e con l’aggiunta di nuove voci.

accade che tutto questo avvenga nel quattordicesimo anno della mia quinta ‘indizione’.

(naturalmente, considero il 17 aprile – giorno della mia nascita – momento iniziale delle ‘indizioni’ che vado vivendo.

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Senatori USA

Lo sapete, fu il ‘Compromesso del Connecticut’ a risolvere illo tempore la situazione.
A Philadelphia, nel 1787, i Costituenti discutevano anche (anche) su mono o bicameralismo.
Una sola camera avrebbe avvantaggiato gli Stati più popolosi, visto che gli eletti non avrebbero potuto essere che in proporzione appunto al numero degli abitanti.
Impossibile, salvo volessero fare harakiri, per le altre ex colonie accettare.
Due camere, quindi?
Ma con quali competenze, in qual modo composte e come differenziate?
La soluzione – proposta come detto dalla delegazione del Connecticut – quanto alla composizione fu davvero particolare.
In un ramo del futuro parlamento sarebbe stato rappresentato il popolo, nell’altro gli Stati.

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USA: Il ‘caso Jewell’

Implicazioni relative alla ‘Linea di successione presidenziale’ e connessioni quanto al ‘Sopravvissuto designato’

Non che sia accaduto solo a Sarah Margaret ‘Sally’ Jewell Roffey, no.
Ma esaminare il caso che la riguarda dà modo di articolare in merito ad alcune specificità costituzionali e legali USA di qualche notevole conto.
Orbene, ‘Sally’, nel corso del secondo mandato presidenziale di Barack Obama, ha ricoperto l’incarico di Segretario (Ministro, nel nostro gergo politico) agli Interni.
Orbene, ‘Sally’, in origine inglese e dipoi naturalizzata, non è per tale ragione, ovviamente, cittadina americana dalla nascita.

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