Autore: Mauro Della Porta Raffo

Brevi considerazioni su Deng Xiaoping: l’uomo che ha sfamato un miliardo di persone

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I recenti eventi di politica internazionale, che vedono protagonisti la Corea del Nord e il suo bizzarro – nonché inquietante – dittatore, che un giorno sì e l’altro pure minaccia di far saltar per aria mezzo mondo, stanno mettendo in evidenza una volta di più come, per risolvere le crisi dell’Asia-Pacifico, il ruolo che la Cina deciderà di assumere sarà sempre più d’importanza vitale.

L’amministrazione Trump, infatti, sta già verificando con mano quanto sia irrealistico pensare di risolver la crisi in corso con uno degli ultimi “Stati-canaglia” applicando categorie e metodi di stampo unicamente occidentale.

Risparmiare uccide!

Risparmio

Solo gli economisti (“L’economia serve a rivalutare l’astrologia”, diceva John Kenneth Galbraith), solo gli economisti e gli adoratori del ‘politically correct’ – mentalmente ottenebrati come sono – oggi, possono sostenere che il risparmio giovi, che serva a migliorare il vivere comune.
Ovviamente, è esattamente il contrario e le dimostrazioni in proposito sono infinitamente numerose.
Sotto gli occhi di tutti.
Ogni qual volta si è deciso di risparmiare, di contenere i costi, la conseguenza è stata il fallimento.
Ma, naturalmente, questo, agli occhi dei poveracci che da alcuni decenni siedono sul ponte di comando, non conta un bel nulla.
Conseguenza inevitabile del risparmio è la drastica, drammatica perdita dei posti di lavoro.
Conseguenza dell’ossessiva campagna contro i ricchi è l’averli obbligati a nascondersi, con le loro disponibilità.

Kiwi (o della globalizzazione del cibo)

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Intervento si Mauro della Porta Raffo al convegno: Workshop a cura della Società Umanitaria sul tema ‘Il cibo e l’uomo. Il valore simbolico del cibo

Cinese? Ma perché cinese se quello strano frutto arrivava sulle nostre tavole dalla Nuova Zelanda, come d’altra parte suggeriva il nome?

Anni Settanta del trascorso Novecento, direi, ed ecco apparire in Italia il kiwi.

Buono? Cattivo?

A mio padre non interessava scoprirlo.

“Quando ero piccolo io”, aveva sentenziato la prima volta rifiutando anche solo di assaggiarlo, “non c’era e quindi non lo mangerò!”

Il linguaggio del corpo (mimica, movimenti, postura), per qualche verso la fisiognomica, e i rapporti Unione Europea/Russia/USA

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Il grande zoologo ed etologo inglese Desmond Morris, interrogato di recente a proposito del (per i più, per i meno avvertiti) sorprendente esito delle elezioni americane, ha parlato della necessità, a suo parere, quando in televisione appaiono i politici, di azzerare l’audio – non badando pertanto a quanto vanno dicendo – e di guardare con attenzione ai loro gesti e movimenti.

In buona sostanza, al linguaggio del corpo largamente inteso.

(E non torna alla mente, in cotal modo ragionando, per qualche verso, quando si tratti specificamente del volto, altresì la fisiognomica come studiata e disciplinata da Aristotele, Giambattista della Porta e Johann Kaspar Lavater, dimenticando ovviamente – per carità – Cesare Lombroso?)

Davvero difficile diventare ed essere se stessi a Francesco Salvi – che ci è riuscito – in occasione della sua mostra di pittura che si apre il 23 marzo a Milano, in Sant’Ambrogio

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Malinconico,
sulla carta, sullo schermo e nella vita ho amato e amo
quelli che hanno già detto e dato tutto,
quelli che sanno che è inutile continuare e non per questo sono in grado di smettere,
quelli che si battono per una causa persa sapendo benissimo che non servirà a niente (e, del resto, non è forse solo per le cause perse che vale la pena di combattere?),
quelli che soffrono ma non mollano,
quelli che sanno come va il mondo e ciò malgrado sperano,
quelli che sono capaci di contraddirsi,
quelli che sanno invecchiare,
quelli che sono più grandi della vita,
quelli che amano senza nulla pretendere,
quelli che si sacrificano e non te lo fanno pesare,
quelli che sanno come uscire di scena,

Foibe ed esodo: io non scordo

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Varese 10 febbraio 2017

Giorno del Ricordo, Aula Magna dell’Università dell’Insubria.

Allocuzione di Pier-Maria Morresi, presidente del Comitato provinciale di Varese dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Consigliere nazionale ANVGD.

Sono trascorsi settant’anni da quando 350mila giuliano-dalmati sopravvissuti agli eccidi comunisti abbandonarono con ogni mezzo la loro amata terra, sperimentando la tragedia dello sradicamento totale e collettivo.

La maggior parte di loro è morta senza avere non dico giustizia, ma almeno il sacrosanto diritto di veder riconosciuto il proprio immane sacrificio.

Chiedo in prestito le parole al presidente emerito Giorgio Napolitano: “La tragedia di migliaia di italiani imprigionati, uccisi, gettati nelle foibe assunse i sinistri contorni di una pulizia etnica”, ha detto nel 2007, rompendo dopo 60 anni la cortina del silenzio.

Gli Stati Uniti e l’Asia Orientale: ‘What’s next’ con The Donald alla Casa Bianca

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Mancano poche settimane all’insediamento ufficiale di Donald Trump al numero 1600 di Pennsylvania Avenue.

Il nuovo inquilino della Casa Bianca, nonché ‘Commander in Chief’ delle forze armate a stelle e strisce, si vedrà costretto a gestire una serie di scenari “scomodi” (per usare un eufemismo) lasciatigli in eredità dalla fallimentare politica estera di Barack Obama.

Non v’è, infatti, quasi nessun’area geo-politicamente ‘calda’ nella quale gli Usa non abbiano perso influenza.

Fra gli scacchieri strategici fondamentali nei quali gli Stati Uniti hanno visto erodersi maggiormente il prestigio e la credibilità guadagnatisi dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, spicca di certo, per importanza, l’Asia Orientale.

Donald Trump, ‘The Dark Horse’. Un ‘maverick’ alla Casa Bianca

Giovedì 22 dicembre alle ore 17.30, nella Sala dei Matrimoni in Palazzo Comunale, via Sacco, Varese, presentazione del libro “Donald Trump, ‘The Dark Horse’. Un ‘maverick’ alla Casa Bianca”. Con Mauro della Porta Raffo, coordinatore dell’opera, interverranno Claudio Bonvecchio, Edoardo Croci, Gianfranco Fabi, Gianmarco Gaspari, Enzo Laforgia, Giancarlo Mazzuca, Fabio Minazzi, Francesco Salvi
Ingresso libero